Una luce nuova e intensa illumina il firmamento del cinema italiano e porta il nome di Tecla Insolia. A soli ventidue anni, l’attrice e cantante, nata a Varese da genitori siciliani e cresciuta a Piombino, è stata insignita del prestigioso titolo di European Shooting Star al 76° Festival Internazionale del Cinema di Berlino. Un riconoscimento che la consacra come uno dei dieci talenti più promettenti del panorama cinematografico continentale, proiettandola con forza sulla scena internazionale. Accanto a lei, una rosa di giovani attori provenienti da tutta Europa, tra cui Fatlume Bunjaku (Albania), Lucas Englander (Austria) e Salif Cissé (Francia).

Descritta dalla giuria come un’interprete capace di “catturare la luce e proiettare potenza, offrendo allo stesso tempo sfumature e fragilità”, Tecla Insolia si è presentata alla Berlinale con l’umiltà che la contraddistingue, nonostante un percorso artistico già denso di successi. Sul red carpet del festival, ha sfilato con eleganza in un abito nero firmato Valentino, emozionata per la sua prima grande esperienza professionale all’estero.

Un talento poliedrico: dalla musica al cinema

La carriera di Tecla Insolia è un affascinante intreccio tra due grandi passioni: la musica e la recitazione. Il suo percorso inizia in tenera età, a soli cinque anni, con lo studio del canto. Il grande pubblico la conosce nel 2019, quando, appena quindicenne, trionfa nella competizione canora Sanremo Young, vittoria che le spalanca le porte del Festival di Sanremo 2020 nella categoria “Nuove Proposte”. Sul palco dell’Ariston si classifica seconda con il brano “8 marzo”, aggiudicandosi anche il Premio della Sala Stampa “Lucio Dalla” e il Premio “Enzo Jannacci” per la sua capacità di raccontare il complesso universo femminile.

Tuttavia, è il richiamo del cinema a diventare presto preponderante. La transizione dal microfono al set avviene in modo naturale, quasi come una progressione armonica. Come lei stessa ha confessato, “recitare ti dà un po’ più di libertà o forse sentivo limitate le mie possibilità rispetto a quelle appunto di raccontare la vita di qualcun altro. E poi anche recitare è una cosa molto musicale”. La svolta arriva con il ruolo di Nada nel film per la televisione “La bambina che non voleva cantare”, un’esperienza che a sedici anni le fa comprendere la sua vera vocazione: “Mi sono detta: questo è un mestiere meraviglioso. Poter dire: vivere di recitazione e con questo pagare pure l’affitto è una cosa stupenda”.

L’ascesa e la consacrazione con “L’arte della gioia”

Da quel momento, la sua carriera cinematografica decolla. Dopo aver esordito nella fiction Rai “L’allieva”, inanella una serie di ruoli significativi. Ma è il 2024 l’anno della consacrazione definitiva. La sua interpretazione di Modesta nella miniserie “L’arte della gioia”, diretta da Valeria Golino e presentata con successo al Festival di Cannes, le vale il plauso unanime della critica e, soprattutto, il David di Donatello come Migliore Attrice Protagonista. Un trionfo che la proietta nell’olimpo delle grandi attrici italiane.

La sua filmografia si arricchisce rapidamente con titoli importanti come:

  • Familia di Francesco Costabile
  • L’Albero di Sara Petraglia
  • Amata di Elisa Amoruso
  • Primavera, dramma musicale di Damiano Michieletto

Questa impressionante sequenza di interpretazioni dimostra una versatilità e una maturità artistica non comuni per la sua giovane età.

Umiltà e gratitudine: i pilastri di una stella

Nonostante i riconoscimenti e la fama crescente, Tecla Insolia mantiene i piedi per terra. Si definisce spesso “una privilegiata”, grata per aver avuto l’opportunità di lavorare e imparare da maestre del cinema italiano come Valeria Golino, Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi. “Sentire i loro racconti, la loro esperienza su un determinato ruolo o argomento, mi fa dire spesso: sono protetta e sto imparando qualcosa”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza di ascoltare e assorbire la saggezza di chi ha più esperienza.

Questa umiltà si riflette anche nel suo approccio al lavoro e alla vita. “Mi piace ritenermi ancora piccola. Lavoro da quando avevo undici anni, ma sono ancora allo stesso tempo una novellina in questo mondo”, confessa, rivelando una consapevolezza che è forse il segreto della sua rapida e solida crescita. Un’ansia lieve, che lei stessa ammette, non le impedisce di affrontare ogni nuova sfida con spontaneità, preferendo l’istinto alla preparazione meticolosa. Un approccio che, evidentemente, le permette di esprimere una verità e un’autenticità che conquistano lo schermo e il pubblico.

Il riconoscimento come European Shooting Star a Berlino non è un punto di arrivo, ma una tappa fondamentale di un viaggio appena iniziato. L’Italia del cinema ha trovato una nuova, luminosa stella, e il suo nome, Tecla Insolia, risuonerà a lungo nelle sale di tutto il mondo.

Di euterpe

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