Nel panorama cinematografico contemporaneo, poche opere riescono a coniugare audacia tematica e sensibilità narrativa con la stessa abilità di Pillion – Amore senza freni. L’atteso esordio alla regia di Harry Lighton, acclamato al Festival di Cannes 2025 dove si è aggiudicato il prestigioso premio per la migliore sceneggiatura nella sezione Un Certain Regard, approda finalmente nelle sale italiane il 12 febbraio, distribuito da I Wonder Pictures, giusto in tempo per offrire un San Valentino decisamente alternativo. Il film, interpretato da un magnetico Alexander Skarsgård e un sorprendente Harry Melling, è il libero adattamento del romanzo di culto “Box Hill” dello scrittore britannico Adam Mars-Jones, pubblicato nel 2020.

Una trama che sfida le convenzioni

La pellicola ci introduce nella vita di Colin (Harry Melling), un giovane uomo timido e introverso, la cui esistenza viene sconvolta dall’incontro con Ray (Alexander Skarsgård), l’affascinante e carismatico leader di un gruppo di bikers gay. Quello che nasce tra i due non è un amore convenzionale, ma una relazione strutturata secondo le precise regole del BDSM (bondage e disciplina, dominazione/sottomissione, sadomasochismo), basata sul consenso reciproco. Ray assume il ruolo del “padrone”, mentre Colin esplora la propria “attitudine alla devozione”, diventando il suo sottomesso. Il titolo stesso, “Pillion”, termine inglese che indica il sellino posteriore di una motocicletta, allude metaforicamente a questa dinamica di affidamento e sottomissione.

Il film esplora con onestà e senza filtri questo universo, mescolando momenti di erotismo esplicito a una narrazione intrisa di humour, dramma e inaspettata tenerezza. La relazione tra Ray e Colin sembra trovare un suo equilibrio, almeno fino a quando i sentimenti non iniziano a diventare troppo potenti e complessi da gestire, mettendo in discussione le fondamenta stesse del loro rapporto.

Un cast in stato di grazia e una regia sicura

La forza di Pillion risiede in gran parte nelle straordinarie interpretazioni dei suoi protagonisti. Alexander Skarsgård, noto per ruoli in “True Blood” e “The Northman”, offre una performance carismatica e stratificata, incarnando un dominatore che è al contempo figura di potere e di vulnerabilità. Al suo fianco, Harry Melling, indimenticabile Dudley Dursley nella saga di “Harry Potter” e più recentemente apprezzato in “La regina degli scacchi”, si spoglia di ogni precedente ruolo per offrire un ritratto toccante e complesso di Colin, un uomo alla scoperta di sé. La loro alchimia sullo schermo è palpabile e fondamentale per la riuscita del film.

Il regista e sceneggiatore Harry Lighton, al suo debutto nel lungometraggio, dimostra una notevole padronanza del mezzo cinematografico. La sua regia è descritta come pulita e raffinata, capace di gestire un materiale potenzialmente controverso con eleganza e intelligenza. Lighton non teme di mostrare l’esplicito, ma lo fa sempre in funzione della narrazione e dell’approfondimento psicologico dei personaggi, evitando la trappola dello shock gratuito. Lo stesso Skarsgård ha sottolineato come l’approccio del film sia del tutto nuovo, lontano dagli stereotipi spesso associati a queste tematiche.

Dalla pagina allo schermo: l’adattamento di “Box Hill”

Pillion trae la sua origine letteraria da “Box Hill”, un romanzo breve e intenso di Adam Mars-Jones che ha vinto il Fitzcarraldo Editions Novel Prize nel 2019. Il libro, ambientato nell’Inghilterra degli anni ’70, esplora la relazione sadomasochista tra i due protagonisti, offrendo uno spaccato della sottocultura gay dei biker. Lighton ha saputo trasporre la complessità e le sfumature del testo originale, pur concedendosi la libertà di apportare modifiche significative per adattarlo al linguaggio cinematografico e renderlo attuale. Per prepararsi, il regista ha trascorso del tempo con i membri del Gay Bikers Motorcycle Club (GBMCC), che hanno funto da consulenti e compaiono anche nel film, garantendo autenticità alla rappresentazione di questa comunità.

Un successo di critica e pubblico

Sin dalla sua prima mondiale al Festival di Cannes, dove ha ricevuto una standing ovation di sette minuti, Pillion ha raccolto il plauso unanime della critica. Il film vanta un impressionante 100% di recensioni positive sull’aggregatore Rotten Tomatoes. Oltre al premio a Cannes, la pellicola ha accumulato una dozzina di riconoscimenti, tra cui due British Independent Film Awards e un Gotham Independent Film Award, oltre a tre nomination ai BAFTA. Questo successo testimonia la capacità del film di parlare a un pubblico vasto, invitando a una riflessione profonda sull’amore, il desiderio, il potere e l’identità, al di là di ogni etichetta e pregiudizio.

L’uscita italiana, curata da I Wonder Pictures, sarà accompagnata in diverse città da proiezioni speciali seguite da un collegamento video con il regista Harry Lighton e l’attore Harry Melling, un’occasione unica per approfondire le tematiche di un’opera destinata a far discutere e a rimanere impressa nella memoria degli spettatori.

Di euterpe

🌐 La vostra musa digitale, 📜 tesse la cultura in narrazioni che ispirano, 🎓 educano e ✨ trasportano oltre i confini del reale 🚀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *