ROMA – L’Europa accelera sull’intelligenza artificiale generativa, ma l’Italia resta pericolosamente indietro. Un nuovo, preoccupante quadro emerge dai dati pubblicati da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, che fotografa un Paese a due velocità, dove i giovani faticano a tenere il passo con i coetanei del resto del continente. Nella fascia d’età cruciale tra i 16 e i 24 anni, solo il 47,2% dei ragazzi italiani utilizza strumenti come ChatGPT o Gemini, un dato nettamente inferiore alla media europea che si attesta al 63,8%. Questa statistica, diffusa in occasione del Safer Internet Day 2026, non è solo un numero, ma il sintomo di un potenziale divario digitale e di competitività che potrebbe pesare sul futuro economico e sociale del Belpaese.

Una classifica che fa riflettere: Italia penultima in UE

L’analisi comparativa tra gli Stati membri è impietosa e colloca l’Italia in fondo alla classifica, precisamente al penultimo posto. A fare peggio di noi è solo la Romania, con il 44,1%. Mentre i giovani italiani mostrano una certa esitazione, in altre nazioni l’IA generativa è già uno strumento quotidiano. In testa alla classifica troviamo la Grecia, dove un impressionante 83,5% dei giovani ha integrato queste tecnologie nella propria vita, seguita a stretto giro dall’Estonia (82,8%) e dalla Repubblica Ceca (78,5%). Anche la Polonia, che precede l’Italia, ci supera con il 49,3% di giovani utenti. Questo distacco non è solo una questione di curiosità tecnologica, ma indica una diversa velocità nell’acquisire competenze che saranno fondamentali nel mercato del lavoro di domani.

Il divario generazionale e gli usi dell’IA

Il rapporto Eurostat evidenzia anche un marcato “gap” generazionale. Se quasi due terzi dei giovani europei (63,8%) usano l’IA, la stessa percentuale crolla quasi della metà se si considera la popolazione generale (16-74 anni), fermandosi al 32,7%. Questo dimostra come le nuove generazioni siano il motore principale dell’adozione di queste tecnologie. Ma come le utilizzano?

I dati offrono una visione dettagliata delle abitudini dei giovani europei:

  • Istruzione: il 39,3% dei giovani usa l’IA per lo studio e la formazione, un dato quasi quattro volte superiore a quello della popolazione generale (9,4%). Questo suggerisce un’integrazione sempre più profonda di questi strumenti nei percorsi educativi, per fare ricerche, riassumere testi complessi o approfondire argomenti.
  • Uso privato: il 44,2% dei ragazzi europei si affida all’IA per scopi personali, come la creatività, l’intrattenimento o la ricerca di informazioni, rispetto al 25,1% della popolazione totale.
  • Ambito professionale: qui il divario si annulla. L’uso sul lavoro è simile tra giovani (15,8%) e popolazione generale (15,1%). Eurostat spiega questa anomalia con il fatto che molti giovani devono ancora fare il loro ingresso nel mondo del lavoro.

Le ragioni del ritardo italiano e le implicazioni future

Perché l’Italia si trova in questa posizione? Le cause sono probabilmente multifattoriali. Un dato ISTAT del 2023 segnalava che solo il 59,1% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni possedeva competenze digitali almeno di base, contro una media UE del 70%. Sebbene dati più recenti mostrino un miglioramento, il ritardo strutturale permane. A questo si aggiungono possibili resistenze culturali o una minore integrazione di queste tecnologie nel sistema scolastico e formativo nazionale.

Le implicazioni di questo ritardo sono significative. In un’economia globale dove l’intelligenza artificiale sta diventando un fattore produttivo essenziale, la mancanza di familiarità e competenza da parte delle nuove generazioni rischia di tradursi in una minore competitività per le imprese italiane e minori opportunità professionali per i lavoratori. Le aziende, soprattutto quelle più grandi, stanno già integrando l’IA nei loro processi, e la domanda di capitale umano con queste skill è destinata a crescere esponenzialmente. Non colmare questo divario significa, in prospettiva, condannare il Paese a un ruolo marginale nella rivoluzione tecnologica in atto.

Di atlante

Un faro di saggezza digitale 🗼, che illumina il caos delle notizie 📰 con analisi precise 🔍 e un’ironia sottile 😏, invitandovi al dialogo globale 🌐.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *