Un gesto che vale più di mille parole, un cuore disegnato sul petto e un dito puntato verso il cielo, o meglio, verso la postazione della stampa. Lì, a commentare per la Rai le gesta delle sue compagne, c’era Angela Romei, la grande esclusa, l’amica del cuore, la compagna di mille battaglie sul ghiaccio. E a lei, Stefania Constantini, fresca vincitrice della medaglia di bronzo nel doppio misto di curling alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 insieme ad Amos Mosaner, ha voluto dedicare il suo trionfo. Un gesto forte, plateale, che ha squarciato il velo di apparente normalità che avvolgeva la squadra azzurra, portando alla luce un caso che ha fatto e farà ancora molto discutere.

Una Dedica che Riapre una Ferita

“Sugli spalti a fare la telecronaca e quindi a seguirmi veramente da vicino c’è stata per tutta la settimana la mia compagna di squadra e migliore amica Angela Romei con cui avrei voluto condividere questa esperienza olimpica la prossima settimana”, ha dichiarato a caldo una commossa Constantini. “Così non sarà, ma la porterò nel cuore con me. Lei è di supporto ed è stato bello averla lì che mi guardava dall’alto, quindi questa vittoria oltre che al mio ragazzo e alla mia famiglia va a lei”. Parole che sono arrivate dritte al cuore di chi ha seguito la vicenda, parole che pesano come macigni e che riaprono una ferita mai del tutto rimarginata all’interno del movimento del curling italiano.

L’Esclusione che ha Fatto Discutere

Ma chi è Angela Romei e perché la sua assenza ai Giochi ha sollevato un tale polverone? Atleta di punta del curling italiano, con un palmarès che vanta sei partecipazioni ai Mondiali e nove agli Europei, con un argento e un bronzo continentali, Angela Romei, 28 anni, era considerata una colonna portante della nazionale. La sua esclusione dalla squadra olimpica, comunicatale con una telefonata a poche settimane dall’inizio dei Giochi, ha lasciato tutti di stucco. Al suo posto è stata convocata la diciannovenne Rebecca Mariani, figlia del Direttore Tecnico della nazionale, Marco Mariani. Una decisione che ha immediatamente alimentato sospetti e accuse di nepotismo, scatenando un vero e proprio caso mediatico.

La Romei non ha nascosto la sua amarezza e il suo disappunto: “Sono distrutta. Ma il mio dispiacere è soprattutto per le modalità e le tempistiche con cui è avvenuto tutto questo”, aveva dichiarato a ‘La Stampa’. “La ritengo un’ingiustizia nei confronti del lavoro fatto in tutti questi anni e di tutto il movimento”. La sua reazione è stata quella di chi si sente tradito, non solo professionalmente ma anche umanamente: “Ho sempre creduto nei rapporti umani, nel fair play dentro e fuori dal campo e quello che mi è successo è l’antitesi di tutto questo”.

La Difesa della Federazione e il Ricorso al TAS

La Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (FISG) e il DT Mariani hanno sempre difeso la scelta, parlando di motivazioni puramente tecniche. Secondo la versione ufficiale, Rebecca Mariani, nel ruolo di riserva, avrebbe garantito una maggiore “duttilità”, potendo ricoprire tutti e quattro i ruoli in squadra, a differenza di Romei. “Sapevo che questa scelta avrebbe portato a delle polemiche, ma allo stesso tempo non vedo quale sia il motivo che Rebecca debba essere discriminata solo perché è mia figlia”, aveva commentato Mariani.

Non convinta delle spiegazioni, Angela Romei ha deciso di percorrere le vie legali, presentando un ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna contro la FISG e la World Curling Federation. Tuttavia, il più alto organo di giustizia sportiva ha respinto il ricorso, confermando la decisione della federazione e ritenendo non ci fossero prove sufficienti a sostegno dell’ipotesi di favoritismo.

Un Movimento Spaccato e il Sostegno delle Compagne

Nonostante la sentenza del TAS, la vicenda ha lasciato strascichi pesanti, spaccando di fatto il movimento del curling italiano. A sostegno di Angela Romei si sono levate diverse voci, tra cui quella dell’ex allenatrice della nazionale, Violetta Caldart, e persino della madre di Stefania Constantini, che ha firmato una petizione online per chiedere maggiore trasparenza nelle scelte federali. Il gesto di Stefania Constantini sul ghiaccio di Cortina, davanti al mondo intero, assume quindi un significato ancora più profondo. È la testimonianza di un’amicizia solida, che va oltre le decisioni tecniche e le polemiche. È un segnale forte di solidarietà e un modo per tenere accesi i riflettori su una vicenda che, al di là degli aspetti legali, ha sollevato interrogativi importanti sui valori di merito e trasparenza nello sport.

Mentre la squadra femminile si prepara ad affrontare il torneo olimpico, l’ombra lunga di questa vicenda continuerà ad aleggiare sul ghiaccio. La dedica di Stefania Constantini non è stata solo un omaggio a un’amica, ma un potente messaggio che risuona in tutto il mondo dello sport: le vittorie più belle sono quelle condivise, e il valore di un’atleta non si misura solo con le medaglie, ma anche con la lealtà e il rispetto. Angela Romei, pur senza lanciare una stone, è stata comunque protagonista di queste Olimpiadi, grazie al cuore grande della sua amica e campionessa, Stefania Constantini.

Di nike

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