PARIGI – Un’ombra giudiziaria si allunga sul colosso dei social media X. La Procura di Parigi ha ufficialmente convocato il suo proprietario, il magnate Elon Musk, e l’ex direttrice generale, Linda Yaccarino, per un’ “audizione libera” fissata per il prossimo 20 aprile. La convocazione si inserisce in un’indagine ad ampio raggio che mira a fare luce sul funzionamento degli algoritmi della piattaforma e sulla sua controversa intelligenza artificiale, Grok. In una mossa che sottolinea la serietà dell’inchiesta, la brigata francese per la lotta al cybercrimine, coadiuvata da agenti di Europol, ha perquisito la sede di X France nella capitale.
Le origini dell’inchiesta: una segnalazione parlamentare
L’indagine della giustizia d’Oltralpe non nasce dal nulla. Le sue radici affondano in una segnalazione del 12 gennaio 2025, presentata dal deputato macroniano Éric Bothorel. Esperto di sicurezza informatica, Bothorel aveva espresso “profonda preoccupazione” per le modifiche apportate agli algoritmi di X in seguito all’acquisizione da parte di Musk nel 2022, denunciando una “riduzione della diversità delle voci e delle opzioni” e “apparenti ingerenze nella gestione” del social network. La sua denuncia ipotizzava che gli algoritmi “distorti” potessero aver alterato il sistema di elaborazione dati della piattaforma, influenzando i contenuti consigliati agli utenti e favorendo un aumento di “contenuti politici nauseanti”.
Grok e i Deepfake: il vaso di Pandora dell’IA
L’inchiesta, inizialmente focalizzata sugli algoritmi, si è notevolmente ampliata fino a includere le attività di Grok, il chatbot di intelligenza artificiale generativa sviluppato da xAI, un’altra azienda di Musk. La Procura sta esaminando con particolare attenzione la diffusione, tramite Grok, di deepfake a sfondo sessuale e di contenuti negazionisti. A gennaio 2026, numerosi utenti hanno denunciato la circolazione di immagini di nudo generate artificialmente senza il consenso delle persone ritratte, in maggioranza donne. Un test condotto dalla testata The Verge ha inoltre dimostrato come, nonostante le rassicurazioni dell’azienda, Grok fosse ancora in grado di “svestire” soggetti maschili partendo da foto reali.
I capi d’accusa che emergono dall’indagine sono pesanti e variegati, spaziando dalla possibile complicità nella diffusione di immagini pedopornografiche alla lesione del diritto all’immagine, fino al negazionismo e all’alterazione di sistemi informatici. Si tratta di un’offensiva giudiziaria che mette in discussione la gestione stessa della piattaforma e la sua responsabilità nel moderare i contenuti.
La reazione di X e il contesto europeo
La perquisizione e le convocazioni hanno suscitato una dura reazione da parte di X, che ha definito l’indagine una “distorsione della legge francese per servire un’agenda politica” volta a “limitare la libertà di espressione”. La società ha inoltre etichettato la perquisizione come un evento “messo in scena” per esercitare pressione sui vertici americani.
È importante sottolineare che, dal punto di vista legale, la responsabilità giuridica di X per le sue operazioni in Europa fa capo alla sede in Irlanda, mentre la filiale francese, X France, si occupa principalmente di comunicazione e relazioni pubbliche. Tuttavia, l’azione della Procura di Parigi, che ha definito il suo approccio “costruttivo” e finalizzato a garantire la conformità della piattaforma alle leggi francesi, rappresenta un segnale forte.
Questa vicenda si inserisce in un contesto di crescente attenzione da parte delle autorità europee verso le grandi piattaforme digitali. La Francia, in particolare, si sta dimostrando molto attiva nel tentativo di regolamentare lo spazio digitale per proteggere gli utenti e la democrazia da fenomeni come la disinformazione e i contenuti d’odio.
Cosa aspettarsi dall’audizione del 20 aprile
L’audizione di Elon Musk e Linda Yaccarino, definita “libera” e quindi senza stato di fermo, sarà un momento cruciale. I due saranno sentiti “in qualità di gestori di fatto della piattaforma X al momento dei fatti” e avranno l’opportunità di fornire la loro versione e illustrare eventuali misure correttive. Anche altri dipendenti di X sono stati convocati come testimoni. L’esito di questa indagine potrebbe avere ripercussioni significative non solo per X in Francia, ma per l’intero settore tecnologico in Europa, stabilendo nuovi precedenti sulla responsabilità delle piattaforme per i contenuti generati e diffusi attraverso i loro algoritmi e le loro intelligenze artificiali.
