ROMA – L’avvio dei cantieri per il Ponte sullo Stretto di Messina slitta al 2026. A confermarlo è stato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, durante un intervento a ‘Mattino 24’ su Radio24. Il vicepremier ha precisato che l’iter per la realizzazione della grande opera “non è azzerato”, ma ha subito un rallentamento a causa di alcuni rilievi sollevati dalla Corte dei Conti. Questo imprevisto ha spostato l’obiettivo temporale, originariamente fissato per il 2025, costringendo il governo a un supplemento di istruttoria e a un confronto con la Commissione Europea.
I RILIEVI DELLA CORTE DEI CONTI E LA RISPOSTA DEL GOVERNO
Lo stop temporaneo è arrivato in seguito alla decisione della Sezione centrale del controllo di legittimità della Corte dei conti che, a novembre 2025, ha negato il visto e la registrazione alla delibera del CIPESS (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile) relativa al progetto. I rilievi dei magistrati contabili hanno evidenziato la necessità di approfondire diversi aspetti, tra cui l’aggiornamento del piano economico-finanziario e le procedure ambientali.
In risposta a queste osservazioni, il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto-legge per “garantire il tempestivo completamento dell’iter approvativo”. Questo provvedimento, come spiegato da Palazzo Chigi, mira a coordinare le amministrazioni competenti, disciplinare gli adempimenti istruttori e acquisire i pareri necessari, tra cui quello del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e dell’Autorità di regolazione dei trasporti. “Noi che siamo rispettosi abbiamo portato in Cdm e porteremo avanti i rilievi e le interlocuzioni con la Commissione Ue”, ha dichiarato Salvini, sottolineando la volontà del governo di seguire scrupolosamente tutte le indicazioni ricevute.
LA NUOVA ROADMAP E LE TEMPISTICHE
Nonostante il rinvio, il Ministro Salvini si è mostrato fiducioso, affermando: “Io sono pronto domani. Conto che sia questione di mesi e non di più” per ottenere i pareri tecnici necessari e dare il via ai lavori. Il nuovo iter prevede che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti assuma un ruolo centrale nel coordinamento di tutte le attività. Sarà compito del dicastero guidato da Salvini gestire l’aggiornamento del piano economico-finanziario della società Stretto di Messina S.p.A., acquisire il parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti sulle tariffe di pedaggio e preparare la documentazione per il dialogo con la Commissione europea, al fine di assicurare la piena compatibilità del progetto con le normative comunitarie.
Il cronoprogramma originale, che prevedeva il completamento dell’opera entro il 2032, subirà inevitabilmente delle modifiche. Secondo alcune analisi, lo slittamento dell’avvio dei cantieri potrebbe posticipare la conclusione dei lavori di almeno due anni. Inoltre, il rinvio ha avuto un impatto anche sulla programmazione finanziaria, con risorse inizialmente previste per il 2026 che verranno riassegnate in anni successivi.
LE REAZIONI POLITICHE
Le dichiarazioni di Salvini hanno suscitato reazioni contrastanti nel panorama politico. Mentre la maggioranza difende la scelta come un “atto di responsabilità” per adeguarsi alle prescrizioni della magistratura contabile, le opposizioni si mostrano critiche. Esponenti di Alleanza Verdi Sinistra, come Angelo Bonelli, hanno contestato i continui rinvii, sollevando dubbi sulla fattibilità del progetto attuale, ritenuto obsoleto e in contrasto con le normative ambientali europee. Anche il Partito Democratico ha espresso perplessità, annunciando un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti sull’impatto delle nuove disposizioni sul cronoprogramma di spesa e sulla gestione delle risorse.
Inizialmente, il governo aveva ipotizzato la nomina di un commissario straordinario, nella figura dell’amministratore delegato della Stretto di Messina S.p.A., Pietro Ciucci, per accelerare l’iter. Tuttavia, a seguito del confronto con il Quirinale e per rispettare appieno i poteri di controllo della Corte dei Conti, questa opzione è stata accantonata, riportando tutte le competenze in capo al Ministero.
UN’OPERA STRATEGICA TRA SFIDE E PROSPETTIVE
Il Ponte sullo Stretto di Messina rimane un’opera al centro del dibattito pubblico e politico italiano, un progetto ambizioso che mira a diventare il ponte a campata unica più lungo del mondo. La sua realizzazione promette di essere un volano per lo sviluppo economico del Sud Italia, migliorando i collegamenti e l’efficienza dei trasporti tra la Sicilia e il resto del continente. Tuttavia, il percorso verso la sua costruzione si conferma complesso e irto di ostacoli burocratici, tecnici e finanziari. Il governo ora punta al 2026 per l’apertura dei cantieri, una nuova tappa in una storia progettuale lunga decenni, con la speranza di trasformare finalmente il progetto in realtà.
