Cieli stellati, ma con qualche turbolenza. Il mondo dell’esplorazione spaziale trattiene il fiato dopo la decisione di SpaceX di sospendere temporaneamente i voli del suo cavallo di battaglia, il razzo Falcon 9. La causa è un’anomalia riscontrata al secondo stadio del vettore durante il lancio di 25 satelliti Starlink, avvenuto lunedì dalla Vandenberg Space Force Base in California. Un evento che, sebbene non abbia compromesso il successo primario della missione, ha innescato una serie di approfondite indagini e sollevato interrogativi cruciali sulla tabella di marcia dei prossimi lanci, in particolare quello della missione Crew-12 della NASA, di fondamentale importanza strategica.

L’Anomalia nel Dettaglio: Cosa è Successo al Secondo Stadio

Secondo le comunicazioni ufficiali di SpaceX, rilasciate poche ore dopo il lancio, il secondo stadio del Falcon 9 ha “sperimentato una condizione anomala” durante la fase di preparazione per l’accensione finale del motore, destinata alla manovra di deorbitazione. Pur non avendo fornito nell’immediato dettagli tecnici approfonditi, l’azienda di Elon Musk ha precisato che fino a quel momento lo stadio aveva operato nominalmente, dispiegando con successo il carico di satelliti. Successivamente, il team di SpaceX ha eseguito con successo la “passivazione” dello stadio. Si tratta di una procedura standard di sicurezza che consiste nel rendere inerte il componente una volta terminato il suo compito, tipicamente attraverso lo sfiato dei propellenti residui e la scarica delle batterie per eliminare ogni fonte di energia che potrebbe causare una rottura o un’esplosione in orbita.

L’astrofisico Jonathan McDowell dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics ha riportato che questa operazione ha portato a un abbassamento del perigeo (il punto dell’orbita più vicino alla Terra) dello stadio a soli 110 chilometri, prefigurando un rientro atmosferico piuttosto rapido. Se da un lato la missione principale è stata portata a termine, i problemi legati alla deorbitazione controllata potrebbero comportare rischi per le future missioni, inclusa la possibilità di creare detriti spaziali pericolosi qualora un veicolo non riuscisse a rientrare come previsto.

Un Déjà-vu Preoccupante: la Serie di Incidenti del Falcon 9

Questo non è un episodio isolato. Il secondo stadio del Falcon 9 ha mostrato in passato alcune vulnerabilità, sollevando l’attenzione degli addetti ai lavori. Ecco una cronologia dei problemi più recenti:

  • Luglio 2024: Una perdita di ossigeno liquido ha impedito il corretto dispiegamento di un carico di satelliti Starlink, che non hanno raggiunto l’orbita prevista.
  • Settembre 2024: Durante la missione Crew-9, un’altra anomalia durante l’accensione di deorbita ha causato il rientro dello stadio al di fuori dell’area designata nel Pacifico meridionale.
  • Febbraio 2025: Un altro secondo stadio non è riuscito a eseguire la manovra di deorbitazione a causa di una perdita di propellente. Questo evento ha avuto conseguenze più tangibili, con un rientro incontrollato sopra l’Europa e la caduta di alcuni detriti in Polonia.

Questa serie di incidenti, seppur non catastrofici, evidenzia una potenziale area di criticità in un sistema di lancio che ha rivoluzionato l’accesso allo spazio per la sua affidabilità e i suoi costi contenuti.

L’Impatto sulla Missione Crew-12: la NASA Osserva con Attenzione

L’attenzione della comunità spaziale è ora tutta rivolta alla missione Crew-12, il cui lancio è programmato per l’11 febbraio. La NASA sta monitorando con la massima attenzione le indagini di SpaceX. Questa missione è di vitale importanza per riportare a sette il numero di membri dell’equipaggio a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). L’equipaggio attuale è infatti ridotto a tre persone a seguito dell’evacuazione per motivi medici dello scorso 15 gennaio, un evento senza precedenti nella storia della stazione.

La missione Crew-12 vedrà a bordo gli astronauti della NASA Jessica Meir e Jack Hathaway, l’astronauta dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) Sophie Adenot e il cosmonauta di Roscosmos Andrey Fedyaev. Un ritardo nel lancio non solo prolungherebbe il periodo di operatività ridotta della ISS, ma potrebbe avere ripercussioni sul fitto calendario di esperimenti scientifici e attività di manutenzione previste. Tuttavia, recenti aggiornamenti indicano che il lancio potrebbe essere posticipato al 12 febbraio a causa di condizioni meteorologiche avverse lungo la traiettoria di volo.

La Risposta di SpaceX e il Ritorno al Volo

Nonostante la sospensione, SpaceX ha agito con rapidità. Dopo un’indagine durata meno di una settimana, la Federal Aviation Administration (FAA) ha chiuso l’inchiesta sull’incidente, autorizzando il ritorno in volo del Falcon 9. La causa dell’anomalia è stata identificata in una “mancata accensione a causa di una bolla di gas nel tubo di trasferimento” prima della prevista accensione di deorbita. SpaceX ha già implementato misure correttive tecniche e organizzative per prevenire il ripetersi del problema. Di conseguenza, un Falcon 9 ha lanciato con successo un’altra serie di satelliti Starlink il 7 febbraio, segnando la ripresa delle operazioni. La NASA, dopo aver valutato i risultati dell’indagine, ha confermato che non vi è alcun aumento del rischio per la sicurezza dell’equipaggio della Crew-12, dato che il profilo di deorbita per le missioni con equipaggio è differente, dando di fatto il via libera alla missione.

Di davinci

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