A un decennio esatto da uno dei casi di cronaca che più hanno scosso l’opinione pubblica italiana, l’omicidio dell’insegnante Gloria Rosboch, il cinema torna a farsi specchio della realtà per elaborarne il lutto e scandagliarne le complesse implicazioni umane. Arriva nelle sale italiane il 12 febbraio “La Gioia”, il nuovo lungometraggio di Nicolangelo Gelormini, un’opera che, pur prendendo le mosse dal tragico evento, se ne distacca per diventare una parabola universale sulla fragilità dei sentimenti e sulla spietata violenza che può nascere dal vuoto emotivo.
Presentato con successo alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia e reduce da un tour in numerosi festival internazionali, dove ha raccolto consensi e premi prestigiosi come quelli per la Miglior Regia e il Miglior Attore (a Saul Nanni) al Festival di Mar de la Plata, “La Gioia” si preannuncia come uno dei film italiani più significativi della stagione.
Dal fatto di cronaca alla trasfigurazione cinematografica
La vicenda reale risale al gennaio 2016, quando Gloria Rosboch, una professoressa di francese di 49 anni di Castellamonte, nel Canavese, fu brutalmente uccisa. L’assassino era un suo ex allievo, Gabriele Defilippi, che l’aveva prima sedotta e poi truffata, sottraendole 187.000 euro con la promessa di una vita insieme. Un crimine premeditato, freddo, che rivelò un abisso di manipolazione e crudeltà. La vicenda giudiziaria si è conclusa con la condanna definitiva a 30 anni per Defilippi e a 18 anni e 9 mesi per il suo complice, Roberto Obert.
Il film di Gelormini, basato sull’opera teatrale “Se non sporca il mio pavimento” di Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori, non intende essere una cronaca giudiziaria, ma una rielaborazione artistica che scava nelle psicologie dei personaggi, ribattezzati con nomi di fantasia. La protagonista è Gioia (interpretata da una straordinaria Valeria Golino), un’insegnante cinquantenne, timida e solitaria, la cui esistenza è confinata tra le mura della casa in cui vive con gli anziani e oppressivi genitori. La sua vita, vissuta più attraverso i libri che nel mondo reale, viene sconvolta dall’incontro con Alessio (Saul Nanni), un suo giovane studente che usa il proprio fascino e il proprio corpo per irretire le persone e ottenere denaro, spinto da un disperato desiderio di riscatto sociale e sostenuto dalla tacita complicità della madre (Jasmine Trinca) e di un ambiguo amico di famiglia (Francesco Colella).
Un’analisi spietata della solitudine e della manipolazione
Il rapporto che si instaura tra Gioia e Alessio è un legame proibito, un incontro tra due solitudini abissali che si riconoscono e, per un attimo, sembrano trovare l’una nell’altra una via di fuga. Gelormini, con rigore formale e una fotografia livida che sottolinea l’alienazione dei personaggi, mette in scena un dramma della diseducazione sentimentale. Alessio costruisce attorno a Gioia una ragnatela di attenzioni che la portano a innamorarsi perdutamente, facendo leva su una vulnerabilità che, inizialmente, scuote anche lui. Tuttavia, il desiderio di denaro e una profonda incapacità di amare lo spingono su un sentiero di distruzione, cancellando l’unica persona che forse lo abbia mai amato veramente.
Valeria Golino, che è stata anche una delle promotrici del progetto, offre un’interpretazione intensa e misurata, incarnando la “invisibilità” esteriore di Gioia e unendo la propria anima alla sua, in un ritratto totalmente privo di giudizio. “Era talmente importante per me raccontare questa vicenda da aver valutato all’inizio di farne anche la regia“, ha dichiarato l’attrice, sottolineando come l’incontro con il regista Nicolangelo Gelormini le abbia permesso di entrare nella storia da interprete in un modo completamente nuovo e profondo.
Produzione e riconoscimenti
“La Gioia” è una produzione di HT Film, Indigo Film e Vision Distribution, in collaborazione con Sky. La sceneggiatura, firmata da Giuliano Scarpinato e Benedetta Mori, ha vinto il prestigioso Premio Franco Solinas nel 2021. Il film, girato in Piemonte con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte, sarà distribuito nelle sale da Vision Distribution a partire da giovedì 12 febbraio. Per l’occasione, è prevista un’anteprima speciale a Torino mercoledì 11 febbraio al Cinema Romano, alla presenza del regista e del cast.
Attraverso una narrazione che evita il sensazionalismo della cronaca, “La Gioia” si propone come una riflessione amara e necessaria sulla radicale privazione del contatto umano e sull’assoluta mancanza di compassione che possono avvelenare l’esistenza, trasformando la ricerca d’amore in una tragedia annunciata.
