Santiago del Cile – Una decisione che intreccia diplomazia, scienza e sospetti di spionaggio internazionale. Il governo cileno ha ufficialmente posto fine al progetto per la costruzione dell’osservatorio astronomico di Cerro Ventarrones, situato nella strategica regione di Antofagasta, una delle aree più vocate al mondo per le osservazioni celesti. L’iniziativa, frutto di una collaborazione tra l’Università Cattolica del Nord (UCN) e l’Osservatorio Astronomico Nazionale della Cina (NAOC), si è arenata di fronte a un duplice ostacolo: la non conformità con la legislazione cilena e le crescenti preoccupazioni di sicurezza avanzate dagli Stati Uniti.
Le ragioni ufficiali della cancellazione
Secondo quanto comunicato dal Ministero degli Esteri cileno, guidato dal ministro Alberto Van Klaveren, la cancellazione è stata motivata da vizi di forma e sostanza. L’accordo, siglato tra l’università cilena e l’ente cinese, non avrebbe seguito l’iter previsto dalla normativa nazionale, che per progetti di tale portata internazionale richiede un accordo “da Stato a Stato”. “Si trattava di un accordo che aveva problemi importanti“, ha spiegato Van Klaveren, sottolineando che il progetto “non si è conformato alla normativa cilena in materia”. Il governo di Santiago ha comunque teso una mano a Pechino, confermando la piena disponibilità a negoziare un nuovo accordo astronomico generale, sul modello di quello già esistente e pienamente operativo con l’Unione Europea.
L’ombra delle tensioni geopolitiche: il ruolo degli Stati Uniti
Al di là delle motivazioni formali, è impossibile ignorare il contesto geopolitico in cui la decisione è maturata. Già nell’aprile precedente, il progetto era stato sospeso in seguito a un’esplicita allerta da parte di Washington. Fonti diplomatiche statunitensi avevano espresso il timore che la sofisticata infrastruttura dell’osservatorio potesse essere utilizzata non solo per scopi scientifici, ma anche per il tracciamento di satelliti in orbita, con evidenti e potenziali implicazioni strategiche e di difesa. L’allora ambasciatrice statunitense in Cile, Bernadette Meehan, aveva sollevato la questione direttamente con l’esecutivo cileno, invitando a leggere il progetto non solo come un’iniziativa accademica, ma come una potenziale infrastruttura dual-use.
La reazione di Pechino non si era fatta attendere. Il governo cinese aveva fermamente respinto le accuse, definendole un’ingerenza inaccettabile da parte degli Stati Uniti e ribadendo la natura esclusivamente scientifica e pacifica della collaborazione. Nonostante le smentite cinesi e la posizione ufficiale del ministro Van Klaveren, che ha negato un legame diretto tra la cancellazione e le pressioni americane, molti analisti internazionali vedono in questa vicenda un chiaro esempio della “Great Power Competition”, la competizione tra grandi potenze che si estende ormai anche al campo della ricerca scientifica.
Un progetto ambizioso nel cuore del deserto di Atacama
Il progetto di Cerro Ventarrones rappresentava un importante investimento cinese in America Latina, una regione sempre più al centro degli interessi strategici di Pechino. Il sito prescelto, nel cuore del deserto di Atacama, è considerato uno dei migliori al mondo per l’astronomia grazie alle sue condizioni climatiche uniche, con cieli tersi per oltre 300 notti all’anno. La cancellazione del progetto non è solo una battuta d’arresto per la collaborazione scientifica sino-cilena, ma solleva anche interrogativi sul futuro degli investimenti cinesi in settori tecnologicamente sensibili nella regione, in un clima di crescente rivalità con gli Stati Uniti.
La vicenda di Cerro Ventarrones si inserisce in un quadro più ampio di tensioni che vedono contrapposti gli interessi economici e strategici di Cina e Stati Uniti in America Latina. Mentre la Cina continua a espandere la sua influenza attraverso investimenti e partnership, gli USA cercano di consolidare i legami con i loro tradizionali alleati, mettendo in guardia sui rischi legati a una eccessiva dipendenza da Pechino. La cancellazione dell’osservatorio è, in questo senso, un segnale emblematico di come la scienza e la tecnologia siano diventate un terreno cruciale di questo confronto globale.
