MANZIANA (Roma) – Si è chiuso con una condanna a un anno di reclusione per omicidio colposo, pena sospesa, e al pagamento di una provvisionale di 50mila euro, il processo di primo grado a carico di Patrizio Pintus e Giovanna Minelli, la coppia proprietaria dei tre rottweiler che l’11 febbraio 2024 sbranarono a morte il runner Paolo Pasqualini, 39 anni, nel bosco di Macchia Grande a Manziana. La sentenza, emessa dal giudice per l’udienza preliminare (gup) del tribunale di Civitavecchia, Matteo Ferrante, al termine di un processo svolto con rito abbreviato, ha suscitato reazioni contrastanti, lasciando un profondo senso di amarezza e insoddisfazione nei familiari della vittima.
LA TRAGEDIA E LE RESPONSABILITÀ
I fatti risalgono a una domenica mattina di due anni fa, quando Paolo Pasqualini, come sua abitudine, si era recato a correre nell’area boschiva vicino casa. Intorno alle 8 del mattino, è stato improvvisamente attaccato e ucciso dai tre molossi, di nome Apollo, Aron e Aria, fuggiti da un’abitazione vicina. Le indagini, coordinate dalla Procura di Civitavecchia, hanno rapidamente accertato le responsabilità dei proprietari, contestando loro il reato di omicidio colposo per omessa custodia.
Secondo quanto emerso dal capo di imputazione, i cani erano tenuti in un’abitazione la cui recinzione presentava una falla, un’apertura di circa 30 centimetri, che ha permesso ai tre animali di scappare. La Procura ha sottolineato come la coppia avesse agito “per colpa consistita in negligenza, imprudenza e imperizia”, omettendo di custodire adeguatamente i tre molossi in un contesto abitativo giudicato non idoneo.
LA SENTENZA E LA REAZIONE DELLA FAMIGLIA
Il processo si è svolto con il rito abbreviato, una scelta che consente uno sconto di pena in caso di condanna. La sentenza ha stabilito una condanna a un anno di reclusione per entrambi gli imputati. Per Giovanna Minelli, la pena è sospesa, mentre per l’ex marito Patrizio Pintus la sospensione è subordinata al pagamento della provvisionale di 50mila euro entro un anno dal passaggio in giudicato della sentenza. Il giudice ha inoltre riconosciuto ai familiari della vittima il diritto al risarcimento dei danni, che sarà quantificato in sede civile.
La famiglia di Paolo Pasqualini, rappresentata in giudizio dall’avvocato Aldo Minghelli, ha espresso profonda delusione per l’esito del processo. “La famiglia come prevedibile non è soddisfatta di questa sentenza”, ha commentato il legale. “Quando c’è la morte di una persona cara, in un caso di omicidio colposo come questo, per un avvocato non è facile spiegare che la legge non consideri che chi ha provocato la morte è un assassino”. Una reazione che evidenzia la distanza tra la qualificazione giuridica del fatto, l’omicidio colposo, e la percezione di una tragedia che, secondo i familiari, avrebbe potuto essere evitata con una maggiore diligenza.
IL DIBATTITO SULLA SICUREZZA E LA CUSTODIA DEI CANI
La morte di Paolo Pasqualini ha riacceso con forza il dibattito sulla gestione di cani appartenenti a razze considerate potenzialmente pericolose e sulla necessità di normative più stringenti per i proprietari. La vicenda ha scosso profondamente l’opinione pubblica, sollevando interrogativi sulla responsabilità civile e penale di chi sceglie di avere in casa animali di grossa taglia. L’avvocato difensore della coppia, Giancarlo Ascanio, ha dichiarato che i cani non erano aggressivi e che era la prima volta che scappavano, sottolineando che il giudice ha riconosciuto una responsabilità esclusivamente di tipo colposo, non aggravata dalla condotta dei suoi assistiti.
In risposta alla tragedia, la sorella della vittima, Simonetta Pasqualini, ricercatrice, ha elaborato insieme alla figlia uno studio statistico intitolato “Indagine sul grado di mordacità delle razze canine”, un tentativo di trasformare il dolore in un impegno concreto per la prevenzione e la sicurezza. Questo gesto sottolinea come, al di là delle aule di tribunale, la vera sfida sia culturale: promuovere una maggiore consapevolezza e responsabilità in chi possiede un animale, un dovere civico fondamentale per garantire la sicurezza di tutti.
