Bergamo – Un muro invalicabile a difesa della porta, un leader silenzioso che trasmette sicurezza all’intera squadra. Marco Carnesecchi si prende la scena alla vigilia di Atalanta-Juventus, quarto di finale di Coppa Italia in programma domani sera al Gewiss Stadium. Con la freddezza di un veterano e la fame di chi vuole conquistare il mondo, il portiere riminese classe 2000 analizza la sfida ai bianconeri, reduce da una prestazione monumentale in campionato che lo ha visto eroe assoluto nel pareggio a Como.
Una Coppa senza Pressione, ma con una Fame da Lupi
L’Atalanta e la Coppa Italia, una storia di amore e odio, fatta di cavalcate esaltanti e finali amare. Tre gli atti conclusivi raggiunti dal 2019, tutti persi, di cui due proprio contro la Juventus nel 2021 e nel 2024. Ferite che potrebbero pesare sul morale di chiunque, ma non su quello di Carnesecchi e della Dea. “Non sentiamo la pressione degli anni scorsi perché guardiamo avanti, ma abbiamo una grande voglia di passare il turno”, ha dichiarato con fermezza il portiere a Sport Mediaset. Parole che suonano come un manifesto programmatico: il passato è archiviato, conta solo il presente e la voglia di alzare finalmente un trofeo. “Ci aspetta una partita molto importante contro una squadra fortissima. Per noi la Coppa è un obiettivo molto importante”, ha aggiunto, sottolineando la concentrazione massima richiesta per l’impegno.
L’Eroe di Como: Istinto, Studio e Lettura del Corpo
Per caricarsi, a Carnesecchi basta riavvolgere il nastro all’ultima giornata di campionato. A Como, l’Atalanta ha strappato un punto preziosissimo (0-0) giocando quasi tutta la partita in dieci uomini per l’espulsione di Ahanor dopo appena 8 minuti. Un punto che porta la sua firma, anzi, i suoi guantoni. Dopo una serie di interventi prodigiosi, ha compiuto il capolavoro al 97′, ipnotizzando Nico Paz dal dischetto e parando un rigore che sembrava una condanna. “Gli studi sugli avversari fino al giorno prima non contano, bisogna leggere il linguaggio del corpo di chi tira e aspettare l’ultimo momento”, ha svelato, spiegando la sua filosofia tra i pali in quelle situazioni di massima tensione.
Una freddezza glaciale che si unisce a una preparazione meticolosa. “C’è tanto studio dietro, si fanno riunioni proprio per questo prima della partita. Poi certo, al 95′ subentra anche l’istinto”. Ma la sua partita al “Sinigaglia” non è stata solo il rigore parato. “Sono stati importantissimi anche i due interventi su Ramon, uno per tempo, anche per dare sicurezza e fiducia ai compagni”. Interventi che, come sottolineato da lui stesso, “fanno crescere e fanno prendere consapevolezza”. Un monito, però, è d’obbligo: “Dobbiamo subito cancellare la grande prestazione di Como per giocare concentrati e non con la testa fra le nuvole”.
Obiettivo Azzurro: I Playoff Mondiali con Spalletti
Le prestazioni di altissimo livello di Carnesecchi non sono passate inosservate ai piani alti del calcio italiano. Il suo nome è ormai fisso nel giro della Nazionale maggiore, con il Commissario Tecnico Luciano Spalletti che lo ha già convocato in più occasioni. Il portiere dell’Atalanta non nasconde il suo grande sogno: essere protagonista con la maglia azzurra. L’occasione più importante è alle porte: i playoff per la qualificazione ai Mondiali del 2026.
“Il mister è bravo nella gestione del gruppo, sta creando una grande famiglia”, ha affermato Carnesecchi, evidenziando l’ottimo clima creato da Spalletti. L’appuntamento cruciale è fissato per marzo. L’Italia affronterà in semifinale l’Irlanda del Nord, in una sfida secca che si disputerà proprio a Bergamo, al Gewiss Stadium, il prossimo 26 marzo. Un’emozione doppia per il portiere nerazzurro. “Dobbiamo farci trovare pronti all’appuntamento. Noi al Mondiale ci vogliamo andare”. Un grido di battaglia che unisce le ambizioni del club a quelle di un’intera nazione, con Marco Carnesecchi pronto a erigere il suo muro per difendere i sogni dell’Atalanta e dell’Italia.
