Firenze si prepara a un evento di portata storica per la tutela del suo inestimabile patrimonio artistico. A partire dal 9 marzo 2026, il Campanile di Giotto, una delle più alte e magnifiche testimonianze del gotico italiano, sarà sottoposto per la prima volta a un restauro integrale. Un intervento imponente, della durata di quattro anni e dal costo di oltre 7 milioni di euro, interamente sostenuto dall’Opera di Santa Maria del Fiore grazie ai proventi della bigliettazione. L’operazione si prefigge di mettere in sicurezza il monumento e di restituire al suo rivestimento marmoreo l’antico splendore, garantendo al contempo la piena fruibilità ai milioni di visitatori che ogni anno ne affollano la cima.

Un Cantiere “A Scorrimento”: Tecnologia al Servizio dell’Arte

La vera sfida di questo restauro risiede nella sua metodologia. Per non privare fiorentini e turisti della vista di uno dei simboli della città, è stato progettato un cantiere altamente ingegneristico e a basso impatto visivo. Un ponteggio “a scorrimento”, unico nel suo genere, avvolgerà la torre campanaria senza mai nasconderla completamente. Il montaggio della struttura, che richiederà quattro mesi con termine previsto per la metà di luglio 2026, è stato concepito per essere il meno invasivo possibile.

I lavori procederanno per fasi, partendo dalla sommità per poi scendere progressivamente verso il basso. Man mano che una sezione verrà completata, il ponteggio traslerà verso il basso, svelando la porzione restaurata e mantenendo coperta solo l’area di intervento attivo. Questa soluzione innovativa permetterà di ammirare l’avanzamento dei lavori e di continuare a godere della bellezza del Campanile. Fondamentale, inoltre, è la garanzia che il percorso interno di salita, con i suoi 414 gradini, e l’accesso alla terrazza panoramica rimarranno sempre aperti al pubblico.

Le Ragioni di un Intervento non più Procrastinabile

Con i suoi quasi 85 metri di altezza, il Campanile, iniziato da Giotto nel 1334 e completato da Francesco Talenti nel 1359, mostra i segni del tempo. L’intervento si è reso necessario e urgente a causa del forte degrado delle superfici di rivestimento esterno. I preziosi marmi policromi – il bianco di Carrara, il Verde di Prato e il rosso di Cintoia – presentano deterioramenti, distacchi e lesioni, particolarmente evidenti negli elementi più esposti come le mensole della terrazza sommitale e gli apparati decorativi. Sebbene in passato vi siano stati numerosi interventi, documentati a partire dal 1939, questi hanno sempre riguardato solo porzioni limitate della struttura. Quello che prenderà il via a marzo sarà il primo, vero restauro complessivo volto a garantire la conservazione a lungo termine del monumento.

Un Progetto di Riqualificazione da 60 Milioni per Piazza del Duomo

Il restauro del Campanile di Giotto non è un’iniziativa isolata, ma si inserisce in un vasto e ambizioso programma di riqualificazione promosso dall’Opera di Santa Maria del Fiore, che prevede un investimento totale di oltre 60 milioni di euro. Come spiegato dal presidente Luca Bagnoli, questo piano strategico coinvolge altri due importanti edifici del complesso monumentale: il Collegio Eugeniano e il Museo dell’Opera del Duomo.

  • Collegio Eugeniano: Questo storico edificio trecentesco, un tempo sede della prima università fiorentina, diventerà la nuova sede istituzionale dell’Opera, trasferendovi uffici e servizi. Questa operazione libererà circa 1.500 metri quadrati di spazi che verranno riconvertiti in unità abitative e commerciali, in un’ottica di ripopolamento e riequilibrio funzionale del centro storico.
  • Museo dell’Opera del Duomo: Grazie alla recente acquisizione del confinante Palazzo Compagni, il museo vedrà quasi raddoppiare la sua superficie espositiva, passando da 6.000 a circa 11.000 metri quadrati. Il progetto, il cui completamento è previsto per il 2030, consentirà di creare nuove sale per mostre temporanee, aree per eventi e servizi migliorati per i visitatori.

Questa visione integrata, come sottolineato dal presidente Bagnoli, non si limita alla conservazione, ma assume una “responsabilità sia culturale che sociale sul patrimonio edilizio della città”, sottraendo edifici storici alla speculazione immobiliare e contribuendo attivamente alla vitalità del cuore di Firenze.

Di euterpe

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