Una forte esplosione ha scosso la città portuale di Bandar Abbas, nel sud dell’Iran, nella giornata di sabato 31 gennaio 2026, causando il crollo parziale di un edificio residenziale e un bilancio, ancora provvisorio, di vittime e feriti. L’incidente, avvenuto in un palazzo di otto piani situato nel vivace Moallem Boulevard, ha immediatamente mobilitato le squadre di soccorso e i vigili del fuoco, mentre le autorità locali hanno avviato le indagini per chiarire la dinamica dei fatti.
La dinamica dell’incidente e il bilancio delle vittime
Secondo le prime ricostruzioni fornite dai media statali iraniani, la deflagrazione ha completamente distrutto due piani dell’edificio, proiettando detriti nell’area circostante e danneggiando gravemente veicoli e negozi adiacenti. L’impatto è stato devastante: le immagini diffuse mostrano la facciata del palazzo squarciata e i soccorritori al lavoro tra le macerie.
Il bilancio delle vittime è stato oggetto di aggiornamenti continui nel corso delle ore. Le fonti ufficiali, tra cui Mehrdad Hassanzadeh, direttore generale della Gestione delle Crisi del Governatorato di Hormozgan, hanno confermato la morte di almeno una persona, identificata come una bambina di 4 anni, e il ferimento di altre 14 persone. I feriti sono stati prontamente trasportati negli ospedali della zona per ricevere le cure necessarie. I soccorritori sono riusciti a estrarre vive dalle macerie almeno due persone, tra cui un bambino di 3 anni e una donna.
L’ipotesi della fuga di gas e le smentite ufficiali
La causa dell’esplosione è stata rapidamente attribuita a una fuga di gas. Il capo dei vigili del fuoco di Bandar Abbas, Mohammad Amin Liaqat, ha dichiarato che le indagini preliminari indicano chiaramente l’accumulo di gas come fattore scatenante. Questa versione è stata ribadita da diverse agenzie di stampa iraniane, nel tentativo di circoscrivere l’evento a un tragico incidente domestico.
Tuttavia, il contesto di forte tensione regionale ha dato adito a speculazioni e voci alternative, circolate principalmente sui social media. Alcune fonti non ufficiali avevano ipotizzato che l’esplosione potesse essere un attacco mirato contro Alireza Tangsiri, comandante della Marina delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC). Queste notizie sono state prontamente e categoricamente smentite dall’agenzia di stampa Tasnim, affiliata all’IRGC, che le ha definite “completamente false” e parte di una “operazione psicologica anti-iraniana”. Anche Israele ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’incidente.
Un contesto di alta tensione
L’incidente di Bandar Abbas non è stato un evento isolato. Nelle stesse ore, un’altra esplosione, anch’essa attribuita a una fuga di gas, ha causato la morte di cinque persone in un complesso residenziale ad Ahvaz, nel sud-ovest del Paese. Altre deflagrazioni minori sono state segnalate in diverse località, alimentando un clima di allarme generale.
Questi eventi si inseriscono in un quadro geopolitico estremamente delicato. Bandar Abbas non è una città qualunque: è il principale porto commerciale e la più importante base navale dell’Iran, affacciata sullo Stretto di Hormuz, una delle vie marittime più strategiche al mondo per il transito del petrolio. La sua stabilità è cruciale non solo per l’economia iraniana, ma per l’intero equilibrio energetico globale. Qualsiasi incidente di rilievo in quest’area viene osservato con la massima attenzione dalla comunità internazionale, specialmente in una fase di crescenti tensioni tra Teheran e Washington.
Le autorità iraniane hanno invitato la popolazione a mantenere la calma e a fare riferimento esclusivamente a fonti ufficiali per le notizie, nel tentativo di contenere la diffusione di disinformazione.
