PISA – Il cielo sopra l’Arena Garibaldi si è fatto improvvisamente plumbeo. La sconfitta interna per 1-3 contro il Sassuolo non è stata solo un passo falso, ma la goccia che ha fatto traboccare un vaso colmo di tensioni e risultati deludenti. Nella tarda serata di ieri, dopo ore di febbrile attesa e un lungo confronto tra i vertici societari, è arrivata la notizia che era nell’aria: Alberto Gilardino non è più l’allenatore del Pisa Sporting Club. La decisione, definita dal club “umanamente e professionalmente sofferta”, certifica lo stato di crisi profonda di una squadra costruita con ambizioni importanti ma che ora si ritrova a navigare in acque agitate.
CRONACA DI UNA ROTTURA ANNUNCIATA
Il clima era teso già al triplice fischio della partita contro i neroverdi. Un match che ha messo a nudo tutte le fragilità di un Pisa apparso senza identità, incapace di reagire e con una difesa disastrosa. La dirigenza, guidata dal presidente Giuseppe Corrado, si è immediatamente chiusa in un vertice con l’area sportiva. Nel frattempo, un insolito e significativo silenzio stampa è stato imposto a tutta la squadra, un segnale inequivocabile che qualcosa di importante stava accadendo. Nessun tesserato ha incontrato i giornalisti, lasciando spazio a speculazioni e a un’attesa carica di nervosismo.
La posizione del tecnico campione del mondo nel 2006, oggi in tribuna per squalifica, era apparsa a rischio da subito. Le ultime prestazioni, e in particolare il pesante passivo subito, hanno reso inevitabile una riflessione da parte della società. L’esonero di Gilardino è il sesto negli ultimi nove anni della gestione Corrado, un dato che testimonia le alte aspettative ma anche le difficoltà nel trovare una stabilità tecnica duratura.
AMPIEZZA DELLA CRISI: NON SOLO RISULTATI
La crisi del Pisa non nasce solo dai risultati negativi. La società, spinta dalla proprietà americana, ha investito in modo significativo sul mercato per allestire una rosa competitiva, con l’obiettivo di lottare per le posizioni di vertice della Serie A. Questo impegno economico, tuttavia, non ha trovato finora un riscontro adeguato sul campo. La squadra, pur ricca di talento, è apparsa spesso slegata e priva di un’anima combattiva, come evidenziato dalla fragile reazione nei momenti di difficoltà contro il Sassuolo.
L’analisi post-partita è stata impietosa: poco cinismo, troppi errori individuali, una difesa colabrodo e soluzioni offensive limitate. Un quadro preoccupante che ha spinto la dirigenza a un cambio di rotta drastico, ritenuto necessario per tentare di invertire la tendenza prima che la stagione risulti irrimediabilmente compromessa.
E ADESSO? CORSA CONTRO IL TEMPO PER IL SUCCESSORE
Con l’esonero di Gilardino, si apre ora il toto-allenatore. La società è chiamata a una scelta rapida e oculata, poiché il calendario non concede tregua. All’orizzonte c’è infatti uno scontro diretto cruciale in trasferta contro l’Hellas Verona, un appuntamento da non fallire per non sprofondare ulteriormente in classifica. Le prossime ore saranno decisive per comunicare il nome del nuovo responsabile tecnico che avrà il difficile compito di risollevare il morale di uno spogliatoio scosso e di ridare un’identità tattica a una squadra che sembra averla smarrita. La piazza pisana, che solo pochi anni fa sognava la Serie A dopo 34 anni di attesa, ora trattiene il fiato, sperando che questa scossa possa essere l’inizio di una vera rinascita.
