Chiavari (Genova) – La scena politica italiana si arricchisce di un nuovo protagonista. Il generale Roberto Vannacci ha ufficialmente dato vita al suo partito, “Futuro Nazionale”. L’annuncio è arrivato a margine di un incontro a Chiavari, in Liguria, dove l’eurodeputato ha confermato di aver registrato lo statuto del movimento presso un notaio. “Il partito è nato stamattina, ha emesso il primo vagito da un notaio di nostra scelta e già è un grande successo”, ha dichiarato Vannacci.
La genesi di un nuovo movimento politico
La formalizzazione della nascita di “Futuro Nazionale” rappresenta il culmine di un percorso iniziato settimane prima. Il simbolo del partito, caratterizzato da una fiamma o ala tricolore stilizzata su campo blu con il cognome del leader in evidenza, era stato depositato già lo scorso 24 gennaio. Questa mossa aveva alimentato le speculazioni su un imminente strappo con la Lega, partito con cui Vannacci era stato eletto al Parlamento Europeo e di cui era diventato vicesegretario federale. La rottura si è poi consumata nei primi giorni di febbraio, con Vannacci che ha lasciato il Carroccio e il gruppo dei Patrioti per l’Europa a Bruxelles, affermando di voler proseguire da solo per “combattere lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci”.
L’atto costitutivo dell’associazione è stato firmato in Toscana, secondo quanto si apprende, da un gruppo ristretto di cinque persone: oltre allo stesso Vannacci, che assumerà la carica di presidente, erano presenti il suo fedelissimo Massimiliano Simoni (consigliere regionale in Toscana, indicato come probabile coordinatore), i deputati Rossano Sasso ed Edoardo Ziello (entrambi ex Lega e ora nel Gruppo Misto) e Cristiano Romani, tra i fondatori del comitato ‘Il Mondo al Contrario’.
Identità e obiettivi: una “destra viva e forte”
Interrogato sul posizionamento del suo nuovo movimento, Vannacci non ha esitato a tracciare un parallelo ambizioso, ispirandosi alla figura di Charles de Gaulle. “La destra in Italia si è slavata e ha perso identità”, ha affermato, criticando indirettamente gli attuali partiti dell’area. “Io vorrei rappresentare una destra viva, forte”. L’obiettivo dichiarato è quello di aggregare “persone che vengono da qualsiasi orientamento, sia ideologico che politico”, inclusi “curiosi” ed “entusiasti” che vedono in “Futuro Nazionale” una risposta alle loro aspettative.
Le prime adesioni parlamentari, come quelle di Emanuele Pozzolo (ex Fratelli d’Italia) e dei già citati Sasso e Ziello, indicano una potenziale capacità di attrazione verso figure critiche o ai margini degli altri partiti di centrodestra. Il primo vero banco di prova, come dichiarato dallo stesso Vannacci, saranno le elezioni politiche del 2027.
Le sfide immediate: dal simbolo alle reazioni politiche
Il percorso di “Futuro Nazionale” non si preannuncia privo di ostacoli. Una delle prime “grane”, come è stata definita, riguarda proprio il nome e il simbolo del partito. L’associazione e think tank conservatore “Nazione Futura”, guidata da Francesco Giubilei, ha sollevato obiezioni per la somiglianza, presentando un’opposizione formale all’ufficio per la proprietà intellettuale dell’Unione Europea. Inoltre, è emerso che il marchio “Futuro Nazionale” era già stato depositato nel 2011 da Riccardo Mercante, ex consigliere regionale del M5S deceduto nel 2020. Sebbene il marchio originario non sembri essere stato rinnovato, la questione legale rimane un potenziale nodo da sciogliere.
Le reazioni del mondo politico non si sono fatte attendere. Durissimo il commento del leader della Lega, Matteo Salvini, che ha definito Vannacci un “ingrato”, chiudendo il capitolo della collaborazione. Anche altri esponenti di spicco del Carroccio, come il presidente del Veneto Luca Zaia e quello del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, hanno criticato aspramente la scelta del generale. Più caute le reazioni da Fratelli d’Italia, che osservano con attenzione l’evolversi della situazione, consapevoli che il nuovo soggetto politico potrebbe erodere consensi proprio nel loro elettorato di riferimento. I primi sondaggi, infatti, attribuiscono alla lista di Vannacci una percentuale di gradimento che si attesta intorno alla soglia di sbarramento, con un potenziale impatto significativo sugli equilibri interni al centrodestra.
Un nuovo assetto a destra?
La nascita di “Futuro Nazionale” introduce un elemento di forte dinamismo e potenziale instabilità nel panorama politico della destra italiana. La capacità di Vannacci di strutturare il partito sul territorio, di attrarre ulteriori figure politiche e, soprattutto, di trasformare la sua notorietà mediatica in un solido consenso elettorale saranno i fattori chiave per determinare il successo di questa nuova avventura. La sua discesa in campo da leader autonomo ridisegna i rapporti di forza e apre una competizione diretta con i suoi ex alleati, in particolare con Fratelli d’Italia e la Lega, su temi identitari, di sicurezza e immigrazione.
