Doha – Il circuito ATP riaccende i motori e lo fa sotto il sole del Qatar, dove i muri della città sono tappezzati dai volti dei due protagonisti più attesi: Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. L’ATP 500 del Qatar Open, al via oggi, segna il primo confronto a distanza tra il numero 1 e il numero 2 del ranking mondiale dopo le fatiche e le emozioni degli Australian Open. Una rivalità destinata a definire un’era, un duello che promette di infiammare la stagione tennistica appena iniziata.
Sinner: imparare dalla sconfitta, con lo sguardo a Milano Cortina
Per Jannik Sinner, l’appuntamento di Doha rappresenta un nuovo inizio. L’azzurro, reduce dalla semifinale di Melbourne persa contro Novak Djokovic, approda in Qatar con la consapevolezza di chi sa trasformare una battuta d’arresto in un’opportunità di crescita. “Ho imparato molto dalla sconfitta con Djokovic”, ha dichiarato Sinner ai microfoni di Sky. “Credo sia stata un’ottima partita, sia da parte mia che sua. Ho avuto le mie chance, a volte non va come uno spera, ma questo è lo sport”.
L’altoatesino, impegnato ad acclimatarsi alle temperature più secche di Doha, lavora sui dettagli per continuare la sua scalata. “Stiamo cambiando piccoli dettagli in campo, cose che richiedono un po’ di tempo per diventare il più naturali possibile”, ha spiegato. “Possono essere anche tattici o mentali. Non dobbiamo dimenticare che a volte perdere è normale, ci sta, anche se non è facile da accettare”. Con la serenità di un ragazzo di 24 anni che vuole solo esprimere il suo miglior tennis, Sinner vive l’attesa senza pressioni eccessive, conscio che l’attenzione su di lui è frutto del lavoro degli ultimi anni.
Ma nella mente di Jannik non c’è solo il tennis. Da ex sciatore di talento, il suo cuore batte per i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, un evento che sta seguendo con passione quasi viscerale. “Li sto seguendo tantissimo. Ho spostato anche alcuni allenamenti per vedere soprattutto lo sci, che ho praticato un po’”, ha confessato. “È incredibile vedere tutti questi atleti ad alto livello. Ci sono state sorprese incredibili, sia in positivo che in negativo, ma questo è lo sport: c’è il bello e c’è il brutto. Finora sono state Olimpiadi bellissime”. Un legame, quello con gli sport invernali, che lo ha portato a diventare anche ambasciatore dell’evento.
Alcaraz: il numero 1 non si accontenta e studia i punti deboli
Dall’altra parte della rete, virtuale per ora, c’è Carlos Alcaraz. Lo spagnolo, forte delle sue 59 settimane in vetta al ranking ATP, non ha alcuna intenzione di cedere il passo. Il suo vantaggio su Sinner è di 2.850 punti, ma la fame di vittoria è intatta. “So che molti vogliono superarmi, studiano il mio gioco. Quindi guardo ai miei punti deboli più che ai miei successi”, ha affermato Alcaraz in conferenza stampa. “Non ci si può fermare, si può solo migliorare. Devo essere pronto e vedere qual è il mio livello”.
L’esordio per il murciano sarà contro il francese Arthur Rinderknech. Un primo test in un torneo che vede Alcaraz e Sinner come teste di serie numero 1 e 2, unici top 10 in tabellone dopo i forfait di Novak Djokovic, Felix Auger-Aliassime e Alexander Bublik. La potenziale finale tra i due rivali è il sogno degli organizzatori e degli appassionati.
Trionfo azzurro a Rotterdam: Bolelli e Vavassori si confermano campioni
Mentre a Doha l’attesa è tutta per i singolaristi, il tennis italiano ha già un motivo per festeggiare. A Rotterdam, nell’ATP 500 olandese, la coppia formata da Andrea Vavassori e Simone Bolelli ha concesso il bis, confermandosi campione del torneo di doppio. Gli azzurri, teste di serie numero 4, hanno superato in finale la coppia composta da Hendrik Jebens e Ray Ho con un netto 6-3, 6-4.
Per Bolelli e Vavassori si tratta del primo titolo del 2026, l’ottavo complessivo per un duo che continua a dimostrare una chimica eccezionale. “È bellissimo vincere per due volte di fila qui, c’è stato un pubblico splendido, anche con qualche italiano”, ha dichiarato un emozionato Bolelli durante la premiazione. Una vittoria che ha il sapore della rivincita, dato che proprio Jebens e Ho li avevano eliminati al primo turno degli Australian Open. Un successo che rilancia le ambizioni della coppia azzurra e regala un’altra perla a un movimento tennistico in salute smagliante.
