Torino – La Città di Torino commemora il Giorno del Ricordo con una serie di iniziative istituzionali e culturali volte a mantenere viva la memoria della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Al centro delle celebrazioni, le parole del sindaco Stefano Lo Russo, che ha sottolineato la necessità non solo di ricordare un passato doloroso, ma di trarne un messaggio forte e attuale per il presente e il futuro. “Abbiamo molte iniziative istituzionali per ricordare questa tragedia italiana, che penso davvero abbia esigenza di essere ricordata, attualizzata e che ci consegna un messaggio molto forte rispetto all’attualità,” ha dichiarato il primo cittadino.

Una Memoria Attiva per il Presente

Secondo il sindaco Lo Russo, una giornata di celebrazione oggi deve servire non solo a commemorare un evento storico, ma anche a “lanciare un messaggio per il presente e per il futuro”. Questo approccio trasforma il ricordo da mero esercizio di rievocazione a strumento di responsabilità pubblica. “Tenere vivo il ricordo – ha concluso – significa assumere una responsabilità pubblica nel promuovere i valori della democrazia e nel contrastare con decisione fanatismi ideologici e derive nazionalistiche, affinché violazioni della libertà, dei diritti umani e della convivenza civile non abbiano più a ripetersi”.

Questa visione si inserisce in un contesto storico complesso, quello del confine orientale italiano nel Secondo dopoguerra, segnato da violenze e dalla fuga di centinaia di migliaia di italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia. Torino, come ricordato dallo stesso sindaco, rappresentò un “approdo fondamentale per migliaia di esuli giuliano-dalmati che, con dignità e coraggio, hanno saputo ricostruire le loro vite diventando parte della comunità cittadina”. Onorare questa memoria significa, quindi, anche riaffermare i valori dell’accoglienza e del rispetto che hanno caratterizzato la storia della città.

Le Commemorazioni in Città

Il programma delle celebrazioni a Torino è ricco e articolato, a testimonianza dell’importanza che l’amministrazione attribuisce a questa ricorrenza. La giornata del 10 febbraio ha visto svolgersi eventi solenni:

  • Una Santa Messa in Duomo, celebrata da Don Ermis Segatti e accompagnata dal coro C.A.R.P., alla presenza della vicesindaca Michela Favaro.
  • Una cerimonia commemorativa al Cimitero Monumentale, presso il monumento dedicato alle vittime delle foibe e dell’esodo, con la partecipazione della presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo e dell’assessore Paolo Chiavarino.

Le iniziative proseguiranno con la cerimonia ufficiale nella Sala Rossa di Palazzo Civico, alla quale parteciperà il sindaco Lo Russo, confermando l’impegno delle massime istituzioni cittadine. Durante la commemorazione al Monumentale, l’assessore Chiavarino ha ricordato il percorso dei circa 10.000 esuli giunti a Torino, passando per i Centri Raccolta Profughi e le “casermette”, fino a diventare “pilastri dello sviluppo economico e occupazionale della Torino del dopoguerra”.

Un Mese di Cultura e Approfondimento

Le celebrazioni non si esauriscono nella sola giornata del 10 febbraio. La Città di Torino, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, ha promosso un intero mese di eventi per approfondire la conoscenza di questa complessa pagina di storia. Tra gli appuntamenti più significativi:

  1. Il convegno “Nuovi sguardi. Itinerari di ricerca sull’esodo Giuliano Dalmata” presso il Polo del ‘900.
  2. La mostra fotografica “Da esuli a cittadini. La comunità giuliano-dalmata di Torino” all’Archivio di Stato, che racconta l’integrazione della comunità attraverso immagini quotidiane.
  3. La proiezione del film “La bambina con la valigia” alla presenza di Egea Haffner, divenuta simbolo dell’esodo.

Queste iniziative culturali mirano a fornire un quadro completo e sfaccettato della vicenda, andando oltre la sola commemorazione delle vittime per esplorare le storie di chi ha dovuto ricostruire la propria esistenza, contribuendo in modo significativo alla crescita della società torinese.

Il Dibattito sulla Memoria

Il Giorno del Ricordo a Torino si svolge anche in un clima di dibattito acceso. Iniziative come l’affissione di manifesti da parte di Gioventù Nazionale, che parlano di “genocidio dimenticato”, evidenziano come la memoria di questi eventi sia ancora un terreno di confronto politico e culturale. Da un lato si rivendica la necessità di rompere un “silenzio colpevole” che per anni ha avvolto la tragedia delle foibe; dall’altro, le istituzioni, come rappresentate dal sindaco Lo Russo, cercano di incanalare il ricordo verso una riflessione costruttiva sui valori della democrazia e della convivenza pacifica, mettendo in guardia contro i rischi di strumentalizzazioni e derive nazionalistiche.

Di veritas

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