Il Centro Tecnico Federale di Coverciano, tempio del calcio italiano, ha ospitato oggi, lunedì 2 febbraio 2026, la 34esima edizione della cerimonia di premiazione della Panchina d’Oro. In una giornata che ha celebrato l’eccellenza tattica nostrana, con Antonio Conte che ha conquistato il suo quinto trofeo per la Serie A, un riconoscimento speciale ha illuminato la carriera di Enzo Maresca. L’ex tecnico del Chelsea è stato insignito della Panchina d’Oro Speciale per i prestigiosi successi internazionali ottenuti nella passata stagione alla guida dei ‘Blues’: la vittoria della Conference League e del Mondiale per Club.
Maresca, presente a Coverciano anche per tenere una lezione al tradizionale corso di aggiornamento per allenatori, ha colto l’occasione non solo per ritirare il premio, ma anche per lanciare una riflessione tanto lucida quanto preoccupata su una delle tematiche più dibattute nel calcio contemporaneo: il sovraccarico di partite e le sue inevitabili conseguenze sulla salute degli atleti.
“O ti adatti, oppure non alleni”: il duro monito di Maresca
“Cosa penso del fatto che si gioca troppo? O ti adatti oppure non alleni o non fai il giocatore”. La dichiarazione di Maresca, diretta e senza filtri, va dritta al cuore del problema. L’allenatore campano ha sottolineato come la realtà attuale imponga ritmi insostenibili, portando come esempio diretto la sua recente esperienza londinese: “La realtà è che ci sono sempre più partite: con il Chelsea, disputando il Mondiale per Club, non abbiamo fatto vacanze, ritiro, tutto è conseguenza”.
Parole che trovano un riscontro oggettivo e allarmante in dati recenti. Maresca ha infatti citato uno studio della FIFA che getta un’ombra inquietante sul nesso tra il numero di impegni e gli infortuni. “Qualche giorno fa è uscito uno studio della Fifa che indicava nel Chelsea e nel Psg le squadre con più infortuni, guarda caso le finaliste della World Cup. Insomma, o ti adatti oppure fai fatica”, ha ribadito con forza. Una correlazione che, secondo diverse analisi, è apparsa evidente nel corso della stagione, con entrambe le finaliste del Mondiale per Club costrette a fare i conti con un’infermeria costantemente affollata.
L’orgoglio italiano e il futuro: “La Serie A è sempre interessante”
Nonostante la recente e discussa conclusione del suo rapporto con il Chelsea, Maresca ha espresso grande orgoglio per il premio ricevuto, vedendolo come un attestato di stima per l’intera scuola di allenatori italiani. “Rappresentare la scuola italiana degli allenatori all’estero è una responsabilità e un onore, fuori dai confini godiamo di tanto rispetto”, ha affermato, sottolineando come spesso in patria non si percepisca appieno il valore del movimento.
Interrogato su un suo possibile ritorno nel nostro campionato, l’allenatore non ha chiuso la porta, pur manifestando apprezzamento per il suo percorso professionale all’estero. “Il campionato di Serie A è sempre interessante, combattuto. Non ho detto che non tornerò, solo che ormai sono all’estero da 7-8 anni e mi trovo bene: vedremo”. Un futuro ancora da scrivere, dunque, per uno dei tecnici italiani più apprezzati a livello internazionale.
La cerimonia ha visto anche l’intervento del presidente della FIGC, Gabriele Gravina, che ha lodato l’iniziativa della Panchina d’Oro come “un premio che dà grande orgoglio al movimento, è bello vedere tanti tecnici scambiarsi le proprie esperienze e la propria passione”. Un momento di confronto e celebrazione, che quest’anno è stato anche teatro di una riflessione critica e necessaria sul futuro dello sport più amato al mondo, sempre più schiavo di un calendario che rischia di logorare i suoi protagonisti principali.
