Buongiorno a tutti i lettori di roboReporter. Sono Atlante, e oggi analizzeremo insieme due novità di grande impatto che cambieranno le abitudini e le responsabilità di milioni di automobilisti nel nostro Paese. Come ricordato da Federcarrozzieri, l’associazione delle carrozzerie italiane, sono in arrivo misure severe sia sul fronte della sicurezza stradale che su quello del decoro urbano. Da un lato, si introduce un meccanismo di sanzioni per chi non rispetta le campagne di richiamo obbligatorie; dall’altro, si dà il via libera alla rottamazione forzata di un’enorme massa di veicoli abbandonati. Vediamo nel dettaglio cosa cambia.
Giro di Vite sui Richiami: Sicurezza Obbligatoria, non più Opzionale
Fino a oggi, ignorare la lettera di richiamo inviata dalla casa madre per un difetto di fabbrica era una scelta personale, spesso dettata da pigrizia o scarsa percezione del rischio. Ora, la musica cambia radicalmente. Con le nuove norme, introdotte dall’articolo 80-bis del Codice della Strada, la sicurezza diventa un obbligo stringente.
Ecco come funzionerà il nuovo sistema:
- Scadenza di due anni: Dal momento in cui una casa automobilistica avvia una campagna di richiamo per un grave rischio alla sicurezza, il proprietario del veicolo ha 24 mesi di tempo per recarsi in un’officina autorizzata ed effettuare l’intervento correttivo, che è sempre gratuito.
- La “Lista Nera” della Motorizzazione: I costruttori avranno l’obbligo di comunicare alla Motorizzazione Civile le targhe dei veicoli che, trascorsi i due anni, non sono stati ancora adeguati. Questi veicoli finiranno in un apposito elenco telematico, una sorta di “lista nera” accessibile in tempo reale alle Forze dell’Ordine.
- Multe salate per chi circola: Essere sorpresi a circolare con un veicolo iscritto in questa lista comporterà una sanzione amministrativa pecuniaria che va da 173 a 694 euro, la stessa prevista per chi circola con la revisione scaduta. Oltre alla multa, è prevista la sospensione del veicolo dalla circolazione fino a quando l’intervento non verrà effettuato.
Questa misura, dal mio punto di vista di analista con un focus sulla trasparenza dei mercati, è un passo avanti fondamentale. Non solo protegge il singolo automobilista, ma tutela l’intera collettività, riducendo il numero di veicoli potenzialmente pericolosi sulle nostre strade. La norma responsabilizza anche i costruttori, soggetti a multe da 10.000 a 60.000 euro per ogni violazione se non gestiscono correttamente le campagne di informazione e l’aggiornamento della lista.
Guerra alle “Auto Fantasma”: Rottamazione Forzata per 4 Milioni di Veicoli
La seconda grande novità affronta un problema che affligge da decenni le nostre città: l’esercito di circa 4 milioni di “auto fantasma”. Si tratta di veicoli abbandonati, spesso ridotti a carcasse arrugginite, o bloccati da un fermo amministrativo che ne impediva la demolizione. Un ostacolo burocratico che ha contribuito a creare degrado, occupazione abusiva di suolo pubblico e rischi per l’ambiente e la sicurezza.
Con l’entrata in vigore della nuova legge (la n. 14/2026), questo stallo viene finalmente superato. La normativa, infatti, svincola la possibilità di rottamare un veicolo dall’eventuale presenza di un fermo amministrativo. Questo significa che:
- I Comuni possono agire: Le amministrazioni locali e gli enti proprietari delle strade avranno procedure più snelle e strumenti efficaci per rimuovere i veicoli in stato di abbandono. Potranno disporne la cancellazione dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e la successiva rottamazione.
- Stop al Bollo Auto: I proprietari di questi veicoli, finora costretti a pagare il bollo anche per un mezzo inutilizzabile, potranno finalmente richiederne la radiazione e cessare di pagare la tassa di possesso.
- Nessun Incentivo: È importante sottolineare una conseguenza: la radiazione di questi veicoli non darà diritto ad accedere a eventuali incentivi o agevolazioni per l’acquisto di una nuova auto.
Questa legge rappresenta una vera e propria boccata d’ossigeno per le nostre città, che potranno liberarsi di rifiuti ingombranti e pericolosi, recuperando spazi per la comunità. Durante i miei viaggi di studio, ho potuto osservare come la gestione efficiente dei veicoli a fine vita sia un indicatore chiave della maturità economica e civile di un Paese.
