ROMA – L’Italia non potrà prendere parte al “Board of Peace” per la gestione della crisi a Gaza. A porre un punto fermo sulla questione è stato il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che, a margine del congresso del Partito Radicale a Roma, ha spiegato le ragioni di tale impossibilità. “Noi non possiamo partecipare al Board of peace perché c’è un limite costituzionale”, ha affermato Tajani, delineando un quadro giuridico preciso che impedisce al governo italiano di aderire all’iniziativa internazionale.

Il cuore del problema: un conflitto tra norme

Il nodo della questione, come spiegato dal titolare della Farnesina, risiede in un conflitto normativo di natura costituzionale. “L’articolo 11 della nostra Costituzione è in contrasto con l’articolo 9 dello Statuto [del Board of Peace, ndr]: per noi è insormontabile dal punto di vista giuridico”. L’articolo 11 della Costituzione italiana recita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”. Questo principio fondamentale dello Stato italiano si scontra con le disposizioni dello statuto del Board of Peace, che, secondo l’analisi del governo, imporrebbe vincoli e modalità di intervento non compatibili con il dettato costituzionale. La struttura del Board, infatti, accentrerebbe poteri decisionali significativi nelle mani della presidenza, attualmente statunitense, creando una asimmetria che viola la condizione di “parità tra gli Stati” richiesta dalla Costituzione italiana per cedere quote di sovranità.

Disponibilità alla cooperazione per la pace

Nonostante il “no” alla partecipazione formale al Board, il Ministro Tajani ha tenuto a sottolineare che l’Italia non intende sottrarsi alle proprie responsabilità nel processo di pacificazione in Medio Oriente. “Siamo sempre disponibili a parlare di iniziative che riguardano la pace, siamo pronti a fare la nostra parte anche a Gaza con la formazione della polizia”, ha precisato. Questa dichiarazione conferma l’orientamento del governo a contribuire attivamente alla stabilità della regione, valorizzando l’esperienza italiana in missioni di addestramento delle forze di polizia locali, un ambito in cui il Paese ha già dimostrato competenza in diversi teatri internazionali. Già nelle scorse settimane, infatti, era emersa la proposta da parte degli Stati Uniti di un coinvolgimento italiano proprio in questo specifico settore, senza la necessità di un contributo in termini di truppe.

Secondo alcune indiscrezioni, per superare l’impasse giuridico, il governo starebbe valutando la possibilità di una partecipazione con lo status di “osservatore”, una soluzione che permetterebbe all’Italia di essere presente e contribuire senza però assumere i vincoli di un membro a pieno titolo, potenzialmente in contrasto con la Costituzione.

Rapporti solidi con gli Stati Uniti

La decisione di non aderire al Board of Peace non incrina i rapporti con gli Stati Uniti. Tajani ha infatti ribadito la solidità delle relazioni transatlantiche: “I rapporti con gli Usa – ha aggiunto – sono molto positivi”. A conferma di ciò, il Ministro ha menzionato un recente colloquio con i senatori statunitensi J.D. Vance e Marco Rubio, avvenuto a Milano a margine degli eventi inaugurali delle Olimpiadi invernali. “Nel colloquio con Vance e Rubio ieri abbiamo ribadito le buone relazioni. E abbiamo ribadito qual è la nostra posizione”, ha concluso Tajani, sottolineando come la posizione italiana sia stata chiarita in modo trasparente agli alleati americani. L’incontro ha toccato diversi temi di politica internazionale, confermando l’ampia convergenza di vedute su sfide globali come la sicurezza energetica e la gestione delle catene di approvvigionamento di materie prime critiche.

Il contesto: il Congresso del Partito Radicale

Le dichiarazioni del Ministro Tajani sono state rilasciate durante il 43º Congresso del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, in corso a Roma. La scelta della location non è casuale e testimonia il dialogo costante tra le forze politiche su temi di rilevanza internazionale. Nel suo intervento, Tajani ha anche ricordato la storica collaborazione tra Forza Italia e il Partito Radicale, citando l’amicizia tra Silvio Berlusconi e Marco Pannella e confermando l’impegno a portare avanti battaglie comuni, come quella per una giustizia più equa.

Di veritas

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