TORINO – Notte fonda per la Juventus di Luciano Spalletti, che incassa la terza sconfitta consecutiva in una settimana e sprofonda in una crisi tanto inattesa quanto preoccupante. Dopo il passo falso in Champions League contro il Galatasaray, i bianconeri crollano anche in campionato, sconfitti per 2-0 all’Allianz Stadium da un Como solido, ben messo in campo e letale nelle ripartenze. Le reti di Mërgim Vojvoda nel primo tempo e di Maxence Caqueret nella ripresa decidono un match che vede i lariani di Cesc Fabregas, privi del loro talento più brillante, Nico Paz, squalificato, portarsi a una sola lunghezza di distanza in classifica proprio dalla Vecchia Signora. I fischi assordanti del pubblico di casa al fischio finale dell’arbitro Doveri fotografano perfettamente il momento drammatico di una squadra apparsa svuotata, senza idee e con una preoccupante fragilità difensiva e mentale.

La cronaca della partita: cinismo lariano e black-out bianconero

Spalletti, alle prese con le assenze di Bremer e Kalulu in difesa, opta per un ritorno alla difesa a tre, con Koopmeiners adattato nel ruolo di braccetto di sinistra. In attacco, fiducia al tridente composto da Yildiz, Miretti e Openda. Fabregas, dal canto suo, deve rinunciare a Nico Paz, fermato dal giudice sportivo dopo l’ammonizione rimediata contro il Milan. Nonostante l’assenza del suo fantasista, il Como non si scompone e affronta la gara con personalità e un’organizzazione tattica impeccabile.

La partita si sblocca già al 12′ minuto: un errore in fase di disimpegno di McKennie regala palla a Douvikas, che serve Mërgim Vojvoda. L’esterno kosovaro, ex di turno con un passato nel Torino, entra in area, salta seccamente Koopmeiners e batte un incerto Di Gregorio con un tiro di sinistro sul primo palo. La reazione della Juventus è sterile e confusionaria. L’unica vera occasione per i padroni di casa arriva su un calcio di punizione di Koopmeiners che si stampa sul palo. Il Como, invece, gestisce il vantaggio con ordine e si rende pericoloso in contropiede.

Nella ripresa, Spalletti prova a cambiare le carte in tavola inserendo Conceicao per un opaco Miretti, ma l’inerzia del match non cambia. È anzi il Como a trovare il raddoppio al 61′: una fulminea ripartenza orchestrata da Da Cunha permette a Maxence Caqueret di presentarsi solo davanti a Di Gregorio e di insaccare a porta vuota il gol del definitivo 2-0. La Juventus, tramortita, non riesce più a reagire, mostrando una preoccupante mancanza di grinta e di idee. Il finale di gara è un monologo lariano, con la squadra di Fabregas che controlla agevolmente il risultato fino al triplice fischio.

Analisi tattica: Fabregas imbriglia Spalletti

La vittoria del Como è il frutto di una preparazione tattica perfetta da parte di Cesc Fabregas, che ha saputo imbrigliare la Juventus di Spalletti, sfruttandone le debolezze e colpendola nei momenti decisivi. I lariani si sono disposti con un 4-2-3-1 molto compatto, che in fase di non possesso diventava un solido 4-4-2, chiudendo tutti gli spazi e impedendo alla Juventus di sviluppare la propria manovra. La chiave del successo del Como è stata la capacità di ripartire velocemente in contropiede, sfruttando la velocità dei propri esterni e gli errori di una difesa bianconera apparsa in grande affanno.

Dall’altra parte, la Juventus ha palesato limiti evidenti sia dal punto di vista tattico che mentale. La squadra di Spalletti è apparsa lunga, slegata tra i reparti e incapace di trovare soluzioni offensive efficaci. La scelta di schierare Koopmeiners come terzo di difesa non ha pagato, con il giocatore olandese spesso in difficoltà contro gli attaccanti avversari. Anche a centrocampo, la coppia Locatelli-Thuram non è riuscita a dare il giusto equilibrio alla squadra, soffrendo il dinamismo dei centrocampisti lariani. In attacco, Yildiz è sembrato l’unico in grado di creare qualche pericolo, ma ha predicato nel deserto.

Le conseguenze in classifica: lotta Champions più aperta che mai

Questa sconfitta ha conseguenze pesantissime per la classifica della Juventus. I bianconeri restano fermi al quinto posto con 46 punti, ma vedono avvicinarsi pericolosamente il Como, ora sesto a quota 45. La lotta per un posto nella prossima Champions League si fa sempre più serrata, con Roma e Napoli che potrebbero allungare ulteriormente. Per la squadra di Spalletti si preannunciano settimane complicate, con un calendario che prevede scontri diretti impegnativi e la necessità di ritrovare al più presto certezze e risultati.

Per il Como, invece, questa vittoria rappresenta un’impresa storica, che proietta i lariani in piena corsa per un sogno chiamato Europa. La squadra di Fabregas ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per competere con le grandi del nostro campionato, grazie a un’organizzazione di gioco solida, a un gruppo coeso e a individualità di grande talento. La vittoria contro la Juventus, ottenuta peraltro senza il giocatore di maggior talento, è la conferma della bontà di un progetto tecnico che sta dando frutti insperati.

Di nike

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