Milano si risveglia con una giornata tinta di rosso per la sua piazza finanziaria. La Borsa di Milano ha infatti chiuso le contrattazioni odierne con una performance negativa, registrando un calo dello 0,7% che le è valso il poco invidiabile titolo di “maglia nera” tra i principali listini europei. A pesare sull’andamento del FTSE Mib è stata soprattutto la forte ondata di vendite che ha colpito il comparto del risparmio gestito, scatenata da crescenti timori riguardo al potenziale impatto dell’intelligenza artificiale (IA) sui modelli di business tradizionali del settore.

L’effetto “disruptive” dell’IA sul settore finanziario

La scintilla che ha innescato il nervosismo degli investitori sembra provenire da oltreoceano. L’annuncio da parte di Altruist, una startup americana specializzata nella gestione patrimoniale, del lancio di un nuovo strumento basato sull’IA per la pianificazione fiscale ha generato un’onda d’urto che si è propagata fino a Piazza Affari. La piattaforma, denominata Hazel, promette di automatizzare complesse strategie fiscali in pochi minuti, riducendo potenzialmente la necessità dell’intermediazione e della consulenza umana tradizionale. Questo ha alimentato la preoccupazione che l’avanzata dell’IA possa “disintermediare” o comunque penalizzare severamente le società di gestione e di consulenza finanziaria, un timore che si è tradotto in una marcata avversione al rischio da parte degli operatori di mercato.

I titoli del risparmio gestito sotto pressione

A pagare il prezzo più alto di questa incertezza sono stati i titoli delle principali società del risparmio gestito quotate a Milano. La giornata si è rivelata particolarmente difficile per:

  • Fineco: che ha subito un crollo del 9%, guidando i ribassi del settore.
  • Banca Mediolanum: che ha registrato una pesante flessione del 7,4%.
  • Banca Generali: che ha chiuso con una perdita del 6,7%.

Le vendite si sono estese anche ad altri importanti player del settore, sebbene con cali meno accentuati. Tra questi, Azimut ha ceduto il 4,7%. Anche il comparto bancario più tradizionale non è rimasto immune, con vendite che hanno colpito istituti di primo piano come Mps (-3,4%), Intesa Sanpaolo (-2,6%), Unipol e Mediobanca (entrambe a -2,4%), e Generali (-2,2%).

Le voci fuori dal coro: Ferrari, Italgas e Tim in controtendenza

Nonostante il clima generale di negatività, alcuni titoli sono riusciti a chiudere la seduta in territorio positivo, dimostrando una notevole resilienza. Tra questi spiccano:

  • Italgas: che ha messo a segno un brillante rialzo del 3,5%.
  • Ferrari: che continua il suo momento positivo, guadagnando il 3,4%.
  • Tim: che ha registrato un progresso del 2,4%, sostenuta dai risultati positivi della sua controllata in Brasile.

Queste performance positive, sebbene isolate, indicano come gli investitori stiano differenziando le proprie strategie, premiando società con fondamentali solidi e prospettive di crescita non direttamente minacciate dalle attuali preoccupazioni legate all’intelligenza artificiale.

Un mercato diviso tra timori e opportunità

La seduta odierna di Piazza Affari riflette una fase di profonda riflessione per i mercati finanziari. L’avvento dell’intelligenza artificiale, se da un lato apre scenari di grande innovazione ed efficienza, dall’altro introduce elementi di incertezza e di potenziale “disruption” per interi settori. La reazione del mercato, sebbene per alcuni analisti come quelli di Barclays sia stata “eccessiva”, evidenzia la necessità per le società del risparmio gestito di affrontare proattivamente la sfida tecnologica, integrando l’IA nei propri modelli di business per trasformare una minaccia percepita in un’opportunità di crescita e di miglioramento dei servizi offerti ai clienti. La giornata di oggi segna probabilmente solo l’inizio di un dibattito più ampio sul futuro della finanza nell’era dell’intelligenza artificiale.

Di atlante

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