Un fiume in piena. Così appare Maurizio Sarri nella conferenza stampa della vigilia, un appuntamento che precede la delicata trasferta all’Allianz Stadium contro la Juventus ma che trascende rapidamente i confini del campo. Le parole del tecnico della Lazio sono un concentrato di realismo, passione e frustrazione; un’analisi lucida e a tratti amara della complessa situazione che avvolge il mondo biancoceleste, sospeso tra un presente difficile e un futuro incerto.

“Non ho l’ossessione della vittoria, ma del sogno”

Il cuore del discorso di Sarri risiede in una frase che ne definisce l’essenza come uomo e come allenatore: “Io non ho l’ossessione della vittoria, ma del sogno sì”. È una dichiarazione d’intenti, una filosofia che si scontra con la pragmatica realtà del calcio moderno. Sarri non chiede trofei a ogni costo, ma la possibilità di costruire un percorso, di avere una squadra che possa accendere l’immaginazione dei tifosi e la sua. “Mi piacerebbe avere una squadra che mi possa far sognare, una squadra che mi lascia la sensazione di poter fare qualcosa di importante”, confessa, quasi a voler condividere un desiderio con quella stessa tifoseria che oggi contesta. Una visione che, ammette, al momento non è possibile realizzare, a causa di “grandi difficoltà per motivazioni varie”.

Sul suo futuro, l’allenatore toscano è chiaro ma non chiude nessuna porta. “C’è un contratto in essere, ho preso una decisione a inizio anno e vado avanti con quella decisione”, afferma, confermando l’intenzione di rispettare l’accordo. Tuttavia, aggiunge una postilla significativa: “Se non ci sono cose che possono far cambiare opinione alle due parti si può andare avanti”. Un modo per sottolineare che la permanenza è legata a una condivisione di vedute e di ambizioni che, al momento, sembra scricchiolare.

Un clima pesante: l’Olimpico vuoto e il blocco delle trasferte

Uno dei temi più sentiti toccati da Sarri è l’atmosfera che si respira attorno alla squadra. La protesta dei tifosi contro la presidenza Lotito ha portato a un Olimpico desolatamente vuoto, uno scenario che pesa sul morale della squadra. “La situazione è pesante, giocare in un Olimpico con 4.000 persone è dura”, ammette con amarezza il tecnico. “La speranza è che si ricomponga questa cosa perché abbiamo bisogno dei nostri tifosi”.

A questa difficile situazione interna si aggiunge il blocco delle trasferte imposto ai sostenitori laziali, una misura che Sarri critica con parole durissime. La definisce una “pena collettiva inconcepibile” e persino “incostituzionale”. “Il 90-95% dei nostri tifosi non ha fatto nulla ma non può venire a vedere la Lazio”, tuona l’allenatore, sottolineando l’ingiustizia di una punizione che colpisce indiscriminatamente. Per Sarri, questa è una “sconfitta delle istituzioni”, un segnale dell’incapacità di gestire l’ordine pubblico se non con “punizioni fantasiose”.

Il rapporto con la società: tra discussioni e divergenze

Interrogato sul suo rapporto con la dirigenza, Sarri non nasconde le difficoltà, pur mantenendo un tono professionale. Ammette di vivere la situazione “con discreta serenità”, ma riconosce l’esistenza di frizioni. “Nell’ambito lavorativo ci sono delle discussioni ma quello credo sia inevitabile”, spiega. La sua analisi si fa poi più profonda, descrivendo la dicotomia intrinseca a ogni club: “Ogni società ha due compartimenti, uno finanziario e uno sportivo, e farli contenti entrambi è quasi impossibile”.

Le sue parole lasciano trasparire una certa distanza rispetto alle scelte operate sul mercato, pur senza nominare direttamente nessuno. Alla domanda su un bilancio della sessione di trasferimenti, risponde in modo eloquente: “Io penso che quella di prima fosse una squadra più pronta, questa ha ragazzi che devono crescere”. Una valutazione che sembra divergere da quella espressa dalla società e che alimenta le speculazioni su una visione non pienamente condivisa del progetto tecnico.

Verso la Juventus: una sfida proibitiva

Nonostante il clima teso, l’attenzione deve ora spostarsi sul campo. La sfida contro la Juventus si preannuncia ardua. Sarri elogia la squadra bianconera, descrivendola come “solidissima” e dotata di un’intensità che non vedeva da tempo. “Giocare in quello stadio è complicato per tutti”, avverte, ma non parte sconfitto. Conclude con una massima che è un barlume di speranza in un momento buio: “L’unico aspetto positivo è che nel calcio a priori non vince nessuno”. Una frase che racchiude la speranza di una vittoria che possa, almeno per una notte, far tornare a sognare la sua Lazio.

Di nike

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