Parigi – La settimana dell’Haute Couture parigina si è aperta nel segno di una folgorazione artistica, un’epifania che collega il genio di Michelangelo a quello, contemporaneo e visionario, di Daniel Roseberry. Il direttore creativo di Schiaparelli ha presentato la sua collezione di alta moda per la Primavera/Estate 2026, un evento che ha catalizzato l’attenzione del fashion system globale, andato in scena nella cornice del Petit Palais. Il punto di partenza, come raccontato dallo stesso stilista texano, è stato un “ritiro creativo” fuori Roma lo scorso ottobre, culminato in una visita rivelatrice alla Cappella Sistina.

“Alzando lo sguardo verso il soffitto della Sistina, ho sentito qualcosa di simile a ciò che Michelangelo provò cinquecento anni fa”, ha dichiarato Roseberry. Questa sensazione di vertigine, un misto di “tormento ed estasi” – non a caso il titolo della collezione è “The Agony and The Ecstasy” – è diventata il motore di una sfilata che trascende la moda per farsi scultura vivente, narrazione corporea di un’immaginazione selvaggia. “Michelangelo risvegliò il mondo. E cinquecento anni dopo, ha risvegliato anche me”, ha confessato lo stilista, sottolineando come quell’esperienza abbia plasmato ogni singola creazione.

Il Bestiario Surrealista in Passerella

L’ispirazione michelangiolesca non si è tradotta in una citazione letterale degli affreschi. In passerella non hanno sfilato angeli o scene bibliche, ma un bestiario fantastico che attinge a piene mani dall’eredità surrealista della fondatrice Elsa Schiaparelli. Il mondo animale, tanto caro a Elsa (celebre la sua aragosta in collaborazione con Dalí), è stato reinterpretato attraverso la lente scultorea e teatrale di Roseberry. Abbiamo assistito alla metamorfosi della forma umana in creature ibride, che lo stesso designer ha definito “rettiliane-aracnidi” o “infantas terribles”.

Le silhouette, audaci e quasi gravitazionalmente sfidanti, si sono arricchite di dettagli iperrealistici e perturbanti:

  • Linee decise e tratti affilati si sono evoluti in code di scorpione tridimensionali, realizzate in pizzo e crine nero.
  • Pungiglioni, denti di serpente e becchi d’uccello sono stati meticolosamente modellati in resina.
  • Occhi in cabochon hanno aggiunto uno sguardo enigmatico e quasi vivo alle creazioni.

Questa fauna sartoriale è stata resa possibile da una maestria artigianale che rappresenta il cuore pulsante dell’Haute Couture. I materiali e le tecniche utilizzate hanno spinto i confini della sartoria: pizzi tagliati a mano e scolpiti in bassorilievo per creare effetti tridimensionali, piume dipinte a mano, aerografate o immerse in resina e cristalli, e strati di tulle e organza sovrapposti per generare profondità e giochi di colore, come nel caso di un iconico tailleur-gonna spolverato di cristalli che evocano le sfumature di un pesce palla. La palette cromatica ha tratto ispirazione diretta dagli uccelli del paradiso, con esplosioni di rosa e turchese.

Un Parterre di Stelle e l’Espansione Globale

A testimoniare la rilevanza di Schiaparelli nel panorama attuale, il front row della sfilata era gremito di celebrità internazionali. Tra gli ospiti spiccavano nomi come Demi Moore, Carla Bruni, Jeff Bezos accompagnato dalla moglie Lauren Sanchez (in un vistoso tailleur rosso), Vincent Cassel, Sophie Marceau e l’imprenditrice digitale Chiara Ferragni. La loro presenza sottolinea non solo l’appeal del marchio ma anche la capacità di Roseberry di creare abiti che sono, a tutti gli effetti, eventi mediatici.

La visione di Roseberry, supportata dalla proprietà di Diego Della Valle, non si ferma alla passerella. La maison sta vivendo un periodo di significativa espansione strategica. Due annunci importanti proiettano il mondo Schiaparelli verso un pubblico ancora più vasto:

  1. Mostra a Londra: A partire dal 28 marzo, il prestigioso Victoria & Albert Museum ospiterà “Schiaparelli: Fashion Becomes Art”, la prima grande mostra mai dedicata alla stilista nel Regno Unito. L’esposizione ripercorrerà la storia della maison, dalle origini rivoluzionarie degli anni ’20 fino all’attuale rinascita sotto la guida di Roseberry.
  2. Boutique a Hong Kong: Il 4 febbraio segnerà l’inaugurazione della prima salon-boutique del marchio in Asia, situata nel Landmark Prince’s Building di Hong Kong. Lo spazio, progettato in collaborazione con lo studio di architettura Halleroed, mira a ricreare l’atmosfera surrealista e intima dei saloni parigini di Place Vendôme, offrendo un’esperienza d’acquisto esclusiva e su appuntamento.

Il Senso della Couture Oggi

In un mondo dominato dal fast fashion e dalla ricerca della praticità, Roseberry ha offerto una potente riflessione sul significato dell’Haute Couture. “Moltissime persone mi chiedono quale sia il senso della couture. Di certo non è creare abiti per la vita quotidiana”, ha affermato. Per lo stilista americano, primo statunitense a guidare una casa di alta moda francese, la couture è uno spazio di libertà assoluta, un baluardo della creatività che può permettersi l’iperbole infischiandosene delle logiche commerciali. È un’opportunità per riconnettersi con la fantasia, con quel “sogno” che la moda può ancora offrire, un invito a “smettere di pensare e iniziare a sentire”, proprio come di fronte alla grandiosità della Cappella Sistina.

Di davinci

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