Una svolta significativa nel lungo e complesso percorso per il futuro dell’ex Ilva. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha rotto gli indugi, conferendo mandato ufficiale ai commissari straordinari di Ilva S.p.A. e di Acciaierie d’Italia S.p.A. (AdI), entrambe in amministrazione straordinaria, per avviare la negoziazione finalizzata alla cessione del complesso siderurgico al fondo statunitense Flacks Group. La decisione, comunicata attraverso una nota ufficiale, segna l’inizio di una fase negoziale in esclusiva che potrebbe portare a una nuova era per l’acciaieria di Taranto e gli altri stabilimenti del gruppo.
La strategia del Governo: partner industriali e dialogo sociale
Il mandato conferito dal ministro Adolfo Urso ai commissari straordinari non si limita a una semplice trattativa di vendita. La nota del MIMIT sottolinea due punti cardine che dovranno guidare i negoziati: il “consolidamento di possibili partenariati industriali” e il pieno rispetto delle procedure previste dall’articolo 47 della Legge 428/1990 in materia di consultazioni sindacali. Questo approccio indica la volontà del Governo di non affidare un asset così strategico unicamente a un fondo di investimento, che pur avendo presentato un piano ambizioso non possiede un’esperienza specifica nel settore siderurgico. L’obiettivo è quello di affiancare a Flacks Group uno o più partner industriali, preferibilmente italiani, per garantire la necessaria competenza tecnica e gestionale indispensabile al rilancio produttivo e alla sostenibilità del polo siderurgico.
Secondo indiscrezioni, sarebbero già stati sondati alcuni dei principali gruppi siderurgici italiani, tra cui Marcegaglia, Arvedi, Danieli, Acciaierie Venete, Feralpi e Pittini. L’idea più accreditata è quella di un loro ingresso nel capitale sociale con quote di minoranza, probabilmente tra il 5 e il 10%. Questa mossa mira a creare una solida alleanza in grado di affrontare le complesse sfide industriali e ambientali che attendono la “nuova” Ilva.
Il piano di Flacks Group: investimenti e decarbonizzazione
Flacks Group, fondato da Michael Flacks, ha messo sul piatto un piano di rilancio imponente. L’offerta prevede un investimento che potrebbe arrivare fino a 5 miliardi di euro, destinato a modernizzare gli impianti e a guidare la transizione verso una produzione più sostenibile. Il cuore del progetto è la decarbonizzazione, da attuare attraverso l’installazione di due moderni forni elettrici ad arco (EAF), affiancati dal mantenimento in funzione di un altoforno per garantire la produzione di acciai di alta qualità. L’obiettivo è riportare la capacità produttiva annua a 6 milioni di tonnellate.
Il piano industriale del gruppo statunitense pone una forte enfasi anche sulla salvaguardia occupazionale, con l’impegno a preservare circa 8.500 posti di lavoro. Un altro punto qualificante della proposta è la struttura societaria prevista: il Governo italiano manterrebbe una partecipazione strategica del 40% attraverso Invitalia, mentre Flacks Group avrebbe un’opzione per acquisire un ulteriore 40% in futuro.
Le prossime tappe e il ruolo dei sindacati
Con l’avvio formale della negoziazione, i commissari straordinari — Giovanni Fiori, Giancarlo Quaranta e Davide Tabarelli per AdI in A.S., e Alessandro Danovi, Francesco di Ciommo e Daniela Savi per Ilva in A.S. — avvieranno un confronto serrato con i rappresentanti di Flacks Group. L’obiettivo dichiarato dal Governo è di chiudere l’operazione di cessione entro la prima metà del 2026.
Parallelamente, un capitolo fondamentale sarà rappresentato dal dialogo con le organizzazioni sindacali. Il richiamo esplicito alla Legge 428/1990 impone la convocazione di tavoli di confronto con le parti sociali per discutere tutti gli aspetti legati al trasferimento d’azienda, in particolare le garanzie occupazionali e le condizioni di lavoro. I sindacati hanno già espresso la necessità di un ruolo centrale dello Stato e di chiarezza sul piano industriale, ambientale e occupazionale, ribadendo la richiesta di un confronto diretto con la Presidenza del Consiglio.
La partita per il futuro dell’ex Ilva entra dunque nella sua fase più delicata. La scelta di negoziare in esclusiva con Flacks Group, affiancando la ricerca di partner industriali solidi, rappresenta un tentativo di equilibrare l’apporto di capitali internazionali con il know-how e la stabilità del tessuto industriale nazionale, il tutto sotto l’egida del dialogo sociale per garantire un futuro sostenibile a un’infrastruttura chiave per l’economia italiana.
