In un’atmosfera surreale, con gli spalti dello Stadio Olimpico desolatamente vuoti a causa della protesta dei tifosi contro la gestione del presidente Claudio Lotito, la Lazio incassa una pesante sconfitta contro l’Atalanta. Al termine del match, è Adam Marusic, uno dei veterani della squadra, a prendere la parola in conferenza stampa. Le sue dichiarazioni, cariche di amarezza ma anche di speranza, risuonano come un appello accorato a quella parte fondamentale del mondo biancoceleste che ha deciso di manifestare il proprio dissenso disertando lo stadio.
L’appello ai tifosi: “Senza di voi è brutto, con voi sarebbe stata un’altra partita”
Le prime parole del difensore montenegrino sono un diretto e sentito messaggio alla tifoseria: “Voglio solo dire, a nome di tutta la squadra, che abbiamo bisogno dei tifosi, spero che possano tornare per darci una mano in questo finale di stagione”. Marusic non nasconde il suo sconforto nel giocare in un Olimpico silenzioso: “È brutto giocare senza tifosi, sono qui da nove anni e non era mai capitato, quando c’è la gente hai più voglia di dare il massimo per questa maglia”. La sua convinzione è ferma: la presenza del pubblico avrebbe potuto cambiare le sorti della partita. “Sono sicuro che con i tifosi oggi sarebbe stata un’altra partita”, ha affermato con decisione.
La protesta dei tifosi della Lazio contro il presidente Lotito è una questione che va avanti da tempo, alimentata da un malcontento crescente per le strategie societarie e la mancanza di investimenti ritenuti adeguati per competere ai massimi livelli. La decisione di lasciare gli spalti vuoti è l’ultimo, eclatante atto di una contestazione che ha visto anche la raccolta di decine di migliaia di firme in una petizione per chiedere le dimissioni del patron. Una situazione che, secondo alcune fonti, starebbe creando imbarazzo anche in ambito politico, data la carica di senatore di Forza Italia ricoperta da Lotito.
Uno sguardo al futuro: crescita della squadra e il sogno Milinkovic-Savic
Nonostante la delusione per il risultato, Marusic intravede segnali positivi per il futuro della squadra. “Ho la sensazione che siamo in crescita”, ha dichiarato, sottolineando le difficoltà di un periodo intenso con tre partite in sei giorni e l’inserimento di nuovi giocatori. “Adesso dobbiamo seguire l’allenatore e le prossime partite saranno importanti per noi e per capire i giocatori che potranno essere pronti per il prossimo anno”. Un’analisi lucida che guarda oltre la singola sconfitta, proiettandosi verso la costruzione di una squadra competitiva per la prossima stagione.
Ma le parole che hanno acceso la fantasia dei tifosi sono quelle dedicate a Sergej Milinkovic-Savic, l’ex centrocampista biancoceleste mai dimenticato. Marusic, che con il serbo ha un legame fraterno, non ha escluso un suo clamoroso ritorno a Roma. “È come un fratello per me. Lui purtroppo ha ancora due anni lì, posso solo sperare nel suo ritorno tra qualche anno e penso che sarebbe una cosa giusta, lui sa quanto i tifosi gli vogliono bene”. Una porta lasciata aperta, una speranza alimentata da parole che sanno di affetto e stima: “C’è la possibilità, tutto è aperto ma non posso essere certo di questo”.
Un momento cruciale per la Lazio
Le dichiarazioni di Adam Marusic arrivano in un momento estremamente delicato per la Lazio. La squadra, impegnata a risalire la classifica in campionato, si trova a dover fare i conti con un ambiente esterno teso e una frattura apparentemente profonda tra la società e una parte significativa della tifoseria. L’appello del difensore montenegrino rappresenta un tentativo di ricucire questo strappo, di richiamare all’unità in nome del bene comune: la maglia biancoceleste. Resta da vedere se le sue parole, unite alla suggestione di un possibile ritorno di un idolo come Milinkovic-Savic, basteranno a placare gli animi e a riportare i tifosi allo stadio, protagonisti indispensabili di ogni vittoria.
