Bogotá – Un terremoto politico-giudiziario scuote la Colombia. La Procura Generale della Nazione ha ufficialmente formalizzato due richieste di imputazione a carico di Ricardo Roa Barragán, una figura chiave nell’establishment colombiano, attualmente presidente della gigante petrolifera statale Ecopetrol e, ruolo ancor più delicato, ex gerente della campagna che ha portato Gustavo Petro alla presidenza nel 2022. Le accuse, pesantissime, sono di violazione dei tetti di spesa elettorale e traffico di influenze.
L’annuncio è stato dato da Raúl Humberto González Flechas, procuratore delegato contro la criminalità organizzata, il quale ha specificato che, al momento, non è stata richiesta alcuna misura cautelare nei confronti di Roa. Ciononostante, l’avvio formale del procedimento giudiziario apre scenari di profonda incertezza per la leadership della più importante azienda pubblica del paese e aggiunge pressione politica sul governo Petro.
Le Accuse nel Dettaglio: Finanziamenti Elettorali Sotto la Lente
Il cuore dell’inchiesta, che ha tenuto banco sui principali media colombiani per mesi, riguarda la gestione finanziaria della campagna “Petro Presidente 2022”. Secondo le indagini della Procura, la campagna avrebbe superato i limiti di spesa consentiti dalla legge per una cifra stimata in circa 5,3 miliardi di pesos colombiani (equivalenti a circa 1,2 milioni di euro).
Questo sforamento sarebbe dovuto a costi non dichiarati e sostenuti nel cruciale periodo tra il primo e il secondo turno delle elezioni presidenziali. In qualità di gerente e responsabile finanziario, Ricardo Roa aveva la responsabilità diretta e ultima sulla gestione dei fondi, sulla loro provenienza e sulla corretta rendicontazione. La decisione della Procura si basa su prove raccolte in seguito a una segnalazione del Consiglio Nazionale Elettorale (CNE), che già a novembre aveva evidenziato le irregolarità e trasferito il caso agli organi competenti per l’indagine penale.
Il Secondo Capo d’Imputazione: Traffico di Influenze e l’Ombra del Conflitto d’Interessi
A complicare ulteriormente la posizione di Roa è la seconda accusa: traffico di influenze. Questa imputazione è legata a due filoni principali:
- L’acquisto di un appartamento di lusso a Bogotá: L’inchiesta si concentra sulle modalità di acquisto di un immobile da parte di Roa. L’appartamento sarebbe stato venduto da una società legata all’imprenditore del settore petrolifero Serafino Iacono. La Procura sta cercando di stabilire se la transazione, avvenuta a condizioni apparentemente vantaggiose, possa nascondere un favoritismo o una contropartita per futuri contratti con Ecopetrol.
- Presunti favoritismi in contratti di Ecopetrol: La Procura indaga anche su una presunta agevolazione nell’assegnazione di un contratto da parte di Ecopetrol a favore di Juan Guillermo Mancera. Secondo l’accusa, Mancera avrebbe partecipato in precedenza a un’operazione commerciale legata proprio alla vendita dell’appartamento a Roa, configurando un potenziale conflitto di interessi.
Queste indagini si sommano ad altre polemiche che hanno coinvolto la gestione di Roa, inclusa quella relativa a un contratto milionario con una ditta statunitense per valutare l’impatto reputazionale delle varie inchieste a suo carico sulla compagnia.
Implicazioni Politiche ed Economiche
Sebbene la Procura abbia chiarito che, per ora, non vi sono elementi per un coinvolgimento diretto del presidente Gustavo Petro, le implicazioni politiche sono innegabili. La vicenda colpisce il cuore della sua cerchia di fiducia e getta un’ombra sulla trasparenza della campagna elettorale che lo ha portato al potere. L’opposizione ha immediatamente cavalcato la notizia per attaccare il governo, mentre settori del patto di governo, il “Pacto Histórico”, hanno denunciato un presunto accanimento giudiziario a fini politici.
Sul fronte economico, le preoccupazioni si concentrano su Ecopetrol. L’azienda non è solo la più grande della Colombia, ma è un attore fondamentale per le finanze pubbliche e un titolo di peso sui mercati internazionali. L’incertezza sulla stabilità della sua leadership potrebbe avere ripercussioni sulla fiducia degli investitori e sul valore delle azioni. Il sindacato della compagnia (USO) ha dichiarato che la decisione sulla permanenza di Roa spetta esclusivamente al consiglio di amministrazione, chiedendo al contempo il rispetto della presunzione di innocenza ma sottolineando la necessità di proteggere la stabilità dell’azienda.
Ricardo Roa, dal canto suo, ha sempre respinto le accuse, definendole parte di una “campagna sistematica di discredito” contro di lui e contro Ecopetrol. In passato, aveva dichiarato che si sarebbe fatto da parte qualora la sua presenza avesse danneggiato la reputazione della compagnia, senza attendere richieste esterne. Ora, con l’imputazione formale, la sua posizione alla guida del colosso energetico appare sempre più precaria.
