ROMA – Un fulmine a ciel sereno, o forse la fine annunciata di un tam-tam mediatico che da giorni alimentava sogni e speculazioni. La S.S. Lazio, con una nota ufficiale diramata nel pomeriggio, ha messo a tacere in modo categorico e definitivo le indiscrezioni relative a una presunta cessione del club. “La S.S. Lazio non è in vendita”, si legge nel comunicato, che non lascia spazio a interpretazioni. Una dichiarazione che segue di pochi giorni le parole dello stesso presidente, Claudio Lotito, il quale, durante la presentazione del maestoso progetto per il nuovo Stadio Flaminio, aveva già blindato il futuro della società sotto la sua egida.

La smentita categorica e le voci dal Qatar

Il comunicato del club biancoceleste è una risposta diretta e ferma ai “contenuti diffusi nelle ultime ore attraverso canali social e ripresi da alcuni siti di informazioni digitali”. Nello specifico, le voci, diventate sempre più insistenti, parlavano di un’offerta monstre da 600 milioni di euro proveniente da un fondo del Qatar. Un’indiscrezione che aveva fatto sognare una parte della tifoseria e che aveva provocato un’impennata del titolo del club in Borsa, con un guadagno superiore al 12%. La società ha chiarito di non aver “ricevuto alcuna offerta, manifestazione di interesse o proposta formale da parte di soggetti italiani o esteri”. Oltre all’ipotesi qatariota, si era parlato anche di un presunto interesse dell’imprenditore italiano Andrea Pignataro, considerato l’uomo più ricco d’Italia. Anche questa pista, tuttavia, è stata seccamente smentita dalle dichiarazioni del presidente Lotito.

L’accusa di aggiotaggio e la tutela legale

La Lazio non si è limitata a una semplice smentita. Il club, essendo una società per azioni quotata sul mercato Euronext Milan di Borsa Italiana, ha alzato il livello dello scontro, paventando conseguenze legali. “La reiterata diffusione di informazioni false e prive di riscontro”, prosegue la nota, “oltre a generare confusione nell’opinione pubblica, può integrare profili di manipolazione informativa e aggiotaggio“. Si tratta di un’accusa molto grave, che fa riferimento a reati finanziari volti ad alterare il prezzo di strumenti finanziari.

Per tale ragione, la società ha annunciato che procederà “alla segnalazione alle autorità competenti affinché vengano effettuate le opportune verifiche in merito alla diffusione di notizie non verificate e potenzialmente idonee ad alterare il mercato”. Un monito chiaro e severo, che in passato ha già visto il club agire per vie legali in situazioni analoghe per tutelare i propri interessi e quelli dei suoi azionisti.

Il progetto Flaminio e la visione a lungo termine di Lotito

Questa ferma presa di posizione si inserisce in un contesto di grande fermento per il futuro della Lazio, legato soprattutto al progetto di riqualificazione dello Stadio Flaminio. Pochi giorni prima della smentita, il presidente Lotito aveva presentato in grande stile il piano per trasformare lo storico impianto in una moderna arena da circa 50.000 posti. Un progetto ambizioso, dal valore stimato di quasi 500 milioni di euro, che rappresenta il fulcro della visione a lungo termine del patron biancoceleste.

Proprio in quella sede, Lotito aveva ribadito con forza il suo legame con il club: “Voglio che la Lazio diventi immortale, che si tramandi nei secoli. E lo dico per chiarezza, una volta per tutte: la società non è in vendita“. Aveva inoltre sottolineato il percorso di risanamento economico intrapreso dal suo arrivo nel 2004, annunciando che entro il 2027 il club sarà libero da debiti, con una cassa di 30 milioni di euro in più. Queste dichiarazioni, unite al comunicato odierno, disegnano un quadro chiaro: il futuro della Lazio, almeno nelle intenzioni del suo attuale presidente, è ancora saldamente nelle sue mani, con l’obiettivo di costruire un’eredità duratura basata su stabilità finanziaria e infrastrutture di proprietà.

Un richiamo alla correttezza professionale

In chiusura del suo comunicato, la Lazio ha lanciato un appello al mondo dell’informazione, invitando “tutti gli organi di stampa ad attenersi ai principi di correttezza professionale, verificando le fonti e contattando preventivamente la Società prima di rilanciare notizie prive di fondamento”. Un richiamo alla responsabilità necessario in un ecosistema mediatico dove le voci, soprattutto quelle provenienti dai social network, possono avere un impatto reale e potenzialmente dannoso, non solo sull’umore della tifoseria ma anche sugli equilibri di una società quotata in Borsa.

Di nike

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