Il futuro dei commerci marittimi globali si gioca su nuove rotte che potrebbero ridisegnare le mappe economiche del mondo, e l’Italia, con il suo porto strategico di Trieste, si trova al centro di una sfida epocale. Da un lato, l’incombente minaccia della “rotta polare” artica; dall’altro, la promettente opportunità del Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC). A delineare con forza questo scenario è stato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, durante un recente convegno sulla portualità a Trieste, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.

Le parole di Fedriga non lasciano spazio a interpretazioni: “Ci troviamo di fronte a sfide globali, che qualcuno magari vede molto distanti, ma che condizionano e condizioneranno la vita anche di questa terra”. Il governatore ha descritto una visione che va oltre i confini locali, parlando del futuro del porto di Trieste non come scalo di una città o di una nazione, ma come “porto di un continente”.

La Minaccia della Rotta Polare: un “Massacro” per il Mediterraneo?

Il fulcro dell’allarme lanciato da Fedriga riguarda la cosiddetta rotta polare. Con il progressivo scioglimento dei ghiacci artici, si sta aprendo una nuova via navigabile che potrebbe drasticamente abbreviare i tempi di percorrenza tra l’Estremo Oriente e il Nord Europa. “Vuol dire che tutte le rotte del Far East, ovvero Cina ed altri Paesi, passeranno, per arrivare in Europa, dalla parte nord, dai porti del nord,” ha spiegato il governatore. Questo cambiamento, apparentemente solo geografico, avrebbe conseguenze economiche devastanti per l’intero bacino mediterraneo.

Secondo Fedriga, “non Trieste, ma tutto il Mediterraneo rischia di essere annullato, massacrato”. Un’eventualità che si tradurrebbe in una drammatica perdita di imprese, posti di lavoro ed entrate economiche per l’Italia e per tutti i paesi che si affacciano sul Mare Nostrum. Se non si agisce ora con una visione strategica, “rischiamo fra qualche anno di non accorgerci di quello che stava accadendo e di far pagare, ai cittadini che vivono in questa terra, il prezzo di mancate scelte e mancate strategie”.

Tuttavia, è bene notare che il dibattito sulla rotta artica è complesso. Esperti del settore, come il presidente di Federagenti Paolo Pessina, hanno espresso scetticismo, sottolineando come la rotta polare presenti notevoli difficoltà tecniche, costi gestionali e assicurativi elevatissimi, e una mancanza di porti intermedi strategici che ne limiterebbero la redditività commerciale rispetto alla fitta rete di scali mediterranei. La rotta, inoltre, è percorribile solo in alcuni mesi dell’anno e solleva importanti questioni di sostenibilità ambientale.

IMEC: la Risposta Strategica con Trieste Hub Europeo

Di fronte a questa potenziale marginalizzazione, la contromossa proposta con forza dalla Lega e dal governatore Fedriga è l’IMEC (India-Middle East-Europe Economic Corridor). Questo ambizioso progetto, annunciato al G20 di Nuova Delhi nel settembre 2023, mira a creare un corridoio infrastrutturale per rafforzare le connessioni economiche, logistiche ed energetiche tra Asia, Medio Oriente ed Europa. L’iniziativa, sostenuta da India, Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Francia, Germania, Italia e Unione Europea, è vista da molti come un’alternativa strategica alla “Via della Seta” cinese.

In questo grande disegno, il porto di Trieste è designato come uno degli snodi chiave, la porta d’accesso naturale per le merci provenienti dall’India e dirette verso i mercati dell’Europa centrale e orientale. La sua posizione strategica, unita a un’elevata connessione ferroviaria, lo rende il candidato ideale per diventare il terminale europeo del corridoio. “È la soluzione che abbiamo proposto con forza,” ha specificato Fedriga, sottolineando l’importanza di trasformare l’interesse strategico in un’agenda concreta.

L’impegno politico è forte. Fedriga ha rivelato di aver discusso di questa “straordinaria opportunità” in un recente incontro con il vice ambasciatore tedesco in Italia, Benjamin Hanna, per rafforzare la cooperazione tra i due paesi su questo tema strategico. Anche a livello nazionale, il governo sta lavorando per ritagliarsi un ruolo da protagonista nel progetto, con il Senato che ha avviato un approfondimento sul dossier IMEC e il viceministro delle Infrastrutture, Edoardo Rixi, che ha annunciato la creazione di un gruppo di lavoro bilaterale con l’India.

Un Futuro da Costruire: Investimenti e Visione

La sfida per Trieste e per l’Italia è ora quella di tradurre la visione in realtà. Il progetto IMEC non riguarda solo i trasporti, ma implica un’integrazione complessa tra porti e ferrovie, capacità retroportuali e servizi logistici avanzati, con un impatto potenziale enorme su export, attrazione di investimenti e posizionamento internazionale del Paese. Sono già stati destinati oltre 5 miliardi di euro per la modernizzazione dei porti di Genova e Trieste, definiti “motori della connettività euro-mediterranea”.

Il dibattito politico locale si è già acceso, con esponenti dell’opposizione che, pur condividendo la strategicità del progetto IMEC, sollecitano il governatore a premere sul governo per l’attuazione del regime di porto franco internazionale per Trieste, considerato una condizione essenziale per rendere lo scalo veramente competitivo.

In conclusione, il futuro economico del Friuli Venezia Giulia, e in buona parte del sistema logistico italiano ed europeo, si trova a un punto di svolta. Le decisioni e le strategie che verranno implementate oggi determineranno se il Mediterraneo saprà rispondere alla sfida della rotta polare, trasformando l’opportunità rappresentata dal corridoio IMEC in un motore di crescita e prosperità per le generazioni a venire.

Di atlante

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