Roma – La sicurezza torna al centro del dibattito nella Capitale, in uno dei suoi scenari più iconici. A seguito del crollo di un pino che domenica scorsa ha causato il ferimento, fortunatamente lieve, di tre turisti, l’amministrazione capitolina ha disposto l’avvio di una serie di abbattimenti selettivi in via dei Fori Imperiali. Il primo intervento ha riguardato il pino adiacente a quello collassato, il quale non ha superato le prove di trazione effettuate dagli esperti. Una decisione sofferta ma necessaria, volta a garantire l’incolumità di cittadini e visitatori che quotidianamente affollano l’arteria che collega Piazza Venezia al Colosseo.

La Task Force e le Verifiche Tecniche

L’emergenza ha portato alla costituzione di una task force tecnica, guidata dall’Assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi e dal Direttore Generale di Roma Capitale Albino Ruberti. Questo gruppo di lavoro, composto da agronomi, professionisti del settore e tecnici del Dipartimento Tutela Ambientale, ha avviato un’intensa attività di monitoraggio su tutto il filare di pini. Sono state eseguite oltre cinquanta prove di trazione statica, simulazioni che testano la resistenza degli alberi alle sollecitazioni del vento e la tenuta dei loro apparati radicali. I primi risultati, come comunicato dal Campidoglio, hanno evidenziato una situazione complessa: se da un lato è emersa la “possibilità di salvare parte delle alberature”, dall’altro si è resa evidente la necessità di procedere con interventi drastici per gli esemplari più a rischio.

Per un’analisi ancora più approfondita, la task force si avvarrà di tecnologie avanzate come il georadar e l’air spade. Questi strumenti permetteranno di ispezionare il sottosuolo senza danneggiare le radici, alla ricerca di eventuali cavità o criticità strutturali, spesso risultato di lavori stratificatisi nei decenni che potrebbero aver compromesso la stabilità degli alberi.

Le Cause dei Crolli: un Mix di Fattori

Il crollo di domenica è il terzo registrato in via dei Fori Imperiali nel giro di un mese, un dato che ha sollevato interrogativi e preoccupazioni. Secondo le prime valutazioni degli agronomi, tra le cause principali vi sarebbe l’eccessivo inzuppamento del terreno, dovuto alle piogge costanti delle ultime settimane. Un suolo saturo d’acqua perde la capacità di trattenere adeguatamente l’apparato radicale, rendendo gli alberi, soprattutto quelli di età avanzata e con chiome rigogliose, più vulnerabili. A questo si aggiungono l’età stessa dei pini, piantati a partire dagli anni ’30, e i possibili danni pregressi alle radici causati da interventi urbanistici passati.

Il pino crollato, un esemplare di circa 120 anni, era stato monitorato nel settembre 2025 e giudicato in condizioni di sicurezza “moderata” (classe B). Questo dettaglio ha acceso i riflettori sull’efficacia dei sistemi di monitoraggio e sulla necessità di un approccio sempre più scientifico e preventivo nella gestione del patrimonio arboreo urbano. Sulla vicenda la Procura di Roma ha avviato un’inchiesta per chiarire le cause dei recenti crolli.

Riapertura e Futuro dei Fori Imperiali

Via dei Fori Imperiali resta al momento interdetta al traffico veicolare e pedonale su indicazione dei Vigili del Fuoco. L’obiettivo del Campidoglio è procedere a una riapertura parziale, a partire dal lato di Largo Corrado Ricci, nella settimana del 16 febbraio. Questa mossa consentirebbe non solo una progressiva restituzione dell’area alla fruizione pubblica in piena sicurezza, ma anche la ripresa degli importanti cantieri del Pnrr e di Caput Mundi, come quello per la Metro C a Piazza Venezia.

In parallelo agli interventi di messa in sicurezza, è stato avviato un confronto tecnico per il futuro. Si discute della messa a dimora di nuovi pini che andranno a sostituire quelli abbattuti. La scelta delle nuove piante, della loro età e delle modalità di impianto sarà un processo condiviso tra amministrazione ed esperti, con l’obiettivo di trovare “soluzioni durature e coerenti con il contesto storico e archeologico” di un’area unica al mondo. Si vuole tutelare la “grande bellezza” dei pini che incorniciano il Colosseo, ma senza mai più compromettere la sicurezza.

Di veritas

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