CATANIA – Una risposta forte e coordinata per affrontare l’emergenza e avviare senza indugi la ricostruzione. Questo il messaggio emerso dal vertice operativo tenutosi oggi a Catania, presieduto dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per fare il punto sui devastanti effetti del ciclone che ha colpito la Sicilia orientale. Un incontro di alto livello che ha visto la partecipazione delle massime cariche istituzionali, unite nell’obiettivo comune di “fare presto e bene”, come sottolineato dal Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci.
Al tavolo, ospitato presso la Capitaneria di Porto di Catania, si sono seduti il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, il Capo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, i prefetti delle province più colpite – Catania, Messina e Siracusa – e i sindaci delle rispettive città metropolitane, Enrico Trantino e Federico Basile, insieme al primo cittadino di Siracusa, Francesco Italia. Una presenza istituzionale massiccia a testimonianza della gravità della situazione e della volontà del Governo di agire in sinergia con gli enti locali.
Linee operative per risanare e ricostruire
Il fulcro della discussione, come riportato dal ministro Musumeci, è stata la condivisione di “linee operative per risanare e ricostruire nei luoghi pubblici e privati colpiti dal ciclone”. L’approccio mira a superare la logica dell’intervento tampone per abbracciare una visione di ricostruzione che tenga conto della prevenzione e delle mutate condizioni climatiche. Il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ha espresso apprezzamento per questa impostazione, evidenziando la necessità di “unire recupero, tutela e prevenzione” per evitare il ripetersi di simili disastri.
Il presidente Schifani ha confermato l’impegno concreto della Regione, che ha già messo in campo 90 milioni di euro per le prime necessità, annunciando l’imminente pubblicazione di bandi per i ristori. Si prevedono sostegni fino a cinquemila euro per i cittadini che hanno subito danni e contributi a fondo perduto per le attività commerciali che intendono ripartire nelle zone colpite. “Il nostro obiettivo prioritario è quello di dare risposte immediate a tutti i siciliani”, ha dichiarato Schifani.
Focus sulla drammatica situazione di Niscemi
Una parte significativa del vertice è stata dedicata alla crisi di Niscemi, colpita da un imponente movimento franoso che ha costretto all’evacuazione di oltre mille persone. Il Presidente Meloni, prima di raggiungere Catania, ha sorvolato in elicottero l’area del disastro per rendersi conto personalmente della vastità del fronte franoso, definito il più lungo d’Europa. “Di persona è tutto ancora più impressionante”, ha commentato la premier, ribadendo con forza l’impegno del Governo a sostegno delle famiglie colpite dalla calamità.
Meloni ha assicurato che non si ripeteranno i ritardi biblici che hanno caratterizzato gli indennizzi per la frana del 1997. “La gente non dovrà aspettare anni per avere risposte. Il governo agirà in maniera celere”, ha promesso, annunciando un nuovo incontro tra due settimane per definire interventi più dettagliati. La situazione a Niscemi resta critica, con strade provinciali chiuse che rischiano di isolare la cittadina e un intero quartiere in bilico sul ciglio della frana.
Un fronte comune per la ripartenza
I sindaci presenti hanno portato al tavolo le istanze dei loro territori. Federico Basile, sindaco metropolitano di Messina, ha sottolineato l’importanza di prevedere ristori non solo per le imprese ma anche per i privati cittadini, chiedendo un “censimento serio, puntuale e trasparente dei danni”. Francesco Italia ha posto l’accento sulle gravi ripercussioni sul comparto turistico, con stabilimenti balneari e infrastrutture costiere compromesse alla vigilia della stagione estiva.
Il vertice di Catania segna dunque un punto di partenza fondamentale. La presenza del Governo nazionale al fianco delle istituzioni locali è un segnale di vicinanza e concretezza per le popolazioni siciliane messe in ginocchio da una calamità di proporzioni storiche. La sfida ora è tradurre gli impegni in atti concreti e rapidi, per sanare le ferite del territorio e costruire un futuro più sicuro e resiliente.
