MILANO – Un boato di gioia, l’Inno di Mameli che risuona nel palazzetto e una pioggia di peluche. Ma tra gli oggetti lanciati in pista per celebrare l’ennesimo trionfo, uno in particolare cattura l’attenzione di tutti: un cartonato con il suo volto, un’espressione divertita con linguaccia e il gesto delle corna. Arianna Fontana non esita un istante: pattina veloce, lo raccoglie e, con un sorriso che vale più di mille parole, sta al gioco, trasformando un momento di gloria sportiva in un’icona virale. Si è conclusa così, tra l’emozione della vittoria e l’ilarità di un gesto spontaneo, la giornata che ha consacrato definitivamente Arianna Fontana nell’Olimpo dello sport italiano e mondiale. Con la medaglia d’oro conquistata nella staffetta mista 2000 metri di short track ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, la “Freccia di Sondrio” ha messo al collo la sua dodicesima medaglia a cinque cerchi, un traguardo leggendario.

Una carriera da record: dodici medaglie in sei Olimpiadi

Il trionfo nella staffetta mista, condiviso con i compagni di squadra Elisa Confortola, Pietro Sighel e Thomas Nadalini, non è solo una vittoria di squadra, ma l’apice di una carriera straordinaria. Con questa medaglia, Arianna Fontana è diventata l’atleta italiana più medagliata di sempre ai Giochi Olimpici Invernali, superando miti come Stefania Belmondo. Ma i record non finiscono qui: è anche la seconda atleta italiana nella storia, dopo lo slittinista Armin Zöggeler, ad essere andata a medaglia in sei edizioni consecutive dei Giochi, un percorso iniziato a soli 15 anni con il bronzo nella staffetta a Torino 2006. Da quel giorno, la sua bacheca si è arricchita costantemente:

  • Torino 2006: Bronzo (Staffetta 3000 m)
  • Vancouver 2010: Bronzo (500 m)
  • Sochi 2014: Argento (500 m), Bronzo (1500 m), Bronzo (Staffetta 3000 m)
  • PyeongChang 2018: Oro (500 m), Argento (Staffetta 3000 m), Bronzo (1000 m)
  • Pechino 2022: Oro (500 m), Argento (1500 m), Argento (Staffetta mista)
  • Milano Cortina 2026: Oro (Staffetta mista)

Un palmarès che testimonia una longevità agonistica e una capacità di rimanere ai vertici mondiali senza precedenti. “Tante belle emozioni qua in casa, non c’è modo migliore per iniziare”, ha dichiarato a caldo l’azzurra, visibilmente emozionata per una vittoria ottenuta davanti al pubblico italiano.

La gara perfetta e il siparietto social

La finale della staffetta mista è stata un capolavoro di tattica e freddezza. Il quartetto azzurro ha pattinato con intelligenza, sfruttando al meglio l’eliminazione a sorpresa della favorita Olanda e chiudendo la gara con il tempo di 2’39″019, davanti a Canada e Belgio. Un trionfo che ha scatenato la festa sul ghiaccio e sugli spalti, culminata nel momento del “meme”.

Il cartonato, che riproduceva un’immagine goliardica della stessa Fontana, è diventato il simbolo di questa vittoria: non solo la celebrazione di una campionessa immensa, ma anche di un’atleta capace di connettersi con il pubblico in modo autentico e divertente. Un gesto che esorcizza la tensione e mostra il lato umano di una leggenda, spesso descritta come una guerriera indomita e poco incline ai compromessi.

Oltre le medaglie: una leader controversa ma vincente

La carriera di Arianna Fontana non è stata solo una collezione di successi. È stata anche segnata da momenti di forte tensione con la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (FISG). Celebri le sue denunce dopo i Giochi di Pechino 2022, quando accusò alcuni compagni di squadra di averla ostacolata deliberatamente durante gli allenamenti, arrivando a ipotizzare di gareggiare per gli Stati Uniti, paese del marito e allenatore Anthony Lobello.

Nonostante le frizioni e un carattere definito da molti “scomodo”, la sua determinazione e la sua voglia di vincere hanno sempre prevalso, portandola a superare ogni ostacolo. La scelta di nominarla portabandiera per l’Italia alla cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026 è stata la dimostrazione di un rapporto ricucito e del riconoscimento del suo status di icona dello sport nazionale. Un onore che, come lei stessa ha dichiarato, le ha dato “una grande carica”.

Il futuro della regina dello short track

A 35 anni, dopo aver vinto tutto ciò che c’era da vincere, il futuro di Arianna Fontana è ancora tutto da scrivere. L’oro di Milano Cortina potrebbe essere la “bella chiusura del cerchio” di una carriera ventennale iniziata proprio con un’Olimpiade in casa. La campionessa di Sondrio ha espresso il desiderio di poter un giorno allenare i bambini, per trasmettere i valori e la passione che l’hanno resa una leggenda vivente. Ma prima di appendere i pattini al chiodo, c’è ancora un’Olimpiade da onorare e, chissà, magari un’altra medaglia da aggiungere a una collezione già ineguagliabile, per avvicinare il record assoluto di 13 medaglie olimpiche dello schermidore Edoardo Mangiarotti.

Di nike

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