“I Giochi del 2030? Non lo so, devo metabolizzare tutto”. Le parole sono quelle di una guerriera che ha appena concluso l’ennesima battaglia. Il volto è segnato dalla fatica, il corpo porta i segni di una brutta caduta, ma il sorriso è quello di chi sa di aver dato tutto, ancora una volta. Arianna Fontana, la Leonessa del ghiaccio italiano, chiude la sua sesta Olimpiade a Milano-Cortina 2026 con un misto di dolore e orgoglio, lasciando una domanda sospesa nell’aria: la vedremo ancora pattinare verso la gloria tra quattro anni, sulle Alpi francesi?
Un’uscita di scena temporanea, si spera, che arriva al culmine di un’edizione dei Giochi vissuta sulle montagne russe delle emozioni. Per l’atleta valtellinese, presentatasi a 35 anni all’appuntamento casalingo, l’obiettivo era chiaro: onorare la bandiera e dimostrare di essere ancora tra le migliori del mondo. Missione compiuta, nonostante le avversità.
Un’Olimpiade da Incubo e da Sogno
Il percorso di Arianna a Milano-Cortina è stato un condensato della sua incredibile carriera: talento puro, determinazione incrollabile e una resilienza che ha del sovrumano. Partita con l’incognita di un infortunio che a dicembre ne metteva in dubbio la competitività, la Fontana ha stupito tutti. “A dicembre non sapevo cosa aspettarmi da quest’Olimpiade dopo l’infortunio”, ha confessato ai microfoni della Rai. Invece, è arrivata la sua Olimpiade più completa di sempre: per la prima volta in sei partecipazioni, ha centrato la finale in tutte e cinque le gare in programma, un’impresa titanica nel panorama attuale dello short track.
Il suo bilancio finale è da leggenda: un oro e due argenti. Medaglie che hanno aggiornato il suo, già stratosferico, palmarès, portandola a un totale di 14 medaglie olimpiche. Con questo risultato, Arianna Fontana non solo si conferma l’atleta italiana più medagliata nella storia dei Giochi Invernali, ma supera anche una leggenda come lo schermidore Edoardo Mangiarotti, diventando l’azzurra più vincente di sempre, tra edizioni estive e invernali.
Il Dolore della Caduta, la Forza della Campionessa
Ma la sua Olimpiade è stata anche segnata dal dolore. Durante i quarti di finale dei 1500 metri, è stata coinvolta in una brutta caduta che le ha provocato una forte contusione al gluteo e alla schiena. Un colpo durissimo, che avrebbe fermato chiunque. Non lei. “Mi hanno aiutato a rimettermi in piedi dopo la caduta, la botta si è fatta sentire”, ha raccontato, ringraziando il pubblico per il sostegno. Nonostante il dolore lancinante, che l’ha limitata nella finale, ha stretto i denti e ha combattuto fino all’ultimo metro, chiudendo al quinto posto.
Un epilogo senza medaglia, ma che forse vale più di un podio. Ha dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, la sua tempra, il suo spirito di sacrificio e un amore viscerale per il pattinaggio e per la sfida.
Il Futuro: Metabolizzare le Emozioni e Poi Decidere
Ora, per Arianna, è il momento del riposo e della riflessione. Le sue parole sono chiare: ha bisogno di tempo. “È stata un’Olimpiade incredibile dal primo all’ultimo giorno, anche nelle giornate in cui non sono arrivate medaglie ho vissuto tantissime emozioni”, ha dichiarato. La domanda sul futuro, sui Giochi del 2030 quando avrà quasi 40 anni, è “la domanda da un milione di euro”.
L’Italia dello sport resta in attesa, sperando che la Leonessa trovi dentro di sé, ancora una volta, quel fuoco che l’ha resa una leggenda immortale. La sua eredità, comunque, è già scritta nella storia: un esempio di longevità, passione e talento che ha ispirato e continuerà a ispirare generazioni di atleti. Che scelga di continuare o meno, Arianna Fontana ha già vinto la sua sfida più grande: entrare nel cuore di tutti gli italiani.
