Torino ha ospitato un evento di straordinaria rilevanza culturale e istituzionale in occasione dell’apertura delle celebrazioni per il centenario della morte di Piero Gobetti. La cerimonia, svoltasi presso il prestigioso Teatro Carignano, ha visto la partecipazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accolto da un lungo e caloroso applauso dalla platea gremita. Ad accoglierlo, le massime autorità locali, tra cui il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, e il prefetto Donato Cafagna.
L’omaggio di Cirio a Mattarella e alla Costituzione
Nel suo indirizzo di saluto, il Presidente Alberto Cirio ha espresso profonda gratitudine a nome dell’intera comunità piemontese per la costante presenza e vicinanza del Capo dello Stato. “Io voglio rappresentarle tutta la gratitudine della comunità piemontese per la sua presenza costante, per il suo affetto, per la sua vicinanza ai luoghi ma anche alle persone del nostro Piemonte”, ha dichiarato Cirio, le cui parole sono state accolte dagli applausi del pubblico.
Il governatore ha poi elogiato l’impegno quotidiano del Presidente Mattarella nella difesa della nostra amata Costituzione repubblicana e antifascista e del Paese intero. Un riferimento che assume un peso specifico nel contesto della commemorazione di una figura come Piero Gobetti, martire dell’antifascismo e strenuo difensore dei valori liberali.
Piero Gobetti: un patrimonio per l’Italia e una lente sul presente
Cirio ha sottolineato come la presenza di Mattarella alla cerimonia acquisisca un significato ancora maggiore, celebrando una figura che rappresenta “un pezzo di grande orgoglio per il nostro Piemonte, un patrimonio civile per la nostra Italia”. Il pensiero di Gobetti, secondo il Presidente della Regione, non è relegato al passato, ma possiede una sorprendente attualità. “Credo possa rappresentare anche una lente di ingrandimento per aiutarci a capire quello che sta accadendo a livello globale nella nostra difficile, difficilissima quotidianità”, ha aggiunto.
L’auspicio di Cirio è che le celebrazioni non si limitino a una mera commemorazione, ma si trasformino nella “continuazione di un impegno”. Un impegno ispirato all’azione del pensiero liberale, “mai violento, perché la violenza non è compatibile col pensiero liberale, ma determinata in un’azione concreta”. Parafrasando Gobetti, ha concluso: “la libertà non si eredita, la libertà non si delega, e la libertà non si conserva da sola, ma si conserva lavorando tutti i giorni”.
Gli interventi istituzionali e la lectio magistralis
La cerimonia è stata introdotta da Stefano Tallia, Presidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte e membro del Comitato Nazionale per le celebrazioni. Oltre a Cirio, ha preso la parola anche il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, il quale ha rimarcato come Gobetti insegni che “le democrazie non muoiono sempre con colpi di Stato ma possono essere svuotate dall’interno gradualmente”. Lo Russo ha evidenziato il pericolo delle derive autoritarie che, promettendo ordine e sicurezza, costruiscono il consenso sulla paura per limitare i diritti.
Il momento culminante dell’evento è stata la lectio magistralis del costituzionalista Gustavo Zagrebelsky, Presidente del Comitato Nazionale per le celebrazioni. Nel suo intervento, Zagrebelsky ha definito la rivoluzione di Gobetti come “liberatrice di forze storiche latenti”, capace di rendere le energie intellettuali consapevoli del proprio compito storico. Un programma di iniziative, che si estenderà per un triennio fino al 2028, è stato presentato con l’obiettivo di rimettere in circolo le idee gobettiane, coinvolgendo scuole, teatri e la cittadinanza in una riflessione collettiva sull’eredità dell’intellettuale torinese.
Un evento dal forte valore simbolico
La presenza del Presidente Mattarella a Torino, a meno di un mese dalla sua ultima visita, ha conferito all’inaugurazione del centenario un’altissima caratura istituzionale. L’evento ha visto una nutrita partecipazione di autorità civili, militari e del mondo culturale torinese. In occasione dell’anniversario, è stato emesso anche un francobollo commemorativo e la Mole Antonelliana è stata illuminata con l’immagine di Piero Gobetti, a testimonianza del profondo legame tra la città e uno dei suoi più illustri e coraggiosi figli.
