Un dialogo tra le arti per riscoprire la Storia

L’Emilia-Romagna si prepara ad accogliere un evento culturale di straordinaria levatura: “Attraversando quei corpi: Moro e Pasolini, i fantasmi della nostra Storia”. Si tratta di un progetto speciale, ideato e meticolosamente curato dall’attore e regista Fabrizio Gifuni, che si dispiegherà tra Bologna e Modena dal 30 marzo al 10 maggio. Realizzata da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale e dalla Cineteca di Bologna, in collaborazione con la Sala Truffaut di Modena, l’iniziativa si propone di creare un ponte tra il linguaggio teatrale e quello cinematografico per esplorare le complesse eredità di due figure emblematiche del Novecento italiano, Aldo Moro e Pier Paolo Pasolini.

Come sottolinea lo stesso Gifuni, “I corpi insepolti di Pier Paolo Pasolini e Aldo Moro occupano da circa mezzo secolo il palcoscenico della nostra storia di ombre”. È da questa potente immagine che prende le mosse un percorso multidisciplinare volto a indagare il “prima” e il “dopo” Moro e Pasolini, due figure che, con la loro tragica scomparsa, hanno segnato uno spartiacque nella coscienza collettiva del Paese. L’intento è quello di utilizzare il potere evocativo del teatro e del cinema per “riportare in vita, nel buio della sala, ombre e fantasmi della nostra Storia”, offrendo al pubblico strumenti critici per comprendere il presente attraverso una rilettura attenta del passato.

Il cuore pulsante del progetto: gli spettacoli di Fabrizio Gifuni

Al centro della manifestazione si collocano due spettacoli teatrali che rappresentano un punto cardine nella ricerca artistica di Fabrizio Gifuni. Opere a cui l’attore ha dedicato anni di studio e passione, e che incarnano la profondità della sua indagine su queste due personalità così diverse eppure così intimamente legate al destino del Paese.

  • “Il male dei ricci – Ragazzi di vita e altre visioni”: uno spettacolo dedicato al corpo poetico e politico di Pier Paolo Pasolini. A quasi vent’anni dal debutto del celebre ‘Na specie de cadavere lunghissimo, Gifuni torna a confrontarsi con l’universo pasoliniano attraverso una nuova drammaturgia che intreccia la rilettura del romanzo d’esordio “Ragazzi di vita” con altri scritti come poesie, lettere ed editoriali. Un’immersione nella lingua e nella visione del mondo di Pasolini, per restituirne la voce inquieta e ancora oggi potentemente “in direzione ostinata e contraria”.
  • “Con il vostro irridente silenzio – Studio sulle lettere dalla prigionia e sul memoriale di Aldo Moro”: un lavoro doloroso e ostinato che porta in scena gli scritti dello statista democristiano durante i 55 giorni del suo sequestro. Attraverso un’attenta drammaturgia, Gifuni dà voce alle lettere e al memoriale, un “fiume di parole inarrestabile che si cercò subito di arginare, silenziare, mistificare, irridere”. Lo spettacolo si confronta con il corpo di Moro come “spettro che ancora occupa il palcoscenico della nostra storia di ombre”, restituendo la nudità e la complessità di un pensiero politico e umano altissimo.

Questi due intensi lavori teatrali saranno in scena al Teatro Storchi di Modena dal 15 al 19 aprile e successivamente all’Arena del Sole di Bologna dal 6 al 10 maggio, offrendo al pubblico un’occasione unica per un confronto diretto e commovente con le parole e i pensieri di Moro e Pasolini.

Cinema e incontri: un percorso di visione e riflessione

A corollario degli spettacoli, il progetto si arricchisce di una densa programmazione che unisce cinema e dibattito, costruendo un percorso di visione e riflessione sugli anni Settanta e Ottanta. Saranno proposti dodici film – quattro documentari e otto opere di finzione – proiettati tra il prestigioso Cinema Modernissimo di Bologna e la Sala Truffaut di Modena. La rassegna cinematografica includerà titoli significativi come Romanzo di una strage, Il caso Moro, Todo modo e si concluderà simbolicamente il 30 aprile con la maratona di Esterno notte di Marco Bellocchio.

Parallelamente, un ciclo di otto incontri vedrà la partecipazione di storici, giornalisti, registi e scrittori, testimoni diretti e studiosi di quel periodo storico. Il programma si inaugurerà lunedì 30 marzo al Cinema Modernissimo con l’incontro “70/’80, l’Italia cambia volto”, che vedrà dialogare il giornalista Enrico Deaglio e lo stesso Fabrizio Gifuni, seguito dalla proiezione del documentario “12 dicembre” (1972) di Pier Paolo Pasolini e Giovanni Bonfanti. Tra gli altri illustri ospiti che animeranno i dibattiti successivi figurano nomi come Miguel Gotor, Francesca Comencini, Anna Negri, Marco Damilano, Benedetta Tobagi, Andrea Speranzoni e Daniele Piccione, che offriranno diverse angolazioni per attraversare questi due cruciali decenni della storia italiana.

Questa fitta trama di appuntamenti è pensata per offrire al pubblico non una semplice commemorazione, ma un’analisi critica e approfondita, capace di illuminare le zone d’ombra del nostro passato e di interrogare le fragilità del nostro presente. Un’operazione culturale necessaria, che invita a non dimenticare e a continuare a cercare la verità, proprio come auspicato dalle voci profetiche di Moro e Pasolini.

Di euterpe

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