Milano si prepara a vivere un momento di eccezionale valore culturale e musicale. Dal primo al 15 marzo, il sipario del Teatro alla Scala si alzerà su due cicli completi de “Der Ring des Nibelungen” (L’Anello del Nibelungo), la monumentale tetralogia di Richard Wagner. Un evento che assume una valenza storica, celebrando un doppio, prestigioso anniversario: i 150 anni dalla prima esecuzione assoluta dell’intero ciclo al Festival di Bayreuth nel 1876 e i 100 anni dalla prima volta che un’orchestra italiana, proprio quella della Scala sotto la direzione di Arturo Toscanini, si cimentò con l’imponente opera nel 1926.
A distanza di un decennio dalla sua ultima produzione, la Scala presenta un nuovo allestimento che ha visto la luce progressivamente a partire da ottobre 2024 con i singoli titoli: Das Rheingold (L’oro del Reno), Die Walküre (La Valchiria), Siegfried (Sigfrido) e Die Götterdämmerung (Il crepuscolo degli dei). Questa imponente impresa artistica è affidata alla visione registica di David McVicar, regista scozzese di fama internazionale già applaudito alla Scala per la sua capacità di spaziare tra repertori diversissimi. Sul podio si alterneranno due bacchette di grande prestigio: Alexander Soddy, che dirigerà il primo ciclo dall’1 al 7 marzo, e Simone Young, che guiderà il secondo dal 10 al 15 marzo. La Young, in particolare, segna un momento significativo essendo la prima donna a dirigere il “Ring” al Teatro alla Scala.
Un successo internazionale e un cast stellare
La risposta del pubblico è stata straordinaria, a testimonianza dell’attesa per questo evento. La campagna abbonamenti, partita con largo anticipo, ha portato alla vendita di 2.400 abbonamenti per i cicli completi, equamente distribuiti tra le due settimane. Un dato significativo è la provenienza degli spettatori: solo il 35% è italiano, mentre il restante 65% proviene da 60 Paesi diversi, con una forte presenza di statunitensi (16%), britannici (9%), francesi e tedeschi (entrambi al 5%) e persino australiani (4%). La metà degli abbonamenti venduti rientra nella formula “premium”, che include anche una cena esclusiva, a sottolineare il carattere di evento totale dell’esperienza.
Il cast vocale riunisce alcune delle voci wagneriane più acclamate del panorama lirico contemporaneo. Il ruolo di Wotan sarà interpretato per l’intero ciclo dal baritono Michael Volle, considerato uno dei massimi interpreti odierni di questa parte. Al suo fianco, il soprano Camilla Nylund vestirà i panni di Brünnhilde e il tenore Klaus Florian Vogt quelli di Siegfried, offrendo al pubblico interpretazioni di riferimento.
Eventi collaterali: arte e cultura intorno al “Ring”
La grandiosità dell’operazione non si esaurisce sul palcoscenico. Il Teatro alla Scala ha organizzato un ricco programma di eventi collaterali per approfondire l’universo wagneriano. Tra questi spiccano due mostre di grande interesse. Il Museo Teatrale alla Scala, dal 30 gennaio al 3 maggio 2026, ospita “La rivoluzione del Ring – Visconti Ronconi Chéreau”, a cura di Giovanni Agosti. Questa esposizione esplora le storiche e rivoluzionarie messe in scena della tetralogia, con un omaggio particolare a Pier Luigi Pizzi, scenografo per le produzioni di Luca Ronconi.
Parallelamente, il Ridotto dei Palchi “A. Toscanini” accoglie “Risonanze Wagner – Visioni intorno al Ring”, un’esposizione che esplora l’eredità del capolavoro wagneriano attraverso le opere di quattro artiste contemporanee.
Il restauro dei tesori di Mariano Fortuny
Un’attenzione particolare è dedicata alla figura di Mariano Fortuny, artista poliedrico profondamente affascinato dal mondo di Wagner. In occasione di un incontro sui cento anni di tradizione wagneriana alla Scala, verranno presentati per la prima volta al pubblico sei dei nove oli a tema wagneriano realizzati dall’artista. Queste opere, ispirate al “Ring” e a “Tristan und Isolde”, furono concepite per un allestimento scaligero mai realizzato da Fortuny, scomparso nel 1949. La vedova donò successivamente i dipinti al teatro. I tre oli rimanenti sono parte integrante della mostra “La Rivoluzione del Ring” al Museo Teatrale. Questo restauro, curato dall’Archivio storico-artistico del Teatro, restituisce alla piena fruizione un patrimonio di inestimabile valore, testimonianza del legame profondo tra l’opera di Wagner e le arti visive.
Con questa imponente produzione e le iniziative correlate, il Teatro alla Scala non si limita a celebrare due anniversari, ma riafferma il suo ruolo di faro culturale nel mondo, offrendo una lettura contemporanea di un capolavoro senza tempo e invitando il pubblico a un’immersione totale nell’universo artistico, mitologico e filosofico di Richard Wagner.
