Una giornata semplicemente indimenticabile, di quelle che si scolpiscono nella memoria collettiva di una nazione intera. L’Italia dello sci freestyle ha scritto una delle pagine più esaltanti della sua storia alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, realizzando una clamorosa doppietta nello ski cross maschile. Sotto una fitta nevicata che ha reso la gara ancora più epica, Simone Deromedis si è laureato campione olimpico, mentre Federico Tomasoni ha conquistato una strepitosa medaglia d’argento. Mai prima d’ora l’Italia era riuscita a salire sul podio olimpico in questa specialità, e farlo con due atleti sui gradini più alti è un’impresa che assume i contorni della leggenda.
La finale a quattro sul tracciato di Livigno è stata un capolavoro di tattica, potenza e cuore. Deromedis, partito in maniera impeccabile, ha preso subito il comando della gara, imponendo un ritmo insostenibile per gli avversari e sciando con una sicurezza da veterano. Il 25enne trentino, già campione del mondo nel 2023, ha dominato la discesa dall’inizio alla fine, senza mai dare l’impressione di poter essere impensierito. Alle sue spalle, la battaglia per le altre medaglie è stata incandescente. Federico Tomasoni, dopo una partenza che lo aveva visto leggermente attardato, ha dato vita a una rimonta prodigiosa. Con grinta e determinazione, ha recuperato metro su metro, fino a ingaggiare un duello mozzafiato con il veterano svizzero Alex Fiva. L’epilogo è stato da thriller: un arrivo al fotofinish che ha premiato l’azzurro per una questione di centimetri, scatenando l’entusiasmo incontenibile del pubblico di casa.
Un percorso trionfale costruito in simbiosi
La doppietta odierna non è frutto del caso, ma di un percorso di avvicinamento alla finale gestito in maniera magistrale dai due azzurri. Già dai quarti di finale, Deromedis e Tomasoni hanno fatto capire di avere un passo diverso, avanzando in simbiosi e aiutandosi a vicenda. In semifinale hanno replicato il canovaccio, prendendo il largo e lasciando ai rivali, i quotati Tchiknavorian e Wilmsmann, solo la lotta per la small final. Una dimostrazione di superiorità e affiatamento che ha gettato le basi per il trionfo finale.
Per Simone Deromedis, atleta delle Fiamme Gialle, questo oro olimpico rappresenta la consacrazione definitiva dopo il titolo mondiale di Bakuriani 2023 e il quinto posto di Pechino 2022. Un talento cristallino che unisce tecnica sopraffina e una straordinaria intelligenza tattica. “Vincere una medaglia olimpica è la massima aspirazione, vincerla in casa, con il tuo pubblico che ti dà una spinta in più, è fantastico, il massimo,” ha dichiarato a caldo un emozionato Deromedis.
La favola di Tomasoni: un argento che vale oro
Se l’oro di Deromedis era un sogno accarezzato, l’argento di Federico Tomasoni ha il sapore della favola. Il 28enne di Castione della Presolana, atleta dell’Esercito, prima di oggi non era mai salito su un podio in Coppa del Mondo. La sua è stata la classica giornata di grazia, in cui tutto ha funzionato alla perfezione. Una medaglia che porta con sé una dedica speciale e commovente: quella alla fidanzata Matilde Lorenzi, giovane promessa dello sci scomparsa tragicamente in un incidente in allenamento nell’ottobre del 2024. Tomasoni ha corso con un sole disegnato sul casco, simbolo della fondazione “Matildina4Safety”, nata per promuovere la sicurezza nello sci.
“È bello dividere questa medaglia con un fratello e un amico”, ha commentato Deromedis parlando del compagno. “Quello che ha passato lui non è per niente facile. Ci sono stati periodi bui, abbiamo cercato di stargli vicino e lui è stato un grande, un duro e non ha mollato.” Parole che testimoniano la forza di un gruppo che ha saputo trasformare il dolore in energia positiva, fino a raggiungere il tetto del mondo.
A completare il podio lo svizzero Alex Fiva, bronzo, mentre al quarto posto si è classificato il giapponese Satoshi Furuno. Questa storica doppietta regala all’Italia le medaglie numero 28 e 29 di questa edizione dei Giochi, confermando la crescita esponenziale di un movimento, quello del freestyle italiano, capace ora di competere ai massimi livelli mondiali.
