ROMA – Un fulmine a ciel sereno squarcia il mondo del calcio italiano, ma non arriva dal campo di gioco. Al centro della bufera mediatica si trova il Fondo di fine carriera per giocatori e allenatori, un’istituzione nata nel 1975 per garantire un’indennità simile al TFR agli sportivi professionisti al termine della loro attività. A seguito di una conferenza stampa indetta da circa 200 ex tesserati, tra cui nomi noti come Emiliano Viviano e Thomas Berthold, che chiedevano maggiore chiarezza sulla gestione e l’accesso ai bilanci, è arrivata la ferma e dettagliata replica del presidente del Fondo, l’avvocato Leonardo Grosso.
Con una nota ufficiale, Grosso ha respinto con forza ogni addebito, sottolineando come l’ente abbia “sempre operato nella massima trasparenza, in coerenza con quanto previsto dallo Statuto”. Una difesa a tutto campo che poggia su pilastri concreti di controllo e accessibilità, volta a rassicurare i circa 60.000 iscritti, passati e presenti, delle serie A, B e C.
I Pilastri della Trasparenza secondo Grosso
Il presidente del Fondo ha voluto dettagliare i meccanismi di garanzia che sovrintendono alla gestione dell’ente, per contrastare l’immagine di un’amministrazione opaca emersa dalle recenti polemiche. Nello specifico, ha evidenziato tre punti fondamentali:
- Vigilanza Istituzionale: Il Fondo è soggetto alla vigilanza di un Collegio sindacale triadico. Si tratta di un organo di controllo interno, obbligatorio per legge in molte società di capitali, che ha il compito di vigilare sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo.
- Revisione Legale Volontaria: Il bilancio dell’ente, ha specificato Grosso, è sottoposto volontariamente a revisione legale. Questa scelta, non essendo obbligatoria per un’associazione non riconosciuta, rappresenta un ulteriore passo verso la credibilità e l’affidabilità dei conti. La revisione legale, infatti, è un processo di verifica condotto da un professionista esterno e indipendente che certifica la veridicità e la correttezza del bilancio, offrendo una garanzia fondamentale a tutti gli stakeholder.
- Accesso Diretto per gli Iscritti: Tutti gli associati, ha concluso Grosso, “possono accedere online alla piattaforma gestita dal Fondo e controllare, in tempo reale, la loro posizione, con il dettaglio delle somme maturate”. Un sistema di monitoraggio diretto che mira a garantire a ogni iscritto la piena consapevolezza dei propri contributi.
La Questione dei Pagamenti e le Azioni Legali
Un altro punto toccato dal presidente riguarda la liquidazione delle somme. “In ottemperanza al proprio mandato, il Fondo ha sempre liquidato tempestivamente gli importi spettanti secondo quanto previsto dallo Statuto”, ha dichiarato Grosso. A supporto di questa affermazione, ha aggiunto un dato significativo: “Nessun iscritto ha mai agito nei confronti dell’ente per la mancata corresponsione delle somme dovute”. Questa precisazione arriva in risposta alle lamentele di alcuni ex atleti, come il campione del mondo tedesco Thomas Berthold, che sostengono di aver ricevuto meno di quanto spettasse loro.
La vicenda ha assunto anche contorni legali, con l’ex portiere Emiliano Viviano che ha avviato un contenzioso presso il Tribunale di Roma proprio per ottenere l’esibizione dei bilanci, finora senza successo. La richiesta di Viviano fa leva sull’articolo 19 dello Statuto del Fondo e potrebbe creare un precedente giuridico importante sul diritto all’informazione e al controllo da parte degli associati.
La Replica agli “Attacchi Strumentali”
Il cuore della replica di Leonardo Grosso si concentra sulla natura delle critiche ricevute. Il presidente ha definito le iniziative di questi giorni come “tentativi, apparsi per la verità come strumentali, di sottoporre il Fondo ad un controllo di gestione delle risorse, di natura esplorativa, e privo di concreti elementi giustificativi”. Una difesa netta, che suggerisce la presenza di motivazioni ulteriori dietro la richiesta di trasparenza, pur ribadendo la ferma volontà del Fondo di difendere il proprio operato nel rispetto della legge e dello Statuto.
La parola passa ora, inevitabilmente, alla giustizia, che dovrà dirimere la questione sollevata da Viviano e da altri ex tesserati. La sentenza del Tribunale di Roma sarà cruciale per definire i confini del diritto all’informazione degli iscritti e per fare piena luce su una vicenda che tocca il futuro economico di migliaia di professionisti del calcio.
