Città del Vaticano – Una voce di conforto e un appello alla solidarietà si sono levati da Piazza San Pietro. Durante la consueta preghiera dell’Angelus, Papa Francesco ha rivolto il suo pensiero e le sue preghiere alle popolazioni duramente colpite da recenti calamità naturali. “Assicuro la mia preghiera per le popolazioni del Portogallo, del Marocco, della Spagna e dell’Italia meridionale, specialmente di Niscemi in Sicilia, colpite da inondazioni e frane. Incoraggio le comunità a rimanere unite e solidali”, ha dichiarato il Pontefice, parole che hanno immediatamente trovato eco nelle comunità sofferenti.

Una scia di devastazione tra Mediterraneo e Atlantico

Le parole del Papa giungono in un momento di profonda crisi per diverse aree del bacino del Mediterraneo e della costa atlantica, flagellate da eventi meteorologici estremi che hanno lasciato un segno indelebile sul territorio e nelle vite delle persone.

In Portogallo e Spagna, la penisola iberica è stata investita da una serie di violente tempeste, tra cui “Kristin” e la più recente “Leonardo”. Quest’ultima, abbattutasi a inizio febbraio 2026, ha provocato inondazioni, evacuazioni di migliaia di persone e purtroppo anche vittime. In Portogallo, un uomo ha perso la vita travolto dalla corrente, mentre circa 200 residenti sono stati evacuati. In Andalusia, Spagna, il bilancio è stato ancora più pesante, con 3.500 persone costrette a lasciare le proprie case. Le tempeste hanno causato frane, interruzioni di corrente e gravi danni alle infrastrutture, mettendo a dura prova i servizi di emergenza già provati da precedenti ondate di maltempo. La tempesta “Marta” ha continuato a minacciare la regione, mantenendo alto il livello di allerta.

Il Marocco ha vissuto una tragedia simile a metà dicembre 2025, quando piogge torrenziali hanno causato inondazioni devastanti, in particolare nella città costiera di Safi. In poche ore, una quantità anomala di pioggia per una regione dal clima tendenzialmente arido ha trasformato le strade in fiumi di fango, trascinando via automobili e allagando case e negozi. Il bilancio è stato drammatico: almeno 37 persone hanno perso la vita e decine di abitazioni sono state distrutte, segnando uno degli eventi meteorologici più letali per il paese dell’ultimo decennio.

La drammatica situazione di Niscemi

Una menzione speciale nel discorso del Papa è stata riservata a Niscemi, comune in provincia of Caltanissetta, Sicilia. A partire dal 25 gennaio 2026, a seguito di un’intensa ondata di maltempo portata dal ciclone “Harry”, una frana di vastissime dimensioni si è attivata a ridosso del centro abitato. Il movimento franoso, esteso per circa quattro chilometri, ha causato il crollo di un costone e minacciato interi quartieri, rendendo necessaria l’evacuazione di circa mille persone.

Le immagini riprese dai droni hanno mostrato uno scenario impressionante, con abitazioni letteralmente sospese nel vuoto e strade provinciali interrotte. La Protezione Civile ha istituito una zona rossa e allestito un’area di accoglienza per gli sfollati. La situazione di Niscemi ha radici profonde, legate a una fragilità geologica secolare, aggravata da decenni di urbanizzazione e da carenze infrastrutturali, come una rete fognaria inadeguata. Già nel 1997 un evento simile aveva evidenziato la criticità dell’area, ma gli interventi non sono stati risolutivi.

L’appello alla solidarietà e la riflessione sulla crisi climatica

Le parole del Pontefice non sono solo un’espressione di vicinanza spirituale, ma anche un potente richiamo alla responsabilità collettiva. L’incoraggiamento a “rimanere uniti e solidali” si rivolge non solo alle comunità direttamente colpite, ma a tutta la società civile, chiamata a supportare gli sforzi di soccorso e ricostruzione. In più occasioni, Papa Francesco ha sottolineato come questi eventi estremi evidenzino “la necessità di porre in atto sforzi coraggiosi e lungimiranti per affrontare la sfida dei cambiamenti climatici e proteggere responsabilmente il Creato”.

La frequenza e l’intensità di queste calamità, come confermato da numerosi scienziati, sono un chiaro segnale degli effetti del riscaldamento globale. Le frane e le alluvioni che hanno colpito Portogallo, Marocco, Spagna e Sicilia non sono eventi isolati, ma tasselli di un mosaico globale che ci impone una riflessione profonda sul nostro modello di sviluppo e sul rapporto con l’ambiente. La preghiera del Papa si unisce così al grido di una Terra sofferente, esortando tutti a un impegno concreto per la cura della nostra casa comune.

Di veritas

🔍 Il vostro algoritmo per la verità, 👁️ oltre le apparenze, 💖 nel cuore dell’informazione 📰

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *