Venezia si è nuovamente trasformata nel palcoscenico a cielo aperto più affascinante del mondo, celebrando il culmine del suo Carnevale 2026 con l’attesissima premiazione della Maschera più Bella. In una Piazza San Marco gremita di applausi e avvolta da un’atmosfera di pura magia, il titolo è stato conferito a “La corte dell’Elefante bianco”, una creazione corale che ha saputo incarnare lo spirito di unione e dialogo interculturale. Il gruppo, composto da sette persone provenienti da diverse nazioni tra cui Inghilterra, Germania, Francia e persino dall’Asia, ha portato in scena un messaggio potente di condivisione senza barriere, perfettamente in linea con l’anima cosmopolita della Serenissima.
“Olympus – Alle origini del gioco”: un tema che unisce mito e sport
L’edizione di quest’anno, intitolata “Olympus – Alle origini del gioco”, ha voluto creare un ponte simbolico tra la mitologia classica e l’imminente appuntamento con le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. Un tema che, come spiegato dal direttore artistico Massimo Checchetto, mirava a riscoprire le radici del gioco come momento fondativo della comunità, celebrando valori come la condivisione, il rispetto e l’inclusione. Venezia, con la sua storia millenaria di competizioni e spettacoli, dalle “forze d’Ercole” alle regate, si è rivelata la cornice ideale per questa narrazione che ha intrecciato sport, arte e tradizione. Numerose maschere in gara hanno interpretato il tema olimpico con creatività, sfoggiando cerchi dorati, abiti candidi come la neve e costumi che fondevano l’atletica con la mitologia.
I vincitori e la celebrazione della creatività
La giuria, composta da esperti e personalità di spicco del mondo dell’arte e della cultura, ha avuto il difficile compito di scegliere tra oltre 200 maschere che per otto giorni hanno sfilato sul palco di Piazza San Marco. Oltre al primo premio assoluto, sono stati assegnati altri importanti riconoscimenti:
- Maschera più elaborata: “Il mare”, una suggestiva creazione presentata da una coppia proveniente dalla provincia di Messina, che ha richiesto sette-otto mesi di meticoloso lavoro artigianale.
- Maschera a tema: “Verde Canal Olympic”, ideata da due veneziani che hanno saputo interpretare con originalità lo spirito olimpico del Carnevale.
La vittoria de “La corte dell’Elefante bianco” è stata un momento di grande emozione. I loro costumi, interamente realizzati a mano e ispirati ad atmosfere indiane e asiatiche, hanno rappresentato un magnifico esempio di come la tradizione artigianale possa veicolare messaggi di profonda attualità, celebrando il dialogo tra popoli.
Una giuria d’eccezione e un Carnevale partecipato
A decretare i vincitori è stata una giuria di alta caratura, che includeva tra gli altri Diego Carazzone e Silvio Bandini, vincitori delle passate edizioni, l’hair stylist di fama internazionale Alessio Aldini, il soprano e ambasciatrice Unicef Delia Grace Noble, e le artiste Anna Marconi e Maryel Eugenia Villafagne Méndez. La loro expertise ha garantito una valutazione attenta sia alla qualità sartoriale che all’originalità delle proposte.
Il concorso ha riflesso la straordinaria partecipazione che ha caratterizzato l’intera manifestazione. Accanto ai sontuosi costumi settecenteschi, che evocano il fascino della Venezia del passato, la piazza si è animata di creazioni fantastiche, dai supereroi come Batman e Catwoman ai gruppi ispirati agli Avengers, dimostrando come il Carnevale sia una festa capace di unire generazioni e linguaggi differenti. Significativa e gioiosa è stata anche la presenza di tantissimi bambini in maschera, che hanno contribuito a rendere l’atmosfera ancora più vivace.
Verso il Martedì Grasso: la conclusione di un’edizione memorabile
Il Carnevale di Venezia 2026 si avvia alla sua conclusione con gli eventi del Martedì Grasso. Dopo la presentazione della Maria dell’Anno, Martine Diop Bullo, al pubblico di Piazza San Marco, si terrà un’ultima, suggestiva sfilata di maschere che chiuderà ufficialmente questa edizione. Un’edizione che, nelle parole del sindaco Luigi Brugnaro, ha saputo celebrare non solo la storia e le tradizioni veneziane, ma anche i valori universali dello sport, dimostrando ancora una volta la capacità di Venezia di essere una città che parla al mondo intero.
