La Calabria si trova ancora una volta a fronteggiare la furia del maltempo. Una nuova e intensa perturbazione, definita il ciclone “Pedro”, si è abbattuta sulla regione, colpendo con particolare violenza il versante tirrenico e le aree interne della provincia di Cosenza. La Protezione Civile ha emesso un’allerta meteo arancione per rischio idrogeologico, idraulico e temporali, segnalando la possibilità di nubifragi persistenti, esondazioni di fiumi e forti mareggiate lungo le coste già duramente provate. La situazione è critica, con un territorio fragile che mostra tutta la sua vulnerabilità sotto la spinta di piogge incessanti e raffiche di vento che in alcune zone hanno superato i 100 km/h.
Il Cosentino in ginocchio: frane, allagamenti e l’appello dei sindaci
Il quadro più preoccupante emerge dalla provincia di Cosenza, dove si concentrano i maggiori disagi. A Montalto Uffugo, il terreno, già saturo dalle precipitazioni delle scorse settimane, ha assorbito fino a 50 millimetri di pioggia in sole 12 ore, aggravando il rischio di smottamenti. In tutta la provincia si registrano criticità alla viabilità secondaria, con numerose strade interrotte o rese pericolose da frane e detriti.
Dall’alto e basso Tirreno cosentino giungono drammatiche testimonianze. A San Lucido, il sindaco Cosimo De Tommaso ha lanciato l’allarme per una violenta mareggiata che sta erodendo ulteriormente il lungomare, minacciando in più punti la linea ferroviaria. “Le piogge insistenti di questa notte hanno provocato nuove frane e smottamenti,” ha dichiarato il primo cittadino, spiegando come si stia intervenendo con mezzi meccanici per liberare le contrade e scongiurare l’isolamento di diverse famiglie.
Non meno grave la situazione a Verbicaro, dove il sindaco Felice Spingola ha confermato il peggioramento di frane preesistenti e la formazione di tre nuovi smottamenti sulla strada provinciale che collega il borgo alla costa, proprio dove erano in corso lavori di ripristino. Questi episodi evidenziano una condizione di dissesto idrogeologico diffuso che richiede interventi strutturali e non solo emergenziali.
L’emergenza fiumi e la chiusura delle scuole
L’attenzione della Protezione Civile è massima sui corsi d’acqua. Osservato speciale è il fiume Crati che, dopo le recenti esondazioni che hanno causato danni ingenti e centinaia di sfollati tra Cassano allo Ionio e Corigliano-Rossano, torna a far paura. Le piogge torrenziali alimentano non solo il bacino del Crati ma anche i suoi affluenti, aumentando il rischio di nuove piene. L’esondazione ha già sommerso circa 900 ettari di terreni agricoli, mettendo in ginocchio il settore primario locale.
In via precauzionale, e per garantire la sicurezza di studenti e personale, numerosi sindaci hanno disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. Il provvedimento riguarda decine di comuni, tra cui i capoluoghi Cosenza e Vibo Valentia, oltre a centri importanti come Lamezia Terme, Rende, Amantea e Cetraro, a testimonianza di un’emergenza che coinvolge un’ampia porzione del territorio regionale.
Viabilità compromessa e interventi senza sosta
Il maltempo sta avendo pesanti ripercussioni sulla rete stradale. L’Anas e le forze dell’ordine sono impegnate senza sosta per monitorare la situazione e ripristinare la circolazione dove possibile. Si segnalano chiusure e rallentamenti su diverse arterie importanti:
- SS 18 “Tirrena Inferiore”: criticità per allagamenti e caduta alberi in più punti, come ad Acquappesa.
- SS 107 “Silana Crotonese”: interessata da caduta di alberi e detriti.
- SS 19 “delle Calabrie”: attivo il senso unico alternato in alcuni tratti per fango e detriti.
Anche l’Autostrada A2 del Mediterraneo è stata monitorata con attenzione. Le squadre di soccorso sono al lavoro per rimuovere ostacoli, mettere in sicurezza i versanti e assistere gli automobilisti in difficoltà, ma le operazioni sono rese complesse dal perdurare delle condizioni meteorologiche avverse.
