Una notte di alta tensione ha scosso diverse regioni tra Ucraina e Russia, con attacchi di droni che hanno preso di mira sia obiettivi civili che infrastrutture strategiche, alzando ulteriormente il livello di allerta in un conflitto che non accenna a diminuire di intensità. La città di Zaporizhzhia, nell’Ucraina sud-orientale, è stata teatro di un attacco mirato che ha ferito tre persone, mentre esplosioni e attività di droni sono state segnalate anche nella regione russa di Krasnodar e in Crimea.

Attacco a Zaporizhzhia: civili nel mirino

Nel cuore della notte, le forze russe hanno lanciato un attacco con un drone Shahed, di fabbricazione iraniana, contro un edificio residenziale privato a Zaporizhzhia. L’impatto ha provocato un vasto incendio e il crollo di una parete e del tetto dell’abitazione. L’amministrazione militare regionale ha prontamente comunicato l’accaduto tramite Telegram, informando che tre persone sono rimaste ferite. Le vittime sono un uomo di 75 anni e due donne di 73 e 55 anni, i quali stanno ricevendo tutta l’assistenza medica necessaria. Le immagini diffuse dal capo dell’amministrazione militare regionale, Ivan Fedorov, mostrano la gravità dei danni, con le fiamme che avvolgono la struttura e i soccorritori al lavoro per mettere in sicurezza l’area.

Questo episodio si inserisce in una scia di attacchi che hanno ripetutamente colpito la regione di Zaporizhzhia, prendendo di mira infrastrutture, edifici residenziali e veicoli, con un pesante tributo in termini di vittime e feriti tra la popolazione civile.

Esplosioni e allarme in Crimea e Krasnodar

Contemporaneamente agli eventi di Zaporizhzhia, anche il territorio di Krasnodar, nella Russia meridionale, e la penisola di Crimea sono stati oggetto di attacchi da parte di droni. Secondo quanto riportato da Rbc Ukraine, i residenti delle città di Sochi e Adler hanno udito potenti esplosioni nel cielo. Si ipotizza che il porto possa essere stato uno degli obiettivi colpiti. Inoltre, sono stati segnalati voli di droni in direzione di Kerch, snodo cruciale per il collegamento tra la Crimea e la Russia.

Il quartier generale operativo del territorio di Krasnodar ha parlato di un “attacco massiccio” che avrebbe danneggiato un serbatoio di prodotti petroliferi e altre infrastrutture. Questi attacchi in territorio russo rappresentano una chiara indicazione della volontà ucraina di colpire le retrovie e le infrastrutture logistiche e militari nemiche per indebolire la capacità bellica di Mosca.

La guerra dei droni: una strategia in evoluzione

L’uso massiccio di droni da entrambe le parti rappresenta una delle caratteristiche salienti di questo conflitto. I droni Shahed-136, noti come “droni kamikaze”, sono in grado di rimanere in volo per ore e di colpire con precisione bersagli a lunga distanza. L’Ucraina, dal canto suo, ha intensificato l’uso di droni per colpire obiettivi strategici in territorio russo, come raffinerie di petrolio e basi militari, nel tentativo di ostacolare la macchina da guerra del Cremlino.

Questa escalation nell’uso di velivoli senza pilota evidenzia un cambiamento nelle tattiche di guerra, con un impatto sempre più diretto e devastante sulle aree urbane e sulle popolazioni civili, ben lontane dalla linea del fronte.

Di atlante

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