Giornata di vendite sui mercati azionari europei, che non riescono a trovare la spinta per proseguire al rialzo, nonostante un avvio inizialmente positivo di Wall Street. A pesare sul sentiment degli investitori sono principalmente due fattori: l’attesa per le decisioni della Federal Reserve sui tassi di interesse e le preoccupazioni per il settore del lusso, scatenate dalle prospettive caute fornite dal colosso francese LVMH. In questo contesto, l’indice paneuropeo Stoxx 600 ha chiuso la seduta con una flessione dello 0,6%.

Le piazze finanziarie del continente hanno mostrato un andamento generalizzato al ribasso. Le perdite più consistenti si sono registrate a Madrid e Parigi, entrambe in calo dell’1,1%. Più contenuti i ribassi di Francoforte e Londra, che hanno ceduto lo 0,4%, mentre Piazza Affari a Milano ha terminato le contrattazioni con un -0,6%.

Il Crollo del Lusso e le Pressioni sugli Altri Settori

A guidare i ribassi è stato il settore del lusso, che ha subito un pesante crollo del 3,5%. La causa principale è da ricercare nei conti di LVMH e, soprattutto, nelle sue prudenti previsioni per il 2026, che hanno alimentato i timori su un possibile rallentamento della domanda, in particolare da mercati chiave come la Cina. Di conseguenza, a Milano, titoli come Moncler (-2,7%) e Brunello Cucinelli (-2%) hanno registrato perdite significative.

Le vendite non hanno risparmiato neanche il comparto farmaceutico, che ha ceduto il 2,4% a livello europeo, e quello bancario (-1,1%). A Piazza Affari, tra le banche, si è assistito a un andamento contrastato: mentre Unicredit ha mostrato una sorprendente tenuta con un rialzo dell’1,5%, Banco Bpm ha perso l’1,1%. Poco mossa, invece, Mps (+0,03%). Le utility hanno chiuso in debolezza (-0,3%), influenzate dal calo del prezzo del gas, sceso a 38,10 euro al megawattora.

Tecnologici ed Energetici in Controtendenza

In un quadro prevalentemente negativo, si sono distinti in positivo due settori. I tecnologici hanno guadagnato l’1,1%, spinti dai buoni risultati della società olandese di semiconduttori Asml e in attesa dei conti di Stm. A Milano, proprio il titolo di Stm ha brillato con un rialzo del 2,3%.

Anche il settore energetico ha chiuso in territorio positivo (+1,3%), sostenuto dall’aumento del prezzo del petrolio. Il Wti (West Texas Intermediate) è salito a 63,03 dollari al barile (+1%), mentre il Brent ha raggiunto i 68,09 dollari (+0,7%). Questa dinamica ha favorito a Piazza Affari il titolo Saipem, che ha messo a segno un robusto +2,5%. Da segnalare anche la buona performance di Tim, che ha guadagnato lo 0,97% a 0,59 euro, con le azioni di risparmio in crescita dello 0,32%.

Focus su Tassi Fed, Dollaro e Spread

L’attenzione dei mercati rimane catalizzata sulla riunione della Federal Reserve. Le attese sono per un mantenimento dei tassi di interesse nell’attuale intervallo, ma gli operatori analizzeranno con attenzione ogni segnale sulle future intenzioni della banca centrale americana, soprattutto in relazione all’andamento dell’inflazione e del mercato del lavoro. Le decisioni della Fed, insieme alle mosse dell’amministrazione Trump, continuano a influenzare anche il mercato valutario.

Il dollaro si è rafforzato dopo le recenti flessioni, portando l’euro a scendere a 1,1971 sul biglietto verde. Sul fronte del mercato obbligazionario, lo spread tra BTP italiani e Bund tedeschi si è attestato a 59,9 punti base, con il rendimento del decennale italiano che si è posizionato al 3,45%.

Di atlante

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