La musica come un ponte gettato attraverso i decenni, un filo dorato che lega il fervore creativo degli anni Settanta al sentire contemporaneo. È questa la magia che si appresta a compiere uno dei complessi più longevi e significativi del panorama musicale italiano, Le Orme, che porteranno in scena lo spettacolo ‘Trilogia 1971-1973’. L’appuntamento, imperdibile per gli amanti del rock progressivo e per chiunque desideri riscoprire una pagina fondamentale della nostra cultura, è fissato per sabato 21 febbraio al Teatro comunale Ferdinando Bibiena di Sant’Agata Bolognese.
Un concerto che non è semplice esecuzione, ma una vera e propria evocazione storica e artistica. Sul palco prenderanno vita le note e le atmosfere di tre album che hanno scolpito l’identità del prog italiano, proiettandolo sulla scena internazionale: Collage (1971), Uomo di pezza (1972) e Felona e Sorona (1973). Un trittico discografico che rappresenta l’apice creativo della formazione storica, composta da Aldo Tagliapietra (basso e voce), Tony Pagliuca (tastiere) e Michi Dei Rossi (batteria), l’unico membro originale ancora oggi anima pulsante del gruppo.
La genesi di un suono: da ‘Collage’ a ‘Felona e Sorona’
Il viaggio proposto da Le Orme parte da Collage, l’album della svolta. Pubblicato nel 1971, segnò un distacco netto dalle precedenti sonorità beat e psichedeliche del gruppo, abbracciando con coraggio le complesse architetture del rock progressivo. Fu un successo immediato, capace di scalare le classifiche e di definire un nuovo canone per la musica italiana. L’anno seguente, Uomo di pezza consolidò la fama della band, arricchendo il loro sound con sfumature sinfoniche e romantiche. L’album, che contiene la celeberrima hit ‘Gioco di bimba’, valse a Le Orme il primo disco d’oro e si impose come un’opera di straordinaria sensibilità poetica e musicale, tanto da essere inserito da Rolling Stone Italia al 51° posto tra i 100 dischi italiani più belli di sempre.
Il culmine di questo percorso creativo è rappresentato da Felona e Sorona, del 1973. Considerato da molti il vertice artistico del gruppo, è un concept album cosmico che narra la storia di due pianeti opposti e complementari. Un’opera ambiziosa e affascinante che non solo conquistò le classifiche italiane, ma varcò i confini nazionali grazie a una versione in lingua inglese, i cui testi furono curati da una figura leggendaria del prog internazionale: Peter Hammill, fondatore dei Van der Graaf Generator. Questa collaborazione testimonia la statura e il riconoscimento di cui Le Orme godevano già all’epoca nel panorama musicale europeo.
Le Orme oggi: una “lotta contro i mulini a vento” per la qualità
Portare sul palco oggi questa trilogia non è un’operazione meramente nostalgica. Come spiega la band, è “un doveroso omaggio a tutti i fan che ci seguono da oltre mezzo secolo e che li considerano il loro riferimento”. Una scelta avvalorata anche dalla critica, che ancora oggi inserisce questi lavori, e in particolare ‘Felona e Sorona’, nelle classifiche dei più importanti album prog di sempre a livello mondiale.
La formazione attuale, che vede al fianco del veterano Michi Dei Rossi i talentuosi Michele Bon (tastiere), Aligi Pasqualetto (piano e tastiere) e Luca Sparagna (voce, basso e chitarre), si fa carico di questa eredità con rispetto e nuova energia. Fare musica prog nel 2026, ammettono, è “una lotta contro i mulini a vento”, ma la considerano un “dovere civico” a cui non intendono sottrarsi. Una dichiarazione d’intenti che sottolinea la coerenza e la passione di un gruppo che, pur avendo esplorato nel corso della sua vastissima carriera anche sentieri più commerciali con successi come ‘Canzone d’amore’ (Festivalbar 1976) e ‘Marinai’ (Sanremo 1982), non ha mai tradito la propria vocazione per la ricerca e la qualità artistica.
Un evento nel cuore della cultura
Il Teatro comunale Ferdinando Bibiena di Sant’Agata Bolognese, con la sua storia e la sua acustica, si presenta come la cornice ideale per questo evento. Un luogo che si conferma polo culturale vivo e attento a proposte di alto profilo, capace di accogliere la complessità e la bellezza di un repertorio che ha fatto la storia. Il concerto delle Orme non sarà quindi solo un’esibizione musicale, ma un’immersione totale in un’epoca di grande fermento creativo, un’occasione per riscoprire le radici di un genere che ha saputo coniugare rock, musica classica e poesia, lasciando un’impronta indelebile. Un’eredità che, grazie alla passione e alla tenacia di musicisti come Le Orme, continua a risuonare, potente e necessaria, anche oggi.
