Una bufera senza precedenti si è abbattuta sul concorso per l’assegnazione di circa 400 posti da notaio, gettando un’ombra pesante sulla trasparenza e la meritocrazia di una delle selezioni pubbliche più ambite e difficili del Paese. A scatenare il caos è stata la pubblicazione, seppur per pochi minuti, di un documento interno sul sito del Consiglio Nazionale del Notariato contenente annotazioni a dir poco inopportune accanto ai nominativi dei candidati che avevano sostenuto le prove scritte nel novembre del 2024.
Il file, un foglio di calcolo Excel destinato a rimanere ad uso esclusivo della commissione esaminatrice, è rimasto visibile per circa un quarto d’ora, un lasso di tempo sufficiente perché venisse scaricato e i suoi contenuti esplosivi si diffondessero rapidamente online attraverso screenshot, innescando un’immediata e veemente reazione mediatica e politica.
Commenti Inappropriati e “Santi Protettori”
Le annotazioni trapelate dipingono un quadro sconcertante e sollevano seri dubbi sull’imparzialità delle valutazioni. Accanto ai nomi dei candidati, infatti, comparivano giudizi personali e commenti coloriti come “carina”, “fenomeno???”, “genio?”, “candidato garibaldino” e “salvato sul civile” o “graziato sul commerciale”. Espressioni che poco hanno a che fare con la valutazione tecnica e neutrale richiesta in un concorso pubblico.
Ma a destare i sospetti più gravi è stata la presenza di una colonna intitolata “Santo del giorno”, in cui a diversi candidati venivano associati i nomi di figure religiose, da San Beniamino a Santa Caterina di Svezia, da San Tommaso d’Aquino a San Giovanni Paolo II, fino a un enigmatico riferimento al “Papa”. Questa classificazione ha immediatamente alimentato l’ipotesi che potesse trattarsi di un sistema di nomi in codice per indicare “santi in paradiso”, ovvero referenti o protettori influenti dei candidati, minando alla base il principio di anonimato che dovrebbe governare la correzione degli elaborati scritti. L’ipotesi di una “raccomandazione 2.0” è diventata virale sui social, accompagnata da commenti amari sulla “pietra tombale della meritocrazia”.
Le Reazioni Istituzionali e Politiche
La reazione delle istituzioni non si è fatta attendere. Il Ministero della Giustizia, guidato da Carlo Nordio, ha immediatamente richiesto “una relazione” al presidente della Commissione d’esame per fare piena luce sull’accaduto. In una nota, via Arenula ha tuttavia precisato che, secondo la normativa vigente, al ministero compete solo la gestione amministrativa e logistica della procedura, senza avere alcun “potere di controllo e vigilanza sui lavori della commissione di concorso, né tantomeno sui comportamenti dei singoli componenti”. La Commissione, è stato ricordato, è presieduta da un magistrato di Cassazione e composta da magistrati, notai e professori universitari.
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha comunicato di aver “avviato da subito le opportune iniziative”, ribadendo la fiducia nell’operato delle autorità competenti ed esprimendo “vicinanza a tutti i concorrenti che partecipano ad un concorso pubblico fondato sul merito”.
Anche il mondo politico è insorto. Il Partito Democratico, per voce della responsabile Giustizia Debora Serracchiani, ha definito la vicenda “gravissima” e ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare, chiedendo al ministro Nordio di chiarire “responsabilità e misure adottate” per ristabilire “credibilità e correttezza”. Anche Fabrizio Benzoni, vice capogruppo di Azione alla Camera, ha parlato di “fatto inaccettabile” che “getta un’ombra pesante sulla serietà, sull’imparzialità e sulla credibilità dell’intera procedura”.
L’ipotesi di Annullamento e la Rabbia dei Candidati
Sul fronte legale, il Codacons ha annunciato di stare valutando le opportune azioni per chiedere l’annullamento del concorso. Secondo l’associazione dei consumatori, gli elementi emersi farebbero presumere una violazione dell’obbligo di anonimato che deve caratterizzare le prove scritte, un pilastro fondamentale per garantire l’equità della selezione.
L’eco della vicenda ha raggiunto e ferito profondamente i candidati, in particolare gli oltre 800 esclusi dalla prova orale. Sui social network si è riversata l’amarezza e la frustrazione di chi ha dedicato anni di studio e sacrifici per preparare un esame così selettivo. “Con la fatica e i sacrifici che richiedono un simile percorso è terribile che tutto venga svilito e gestito così”, ha scritto una laureata in Giurisprudenza, facendosi portavoce di un sentimento diffuso di sfiducia e delusione. La vicenda, ora al vaglio delle autorità competenti, lascia aperti interrogativi inquietanti sulla paternità del file e sulla reale imparzialità di un concorso che dovrebbe rappresentare l’apice di un percorso di eccellenza basato esclusivamente sul merito.
