Una giornata tinta di rosso per le principali piazze finanziarie europee, che hanno risentito pesantemente delle performance negative del settore del lusso. A innescare le vendite sono stati i conti di LVMH, il colosso francese del lusso, che ha registrato un calo sia dei ricavi che dell’utile per il 2025. A questo si sono aggiunti i ricavi preliminari in flessione di Salvatore Ferragamo, un altro nome di spicco del Made in Italy, contribuendo a creare un clima di sfiducia tra gli investitori del comparto.
La Borsa di Parigi, dove LVMH ha un peso significativo, è stata la peggiore, con l’indice CAC 40 che ha ceduto l’1,06%. Male anche Madrid, con un calo dell’1,10%. Piazza Affari a Milano ha mostrato una maggiore resilienza, limitando le perdite a un -0,66%, mentre Francoforte (-0,29%) ha registrato flessioni più contenute, dimostrando una minore esposizione alle turbolenze del settore del lusso.
Il Crollo del Settore Lusso: Effetto Domino su Tutti i Listini
L’impatto dei risultati di LVMH si è propagato a macchia d’olio su tutto il comparto del lusso. Il titolo del gruppo guidato da Bernard Arnault è crollato alla Borsa di Parigi. Di conseguenza, anche le azioni di Christian Dior, che fa parte della stessa galassia, hanno subito una pesante flessione. Le vendite hanno colpito anche i marchi italiani: oltre a Ferragamo, hanno chiuso in rosso anche Moncler (-3,5%) e Brunello Cucinelli (-2,2%), a dimostrazione di come le preoccupazioni per un rallentamento della domanda globale di beni di lusso stiano influenzando l’intero settore.
Attesa per la Fed e Dati Macroeconomici Contrastanti
A contribuire all’incertezza sui mercati è stata anche l’attesa per le decisioni della Federal Reserve sui tassi di interesse, che saranno comunicate in serata. Gli operatori si interrogano sulle prossime mosse della banca centrale americana, in un contesto economico ancora complesso. Anche la Banca centrale del Canada è riunita oggi per la sua decisione di politica monetaria.
Sul fronte macroeconomico, la giornata ha offerto dati contrastanti. In Germania, la fiducia dei consumatori misurata dall’indice Gfk è migliorata, attestandosi a -24,1 punti a febbraio, superando le attese degli analisti. In Italia, invece, l’indice di fiducia elaborato dall’Istat ha mostrato un quadro a due facce: quello relativo ai consumatori è salito a 96,8 punti a gennaio, mentre l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese è aumentato a 97,6. Dagli Stati Uniti sono attesi nel corso della giornata i dati sulle richieste di mutui e gli indici elaborati dalla Fed di Dallas.
Materie Prime e Valute: Oro ai Massimi, Dollaro in Ripresa
Sul mercato delle materie prime, si registra debolezza per il petrolio, con il WTI che cede terreno, e per il gas naturale. Continua invece la corsa dell’oro, che tocca nuovi massimi storici, confermando il suo ruolo di bene rifugio in fasi di incertezza. Sul mercato valutario, il dollaro è in ripresa sull’euro, con il cambio EUR/USD che si attesta intorno a 1,19.
Lo Spread e i Titoli di Stato
Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, lo spread tra BTP decennali italiani e Bund tedeschi si attesta in area 60 punti base. Il rendimento del titolo italiano è in calo, così come quello tedesco. Interessante notare il calo anche del rendimento del titolo francese, che porta il differenziale tra il rendimento francese e quello italiano in territorio negativo, a favore di Roma.
Spunti Positivi dai Semiconduttori: Brilla STMicroelectronics
In un quadro generale prevalentemente negativo, si segnala la performance positiva del settore dei semiconduttori. In particolare, a Piazza Affari ha brillato il titolo di STMicroelectronics (Stm), che ha chiuso in rialzo in scia ai risultati positivi di alcuni competitor internazionali. Questo dato suggerisce che, nonostante le difficoltà di alcuni settori, ci sono comparti che continuano a mostrare segnali di solidità e a catalizzare l’interesse degli investitori.
