Un frammento di storia millenaria, custodito nel cuore pulsante di Roma, si svela al mondo attraverso l’occhio sensibile della macchina da presa. “Agnus Dei”, il film-documentario diretto da Massimiliano Camaiti, dopo aver ricevuto il prestigioso premio ‘Michel Mitrani’ al Festival di Biarritz (Fipadoc), ha celebrato una nuova, applauditissima tappa del suo viaggio all’Istituto Italiano di Cultura a Parigi. Un’opera che getta una luce intima e contemplativa su una tradizione che affonda le sue radici nel VI secolo D.C., un rito che lega indissolubilmente la vita monastica alla più alta carica della Chiesa Cattolica.
Un Rito Secolare nel Cuore di Trastevere
La narrazione di “Agnus Dei” ruota attorno a una pratica tanto antica quanto suggestiva. Ogni anno, a Roma, due agnelli appena nati vengono benedetti e successivamente affidati alle cure amorevoli di una monaca del monastero di Santa Cecilia in Trastevere. Qui, tra le mura silenziose del chiostro, gli animali vengono accuditi fino al momento della tosatura. Dalla loro lana purissima verrà tessuto il Pallio, un paramento liturgico di inestimabile valore simbolico. Questa stretta fascia di lana bianca, adornata da sei croci di seta nera, viene poggiata sulle spalle del Papa e degli arcivescovi metropoliti, a simboleggiare il pastore che porta sulle sue spalle l’agnello, ovvero il popolo di Dio.
Il percorso di questi agnelli inizia, per tradizione, presso l’Abbazia delle Tre Fontane, da dove vengono donati. La loro benedizione avviene in un luogo carico di storia e significato: la basilica di Sant’Agnese fuori le mura, il 21 gennaio, giorno in cui si commemora la santa martire, spesso raffigurata proprio in compagnia di un agnello. Solo dopo questo rito, gli agnelli giungono a Trastevere, per iniziare il loro periodo di permanenza nel monastero di Santa Cecilia, dove le monache si occuperanno della tessitura. La consegna solenne dei Pallii avviene infine il 29 giugno, in occasione della festa dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma.
La Genesi di un’Opera e il Sostegno della Biennale
Presentato con successo all’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, “Agnus Dei” è un frutto prezioso della Biennale College Cinema, l’iniziativa nata nel 2012 con lo scopo di promuovere e sostenere i nuovi talenti della settima arte, offrendo loro l’opportunità unica di lavorare a stretto contatto con maestri affermati del settore. È in questo fertile contesto che il progetto di Camaiti ha potuto prendere forma e vita.
A presentare l’opera a Parigi, al fianco del regista, una figura di spicco del cinema internazionale: la regista e sceneggiatrice Audrey Diwan, vincitrice del Leone d’oro a Venezia nel 2021 per il suo film “L’événement (12 settimane)” e madrina dell’edizione 2024-25 della stessa Biennale College Cinema. La sua presenza ha sottolineato l’importanza e la qualità di un progetto che ha saputo toccare le corde più profonde del pubblico parigino.
Lo stesso Camaiti ha raccontato come la scoperta di questa tradizione sia avvenuta in modo del tutto casuale, passeggiando di fronte alla Basilica di Santa Cecilia a Trastevere. “Vedere due agnelli ricoperti di fiori, festeggiati con entusiasmo dalle monache prima di essere benedetti da un prete, è stata una sorta di rivelazione”, ha confidato il regista durante la presentazione nell’affollata sala dell’Istituto, diretto con sapienza da Antonio Calbi.
Il Tempo Sospeso del Monastero e l’Irrompere della Storia
Il documentario, come spiegato dal regista, apre le porte di “un universo segreto, scandito da un altro ritmo, da un respiro differente”. Un mondo in cui il tempo sembra scorrere secondo leggi proprie, immutabili. Neppure “l’ingresso improvviso della Storia”, come la notizia della morte di Papa Francesco narrata nel film, riesce a scalfire questa dimensione quasi eterna. Nonostante la naturale commozione, le attività delle monache si interrompono solo per poche ore, per poi riprendere il loro corso, uguali e immutabili, come avviene da secoli. Questa resilienza del rito di fronte agli eventi del mondo è uno degli elementi di maggiore forza e fascino del film.
La serata parigina è stata organizzata nell’ambito delle celebrazioni per il 70° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, un legame storico e culturale che l’evento ha contribuito a rafforzare. Il successo di “Agnus Dei” non si ferma qui: il premio ottenuto a Biarritz garantirà al documentario la diffusione su France Télévisions, portando così questa storia di fede e tradizione nelle case di tutto il pubblico francese.
