Un “Supermarket della Droga” nel Cuore di Trieste
Una vasta e redditizia attività di spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti è stata smantellata nel cuore di Trieste grazie a una complessa operazione condotta dalla Polizia di Stato. Le indagini, iniziate nel settembre del 2025 e coordinate dal sostituto procuratore Marco Faion della Procura della Repubblica giuliana, hanno portato all’emissione di dieci ordinanze di misure cautelari da parte del G.I.P. del Tribunale di Trieste a carico di altrettanti cittadini di origine afghana e pakistana. Questi sono ritenuti responsabili, a vario titolo e in concorso tra loro, di aver messo in piedi un vero e proprio “supermarket della droga” che garantiva entrate illecite stimate tra i 60.000 e i 70.000 euro al mese.
L’epicentro dell’attività criminale era un appartamento situato nella centrale via Canova, a pochi passi dall’Ospedale Maggiore. L’immobile non era solo una base logistica, ma anche l’abitazione di alcuni degli indagati, trasformata in una centrale operativa attiva 24 ore su 24, sette giorni su sette.
Le Modalità dello Spaccio: un Flusso Incessante di Clienti
Il modus operandi del gruppo criminale era tanto semplice quanto efficace. I clienti, centinaia di persone di ogni età e ceto sociale, si recavano direttamente al terzo piano dello stabile a qualsiasi ora del giorno e della notte. Una volta giunti alla porta dell’appartamento, bussavano, ordinavano la sostanza desiderata – principalmente cocaina e hashish – e in pochi minuti venivano serviti. Per agevolare questo flusso continuo e indisturbato di acquirenti, il gruppo aveva persino danneggiato deliberatamente il portone d’ingresso del condominio, garantendo un accesso libero e costante. Le indagini della Squadra Mobile, supportate da appostamenti e videoriprese, hanno permesso di documentare l’impressionante numero di oltre 6.000 cessioni di droga, evidenziando la portata e la sfrontatezza dell’attività illecita.
Il Coinvolgimento dei Condomini e il Blitz delle Forze dell’Ordine
Un aspetto inquietante emerso dalle indagini è il pieno coinvolgimento di altri residenti dello stesso stabile. Alcuni condomini, alcuni dei quali già noti alle forze dell’ordine e destinatari di provvedimenti restrittivi, fornivano un contributo materiale e quotidiano all’organizzazione, detenendo la sostanza stupefacente per conto della banda o partecipando attivamente allo spaccio. Questa rete di complicità aveva trasformato l’intero edificio in una sorta di fortezza dello spaccio.
L’operazione che ha posto fine a questo business illegale ha visto l’impiego di un massiccio dispiegamento di forze: oltre 70 uomini della Polizia di Stato, coadiuvati dalle unità cinofile della Guardia di Finanza e della Polizia Locale. Durante il blitz e nel corso delle indagini sono stati effettuati importanti sequestri:
- Circa 7 kg di sostanze stupefacenti tra hashish e cocaina.
- Oltre 20.000 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.
- Una pistola giocattolo, probabilmente utilizzata a scopo intimidatorio.
Oltre alle dieci misure cautelari eseguite, il bilancio complessivo dell’inchiesta, denominata “Drug House”, conta 19 persone indagate e altri 7 arresti eseguiti in flagranza di reato durante i mesi di investigazione. Le perquisizioni si sono estese anche a un secondo appartamento in via Pascoli, utilizzato come magazzino per custodire droga, denaro e l’arma giocattolo.
