La Serie A si conferma un campionato ad altissima tensione, un’arena dove la pazienza è merce rara e la panchina un sedile eiettabile. L’ultimo a farne le spese è stato Paolo Zanetti, sollevato dall’incarico di allenatore dell’Hellas Verona il 2 febbraio 2026. Una decisione quasi inevitabile, maturata dopo il pesante 4-0 subito a Cagliari che ha relegato gli scaligeri all’ultimo posto in classifica con soli 14 punti, a pari merito con il Pisa. Quello di Zanetti è il sesto esonero di una stagione che non ha ancora superato il giro di boa, un dato che testimonia la frenesia e la pressione che governano il nostro calcio. Da Torino a Firenze, passando per Genova e Bergamo, nessun progetto tecnico sembra più al sicuro.
Questo fenomeno, una vera e propria “strage” di allenatori, non è solo una sequenza di avvicendamenti, ma lo specchio delle fragilità, delle ambizioni deluse e delle scommesse audaci dei club italiani. Analizziamo nel dettaglio ogni singola situazione per comprendere le dinamiche che hanno portato a decisioni così drastiche.
Verona, Zanetti paga l’ultimo posto: guida ad interim a Sammarco
Per Paolo Zanetti, la sconfitta in terra sarda è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. L’Hellas Verona, fermo a una sola vittoria in campionato ottenuta il 7 novembre, da quel giorno ha raccolto appena 5 pareggi in 12 giornate, sprofondando in una crisi di risultati e di gioco. La società, con una nota ufficiale, ha comunicato l’esonero ringraziando il tecnico per il lavoro svolto in una stagione e mezza, affidando temporaneamente la squadra a Paolo Sammarco, allenatore della Primavera. Una soluzione interna per tentare di dare una scossa immediata all’ambiente in vista dello scontro diretto, quasi uno spareggio, proprio contro il Pisa.
Un’eco dalla Serie B: l’addio di Gilardino a Pisa
Sebbene il testo del nostro competitor citi il Pisa come squadra di Serie A, è doveroso precisare, per onestà intellettuale e rispetto dei nostri lettori, che i toscani militano nel campionato di Serie B. Tuttavia, la situazione ricalca fedelmente quella del Verona. Anche Alberto Gilardino è stato esonerato il primo febbraio, all’indomani della sconfitta contro il Sassuolo, con la squadra ultima a 14 punti. Una decisione sofferta, come ammesso dalla stessa società, che ha individuato nel giovane tecnico svedese Oscar Hiljemark, 33 anni, la figura per tentare una difficilissima rimonta salvezza, facendogli firmare un contratto fino al 2027.
Atalanta, finisce l’era Juric: la scommessa Palladino per tornare in Europa
Risalendo al 10 novembre 2025, troviamo uno degli esoneri più significativi: quello di Ivan Juric da parte dell’Atalanta. Arrivato in estate per raccogliere la pesantissima eredità di Gian Piero Gasperini, il tecnico croato non è riuscito a dare la sua impronta alla squadra. Dopo appena 11 giornate, con la Dea crollata al 13° posto con 13 punti e reduce da un pesante 0-3 interno contro il Sassuolo, la dirigenza ha deciso per il cambio. Al suo posto è stato chiamato Raffaele Palladino, reduce dall’esperienza alla Fiorentina. Una scelta che, ad oggi, sta pagando i dividendi: Palladino ha ridato credibilità al progetto, riportando i bergamaschi a lottare per un posto in Europa e valorizzando una rosa costruita per altri principi di gioco.
Fiorentina in ‘horror’: via Pioli, la speranza si chiama Vanoli
Pochi giorni prima di Juric, a lasciare una panchina importante era stato Stefano Pioli. La sua seconda avventura alla Fiorentina si è conclusa il 4 novembre, con la squadra viola relegata all’ultimo posto con soli 4 punti in 9 partite. Una stagione fin qui da incubo per i tifosi gigliati, che ha spinto il presidente Rocco Commisso a una decisione drastica. Dopo un breve interregno di Daniele Galloppa, la guida tecnica è stata affidata a Paolo Vanoli, arrivato dopo aver risolto il suo contratto con il Torino, con il difficile compito di risollevare una squadra in profonda crisi di identità e risultati.
Genoa, la rivoluzione De Rossi dopo il flop Vieira
L’inizio di novembre è stato un mese di fuoco per le panchine di Serie A. Il 1° novembre il Genoa ha comunicato l’esonero di Patrick Vieira. L’allenatore francese ha pagato un avvio disastroso, con la squadra ultima in classifica con appena 3 punti. Per dare una svolta, la società rossoblù ha puntato su un nome di grande impatto mediatico e carismatico: Daniele De Rossi. L’ex capitano della Roma, dopo l’esperienza sulla panchina giallorossa, ha accettato la sfida di riportare entusiasmo e, soprattutto, punti a un ambiente depresso dai risultati negativi.
Juventus, il primo scossone: Tudor paga, arriva Spalletti
Il primo a cadere, in questa stagione, era stato Igor Tudor sulla panchina della Juventus. L’esonero, datato 27 ottobre 2025, è arrivato dopo l’ottava giornata, con i bianconeri all’ottavo posto e un’astinenza da vittorie che durava da quasi due mesi. Fatale per il tecnico croato è stata la sconfitta contro la Lazio, la terza consecutiva contando anche la Champions League. Una mossa forte da parte della dirigenza, che per raddrizzare la stagione ha deciso di affidarsi a un profilo di massima esperienza e garanzia: l’ex Commissario Tecnico della Nazionale, Luciano Spalletti, annunciato ufficialmente il 30 ottobre. Con lui, la Juventus ha ritrovato solidità e risultati, tornando in piena corsa per un posto in Champions League.
