Torino si è trovata oggi al centro di un importante momento istituzionale e culturale con la visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La giornata del Capo dello Stato nel capoluogo piemontese ha avuto due tappe fondamentali, cariche di valore simbolico: in mattinata, la partecipazione alla cerimonia per il centenario della morte di Piero Gobetti e, a seguire, un incontro in forma privata con la redazione del quotidiano La Stampa. Due gesti che intrecciano la memoria storica di un intellettuale che ha sacrificato la vita per la libertà di pensiero e il sostegno a chi, oggi, quella libertà la esercita e la difende attraverso il giornalismo.

L’omaggio a Piero Gobetti, “resistente numero uno”

Alle ore 11, il Teatro Carignano ha ospitato la solenne cerimonia di inaugurazione delle celebrazioni per il centenario della scomparsa di Piero Gobetti, morto in esilio a Parigi nella notte tra il 15 e il 16 febbraio 1926, a neanche 25 anni, per le conseguenze delle brutali aggressioni fasciste. Ad accogliere il Presidente Mattarella vi erano le massime autorità locali: il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, e il Prefetto Donato Cafagna.

L’evento, introdotto da Stefano Tallia, Presidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte, ha visto gli interventi del sindaco Lo Russo e del governatore Cirio. Il culmine della commemorazione è stata la lectio magistralis affidata al costituzionalista Gustavo Zagrebelsky, Presidente del Comitato Nazionale per le celebrazioni. Nel suo intervento, il sindaco Lo Russo ha sottolineato la sorprendente attualità del pensiero di Gobetti, ricordando come “le democrazie non muoiono sempre con un colpo di Stato, ma possono essere svuotate dall’interno, gradualmente”. Un monito a una vigilanza costante, specialmente in tempi segnati da conflitti e sfiducia nelle istituzioni. Il Presidente Cirio ha auspicato che le celebrazioni non siano una mera commemorazione, ma la “continuazione di un impegno” per un liberalismo determinato e responsabile.

La figura di Gobetti, definito “resistente numero uno”, intellettuale poliedrico e voce critica del suo tempo, è stata così onorata come patrimonio civile per l’Italia e faro per comprendere le sfide del presente.

Solidarietà a La Stampa: “I giornali sono pilastri della democrazia”

Subito dopo la cerimonia al Carignano, il Presidente Mattarella si è recato in visita privata presso la sede del quotidiano La Stampa. Un gesto forte e non scontato, inteso a esprimere “solidarietà per i fatti di fine novembre”, quando, il 28 novembre 2025, un centinaio di manifestanti fece irruzione nella redazione di via Lugaro. In quella giornata, coincidente con uno sciopero di categoria che vedeva la redazione quasi deserta, i manifestanti, appartenenti all’area antagonista e a gruppi filopalestinesi, forzarono gli ingressi, imbrattarono i muri con scritte come “Giornalista terrorista, sei il primo della lista”, e misero a soqquadro uffici e materiali di lavoro.

Ad accogliere il Capo dello Stato in redazione erano presenti il direttore Andrea Malaguti e i vertici del gruppo editoriale Gedi. “L’occasione è stata questa della solidarietà per i fatti di fine novembre, però anche l’apprezzamento per il giornale e gli auguri per il futuro,” ha dichiarato il Presidente, ribadendo un concetto fondamentale: i giornali sono un pilastro della democrazia. Durante l’incontro, il Comitato di Redazione ha avuto modo di consegnare al Presidente una lettera riservata, per sensibilizzarlo sulle preoccupazioni dei giornalisti riguardo la possibile vendita della testata.

L’assalto di novembre, definito “un vile attacco gravissimo all’informazione”, aveva suscitato l’immediata condanna da parte di tutte le istituzioni e del mondo politico, che avevano riconosciuto nell’atto un’intimidazione inaccettabile contro la libertà di stampa. La visita odierna del Presidente Mattarella non solo riafferma questa condanna, ma eleva il gesto a un monito di portata nazionale sull’importanza di tutelare l’informazione libera come presidio democratico essenziale.

Un filo rosso tra cultura e cronaca

La giornata torinese del Presidente Mattarella ha tracciato un filo rosso che lega indissolubilmente la cultura e la cronaca, la memoria storica e l’attualità. Ricordare Piero Gobetti, un giovane che pagò con la vita la sua intransigente difesa della libertà di espressione contro una nascente dittatura, e visitare una redazione giornalistica colpita da un atto di violenza, significa riaffermare lo stesso principio: non c’è democrazia senza libertà di pensiero e di parola. Un messaggio che, a cento anni dalla scomparsa di Gobetti, risuona con forza nel complesso scenario contemporaneo.

Di veritas

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